Poste Italiche..dalla Cina con furore.

E ci son ricascato..giro nel web e butto l’occhio sulle aste del Catawiki e boom eccoti dei netsuke che mi fan godere come un selvaggio e senza perder tempo sparo una cifra che spiazzatutti..erano li che cincischiavano sui cents 15,50 – 16,00 – 17 e quindi da buon milanese sparo 170,80 e trac mi becco il lotto assieme agli insulti degli astatori.

Quindi considero il giorno che e’ il 5 aprile pagando col classico bonifico perche’ paypal era azzerato da precedenti acquisti e aspetto fiducioso pensando che in sette gg lavorativi i nanetti netsuke si sarebbero affiancati alle figure Lladro di Lella (anche li e’ tutto un programma sulle spedizioni vedi foto)..

Azz passano venti giorni e i nanetti son sempre li che aspettano oppure stanno arrivando a piedi e comincio a madonnare inviando richieste e insulti..il cinese mi risponde che per arrivare in Italia ci vuol tempo..azz e mo’ me lo dice sto limoncino malschiacciato e quindi gli blocco i pagamenti parlando con Catawiki (sino alla ricezione)..il limoncino risponde a geroglifici che tradotti significano..se ti incrocio in italia ti spiego il cara e il kiri..

vabbuo’ questo post sa di nulla lo so ma ad oggi sono al 40mo giorno e finalmente i nanetti sono in Italia..ma non e’ finita qui..vado a studiarmi il centro internazionale e ti trovo le lamentele di cui sotto..ragazzi e’ finita, tra poco andro’ in quel di Casalestatino e i nanetti vadano affanbip e assieme a loro mi ci mando da solo e mannaggia a me e alle aste sul web..

Poste Italiane: dalla Cina con furore in tempi brevi mo’ arriva con tutta calma, che non c’è fretta

brand e marche, prodotti

Mi sono azzardato ad ordinare un prodotto dalla Cina con la spedizione standard, ossia il servizio postale base.

Sapevo che ci sarebbe voluto un po’ di tempo, ma pensavo che alle porte del 2016 anche la Cina fosse all’avanguardia con il servizio postale.

Dimenticavo però di vivere in Italia.

Il giorno 26 dicembre 2015 ho ordinato questo:

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Il F10 Deluxe è un – ottimo – telecomando per media center prodotto dalla MeLE e venduto direttamente dal costruttore sul proprio store aliexpress.

L’ho acquistato con PayPal che, abbinato ad aliexpress, mi ha richiesto una manciata di secondi per completare l’ordine.

Temevo le lungaggini del Capodanno, ma poi mi sono ricordato che in Cina non sarebbe arrivato che a febbraio: perfetto.

Come prevedibile, il 29 dicembre il mio pacco partiva dal magazzino di Shenzhen alla volta dell’Italia; tempo previsto, dalle due alle tre settimane.

Devo ammetterlo, mi aspettavo ci mettesse di meno, ma ci sono voluti ben 10 giorni per percorrere la Cina continentale prima di arrivare al porto. E se pensiamo che Shenzhen è sul mare, sticazzi. Il 10 gennaio, però, la mia spedizione veniva dispacciata via mare alla volta dell’Italia.

8 giorni di nave prima di arrivare in Italia. Che ti viene da pensare che se per fare 12.000 km via mare ci hanno messo di meno dei 100 km via terra, i corrieri in Cina devono andare in giro cavalcando bradipi.

Incredibile amisci, ma è tutto vero:

SingPost.jpg

L’epico viaggio nella terra della seta, dove il trasporto via terra è effettuato a mano da una catena umana di mutilati di guerra.

Non ci è dato sapere in quale porto italiano sia arrivato, ma il 19 gennaio abbiamo la conferma che la spedizione è arrivata al Centro Scambi Internazionale di Milano e alle 3 del mattino dello stesso giorno lo vediamo preso in carico dal Centro Operativo Postale.

Cominciano a lavorare il pacco alle 17 dello stesso giorno.

Poi lo lavorano di nuovo il 22 gennaio.

E nuovamente il 26 gennaio.

Cosa ne stiano facendo, non è dato saperlo, quindi il 28 decido di fare un’azione temeraria: chiamo il call center di Poste Italiane, che risponde – miracolosamente – entro pochi minuti.

– Buongiorno, volevo informazioni sulla spedizione bla, bla, bla, perché la vedo sempre ferma al Centro Operativo di Milano e mi chiedo come mai.

– Eh, perché lei vede solo scritto così, ma in realtà io vedo che è entrato in dogana, che per voi è sempre Centro Operativo Postale. Forse devono fare dei controlli ulteriori. Sul pacco c’è scritto “telecomando”: che cosa c’è dentro?

– Un telecomando.

– Ah, allora tutto bene.

Chiedo un altro paio di informazioni, ma l’operatrice mi rassicura: faranno qualche controllo in dogana e poi me lo spediranno.

Passano altri due giorni e richiamo.

– Buongiorno, volevo informazioni sulla spedizione bla, bla, bla, perché la vedo sempre ferma al Centro Operativo di Milano e mi chiedo come mai.

– Sa, è passato in dogana, è per quello che ci ha messo di più. Però guardi che è andato tutto bene, perché vedo che qui c’è scritto telecomando e non hanno rilevato anomalie. C’è un telecomando, nel pacco?

– Eh, sì.

– Non si preoccupi, è tutto a posto e vedrà che oggi o domani glielo consegnano.

Ovviamente così non è, quindi il 2 febbraio chiamo, di nuovo.

– Sa, la spedizione, ferma, Milano, che palle.

– No, ma guardi che va tutto bene. Io lo vedo in consegna, quindi vedrà che domani arriva.

Aspetto altri due giorni prima di chiamare per incazzarmi, ma vengo trattenuto da un nuovo aggiornamento sul servizio di tracciabilità di Poste Italiane: la mia spedizione partita dalla Cina e diretta a Brescia, passante per Milano, il 4 febbraio è stata inviata al Centro Operativo Postale di Torino.

No, non ho sbagliato a scrivere: l’hanno davvero mandato a Torino.

Poste

Gli 11 inutili aggiornamenti riassumibili con “Stiamo lavorando” e “Abbiamo sbagliato a spedire”

Il ragionamento di Poste Italiane, probabilmente, è che sia più proficuo quel giro rispetto ad un tradizionale Milano-Brescia. E ci sta, perché è lo stesso ragionamento che fece Colombo quando scoprì l’America. Solo che alle Poste non gli hanno detto che in India non c’è arrivato.

L’errore risulta evidente quando il pacco resta per tre giorni a Torino prima di arrivarmi a casa, ma a quel punto ho le palle così piene che si stanno precipitando autonomamente al piano di sotto, quindi scendo ad aprire.

Alla faccia del “va tutto bene”, per aver comprato un telecomando, spedito in un pacco con scritto telecomando, contenente davvero un telecomando, l’efficientissimo duo comico Poste & Dogane mi ha chiesto la bellezza di 13 euro.

Che ho brillantemente elargito accompagnati con imprecazioni miste.

Se calcoliamo il tempo perso e lo quantifichiamo in denaro, mi sarebbe risultato più economico andare personalmente a Schenzhen a ritirarlo.

Come mia abitudine, in fondo ad ogni recensione aggiungo un voto da 1 a 5 per il servizio e per il dettaglio delle voci. Vorrei farlo anche qui, utilizzando dei simpatici pacchi postali per rendere graficamente la valutazione.

Appena me li consegnano, ve lo faccio sapere.

11 pensieri su “Poste Italiane: dalla Cina con furore in tempi brevi mo’ arriva con tutta calma, che non c’è fretta”

  1. Anche io ho comprato un prodotto dalla Cina e da ben 14 giorni è fermo al centro operativo postale di Milano. Per ora mi sono limitato a contattare l’assistenza via mail che ha tentato di rassicurarmi con le stesse parole usate nel tuo caso. Purtroppo, come hai detto anche tu, siamo in Italia e soprattutto abbiamo avuto la sfiga di avere i nostri pacchi controllati in dogana.

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  2. Ho comprato 2 cappellini dalla Cina , spedizione base , Cina -Milano 5 giorni, Milano Bologna 45 giorni, addirittura ci sono dei negozi cinesi che anno paura a spedire in Italia. Poi ci lamentiamo quando dicono che siamo l’ultimo nel mondo con le poste

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  3. E’veramente una vergogna che in Italia non si debba avere un servizio efficiente.Io aspetto una micro schedina elettronica (1 cmx5cm)Sono già 4 gg. in giacenza a Milano.Mi viene detto che è in lavorazione.Non riesco proprio a capire il termine “lavorazione”.La schedina non è buona ne per fare il minestrone e nemmeno la birra.Scaricano la loro innefficenza sulla dogana. Vergognatevi!!!! Giorgio

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  4. E’ bellissimo vedere come su Aliexpress altri europei commentano il negozio scrivendo “Il pacco mi è arrivato in 3 settimane” e vivono tipo sopra di noi (Germania) e i miei pacchi quando arrivano in Italia stanno un po’ fermi in dogana, un po’ vanno a spasso nei dintorni e poi dopo una settimana e più decidono di virare finalmente verso il nord est. Che poi son pacchi dal costo inferiore ai 22 euro quindi senza pagamento di dogana. Misteri di poste italiane.

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  5. Despatched to Overseas non implica esclusivamente un porto marittimo ma praticamente SEMPRE una spedizione aerea, infatti fila più liscio il ritrovo in dogana a Milano come prima voce, altrimenti avrebbe avuto almeno un passaggio dichiarato presso un porto/dogana di mare italiano.Solitamente la spedizione internazionale richiede una settimana max. tutto il resto del tempo è Poste Italiane a gestirlo con le tempistiche che tutti consosciamo e che sono purtroppo molto peggiorate in questi ultimi tempi, poi ti scrivono sul sito del Cerca Spedizioni ” aiutaci a migliorare “….. lo hai scritto tu sopra : >> Sticazzi << !!!!!!

    Io per l’identico tipo di spedizione nel giro di un anno sono passato ad aspettare da 8gg a 21gg….. forse perché nessuno si è messo con pazienza ad aiutarli a migliorare?

    Ci sono venditori esteri che escludono la spedizione in Italia, però ok per S.Marino, ho imprecato un venditore spiegandogli che S.Marino non è un’isola tropicale, ma mi ha negato tassativamente la spedizione in Italia, è bello e gratificante dopo avere trovato un oggetto raro di cui hai estremamente necessità sentirsi scrivere <> oppure <>, a meno che richiedi DHL o compagnia alterna con i relativi costi.

    Ci fosse un comparto pubblico italiano che non fosse conosciuto a cinesi, americani, australiani. Che schifo ragazzi !!!

    Statemi bene.

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  6. Stesso identico problema del telecomando, solamente che il mio è un processore. Comperato su ebay il 6/12/2016 da un tipo residente in Francia, (il solito furbetto che fa da tramite), viene spedito dalla Cina il 13/12. Ho detto va beh ci sono di mezzo le feste, Natale e Capodanno e pure la befana, è arrivato al centro smistamento il 22/1/2017. 6 giorni per capire la destinazione ed oggi 28/1 é al centro postale di Bologna. Ma io abito A Torino!!!!! Cos’è prima di arrivare a destinazione gli fanno fare un giro turistico in Romagna che ne so tipo Rimini-Riccione?

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  7. Ho ordinato una MI Band il 20 febbraio con Gearbest, ho scelto il transito dalle poste Olandesi, partito il 23 dalla Cina, arrivato il 27 in Olanda, il 28 era in Italia, a Milano, risulta lavorato fino al 4 marzo, poi più niente! in 5 giorni è arrivato in Italia dall’altra parte del mondo, ma non riesce ad arrivare da Milano alla provincia di Orbassano!

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    1. Da GearBest conviene sempre la spedizione Italy Express, che con pochi euro te lo spedisce tramite Bartolini (anche li è dura)

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  8. le poste al nord sono lente e funzionano male

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    E poi dicono che la cina e’ vicina.. puuuuuuuuuuuuuuh

The Mask.

Trickoutarsi come dicono i brexitani.. Certo che nascondere il tuo vero aspetto potra’ essere appagante ma credo di non aver mai avuto la voglia di essere nella pelle di qualcun’altro..

I pro ci sono sempre se non vai a spulciare a fondo e alla fine sai che non e’ tutto oro quello che luccica.. perlomeno se luccica da lontano.. magari e’ il tappo di una lattina di birra del cazzo e ti sei affannato per nulla per cercare di raggiungerlo.. con la delusione che questo comporta..e mai una volta che trovo una moneta da tre euro, tanto per dire.

Pero’ poi capita.. non ci crederete ma capita.. quando?

Quando non so’ ma diciamo che capita in una serata normale, un qualcosa di normale di una vita normalissima o quasi…

Capita che succeda una cosa talmente normale e stupidamente splendida che tu improvvisamente ti riscopri ad invidiare qualcosa o qualcuno e sei talmente incazzato con te stesso ( perche’ lo sai che non cavi un buco dal ragno, che non ha senso, che non ti cambia nulla, che rischi solo di vedere male la tua quotidianita’) che trattieni a stento quella rabbia mista a tristezza che fa a botte con la felicita’ che vuoi regalare a chi quel qualcosa o quel qualcuno che se lo e’ meritato e non lo da’ a vedere in nessun modo o maniera qualdirsivoglia.

Ma poi tornando a casa ti chiedi quando sara’ il tuo momento, quand’e’ che la ruota girera’ nel verso giusto anche per te e inizi a mettere in discussione tutto e tutti senza distinzione rischiando anche di dire o fare cose di cui magari dopo poche ore pentirti.

Allora mandi giu’..ascolti la tua canzone in DMN alias defoult mode network ovvero quel circuito di lavoro mentale d’introspezione e lasci andare la tua mente, libera di vagare.. fai la strada piu’ lunga per arrivare a casa, ti coccoli nel tuo momento, quello in cui nessuno che conosci ti vede e ti giudica.. magari ridi come un pirla o piangi un po’, senza timore di perdere onorabilita’, anche se non ne hai voglia ma quelle maledette escono da sole per la gravita’.. e poi arrivi a casa, la pioggia si mescola al salato che tu gia’ hai sul viso e questa maschera camuffata ti fa’ sorridere, entri in casa dove qualcuno ti aspetta tra miagolii e fusa e ciaoni e mentre sei in attesa della cena apri la tua finestra nel mondo perche’ sai che quello sara’ l’unico momento in cui tutto passa ed e’ ora di scriverlo e’ l’ora del “ne parliamo”.. a volte in poesia, a volte con ironia, a volte qui sopra sapendo che qualcuno ti capira’ e capira’ la tua maschera e la vita continua e lascio spazio a Ste in merito alla difesa personale e il suo punto di vista e’ quello di tutti noi e di certo non dovrebbe esserci differenza tra giorno e notte e se qualcuno mi da uno schiaffo di certo non porgero’ l’altra guancia, con o senza maschera.

Fiducia Pasquale.

Cari Linkediniani non mi aspettavo tutti questi auguri in posta e per ora vi rispondo a grandangolo con un post ripromettendomi (naso) di mailizzarvi uno ad uno..

Donc..

Un motto cita che Natale e’ con i tuoi e Pasqua con chi vuoi e quindi io vi auguro di passarla non con qualcuno ma con qualcosa.. qualcosa che la vita vi ha fatto perdere da qualche tempo o che voi avete dimenticato di proposito da qualche parte o semplicemente che qualcuno vi ha sottratto o portato via di brutto e mi riferisco alla fiducia.. il mio augurio non vuol farvela ritrovare, quella ormai se n’e’ ita, era vecchia, compromessa e corrotta..vi auguro di cuccarne una nuova di zecca a tempo pieno e non part-time, una fiducia senza clausole o post scriptum vari, senza contratti..una fiducia totale in voi stessi che vi porti a pensare che tutto quello che di buono la vita ha da offrire..voi lo potete avere… forza figlioli, armatevi di ottimismo anzi quasi nonimismo e lasciate gli assaggi a quelli che aspettano la domenica per divertirsi e il lunedi’ per lamentarsi e non accontentativi del classico bicchiere sia mezzo vuoto che mezzo pieno.. buttate via sto bicchiere e prendete una caraffa da litro anzi esagero, prendete un pozzo, una diga, un lago un mare un oceano e lavorate sulla vostra convinzione fino allo sfinimento e solo cosi’ vi verra’ l’assurda sete di vivere e riempirete col vostro entusiasmo qualsiasi cosa che avrete davanti e come premesso ci si sente in mail e quindi..

 

La castigata delle compagnie telefoniche.

E te pareva, hanno utilizzato il  classico effetto studio per colpire la massa e anziche’ dire mo vi mettiamo nel frac un aumento dell’8,33 per cento” hanno colpite in maniera dolce dimodoche’ la massa non ha recepito bene la situazione. 

Dicendo che il canone sara’ di 4 settimane anziche’ ogni mese, il pellegrino considera appunto un mese fatto di quattro settimane e che vuoi che sia il 30  31  28? 

Vuol dire che noi pagheremo 13 mesi all’anno e poi se pensate bene, noi percepiamo una tredicesima e perche’ le compagnie non debbono prendersela pure loro? 

Nel mio caso significa pagare una cinquantina di eurini in piu’ e 50 di qua 50 di la tra non molto non arrivero’ a fine mese e faro’ parte della fila al pane quotidiano sempreche’ i clandestini me lo permetteranno..anzi loro non fanno fiula ma sono al cinque stelle con piscina..

Servira’ a poco ma facciamo sta petizione anti quattrosettimane.

Otherwise Young.

Ebbene ci sono, eccoli i diversamente giovani quelli con la sindrome di PeterPan la nostra gioventu’ anziana. In effetti molti eterni delfini sembrano condividere il destino di Carlo d’Inghilterra, invecchiato in sala d’attesa, o quello di certi enfant prodige che col tempo smarriscono il prodige e si tengono solo l’enfant. Se ci pensate bene e ci fate caso persino un settantacinquenne puo’ sembrare un giovanotto arrembante per il semplice fatto che i diversamente giovani non mollano la presa e pensare che non molti anni fa i quaranta- cinquantenni erano rottamati o riciclati in mestieri tipo nonno a tempo pieno con annesso nipote e/o cagnolino, giornale, con la prospettiva discussionale a base di colesterolo, trigliceridi esami vari clinici e iter pensione sempre bloccata dai Gentiloni di turno…
Il problema e’ che in Italia il narcisismo sta diventando una malattia senile. Altrove e mi riferisco extra italy il capo di un partito (banca,ufficio, ospedale, universita’) si congeda dal palcoscenico e scivola con tutti gli onori dietro le quinte o nella buca del suggeritore. Qui invece il diversamente giovane, rimane aggrappato al proscenio con le unghie e coi denti e col parrucchino, se e’ il caso anche con la dentiera fissata con implantologia e non quella incollata. Gli incarichi consultivi, prerogativa sacrosanta dei vecchi saggi, lo deprimono molto assai. Lui il D.G vuole esserci, apparire, contare. E cosi’ innesca l’effetto-tappo.. poiche’ si rifiuta di scendere dal Treno della Vita, chi gli sta dietro non riesce ad avanzare e quelli ancora piu’ dietro neppure a salire. Deve aver confuso il prolungamento della vita con quello della poltrona. Forse perche’ per lui solo la poltrona e’ vita. O pirla scendi da sto treno del cazzo e guardati allo specchio.. ormai sei quello che tu una volta definivi matusa rimbambito, largo ai giovani e vai sulla panchina dove la sbarbata ti ha ceduto il posto per compassione, col giornale o con gli esiti dell’Igmk ,del colesterolo e dei trigliceridi mentre il cagnolino ti piscia su una gamba e ricordati che non si va in pensione perche’ si e’ vecchi ma si diventa vecchi se si va in pensione. Ora che ti ho sollevato lo spirito mi sparo un giro alla Mandria con la divisa nuova che Lella mi ha accattato (nn buttare la vecchia neh) visto che ha smesso di piovere e ci sta un sole da prendere sul tavolaccio dove gli altri fanno pickeniccke..viaaaa

  1.  

E come disse lo specchio..io rifletto.

Guardo poco la TV, forse per il fatto di vedere quella tipa che saluta dicendo che il suo cuore prima e’ dei figli e poi di chi la guarda e mi spiace che abbia attaccato il vignettista che e’ sempre a coda dei miei post per una vignetta che e’ stata fraintesa e sottoposta al pubblico caprese da un punto di vista nettamente fuori dalle intenzioni e mi riferisco al fatto che l’ex premier ha citato in un discorso che tra le vittime dell’albergo una era del PD .. insomma la satira era sul premier e non sulla vittama e il buon vignettista e’ stato oggetto di minacce e bannamenti dal social famoso di cui non faccio parte… e vabbe’con il max rispetto di chi e’ deceduto e anche per la satira in genere dico…ma non farmi ridere.. a tal proposito certe persone sostengono che la comicita’ sia un fatto tecnico, un uso ben architettato del mestiere di attore …Io invece penso e concordo con Pirandello che l’eccessiva offerta della risata, attraverso le tante forme della comunicazione, non giova alla qualita’ della comicita’ e dell’umorismo.

Ma cosi’ la comicita’ scopre il suo limite, perche’ e’ generata da meccanismi tecnici e non da un approccio a quanto vi e’ di umano, di contradditorio o di paradossale delle cose e delle persone ed e’ quello che solitamente faccio nei post, far ridere non basta, bisogna attraverso il ridere accompagnare chi legge nelle pieghe segrete della vita.

Ad oggi la comicita’ si tiene lontana dalle fonti di sofferenza e ripudia attingere a problematiche sociali, un poco come nel rigoletto che come buffone di corte deve far ridere a richiesta del suo padrone o signore che gli dice..fammi ridere buffone.

L’epoca nostra e’ proiettata verso l’ottimismo di massa e quindi verso un’allegria che concede ben poco ai mugugni e alle riflessioni dei drammi sociali e se avete windows 10 provate a chiedere alla Cortana di farvi ridere e poi datemi pure torto.

E pensare che a parer mio..la risata e’ un momento liberatorio, la fuga dalla realta’. Ecco perche’ non vado molto per il sottile e cerco di catturare il lettore..la qualita’ della risata e’ secondaria e possiamo anche concedere le varie frasi che scrivo e l’importante e’ che non debba seppellire nel turpiloquio o linguaggio scurrile di bassa estrazione tipo dentista con la radice quadrata.

Il lettore vuole ridere, e’ depresso e vuole dimenticare le tristezze?

Va bene ma pero’ a voler far ridere a tutti i costi..non paga..alla distanza e’ chi scrive che puo’ subire la deformazione di immagine e quindi da comico diventa buffone ..e mi domando..ma conviene dire cazzate se poi di riflesso divento buffone?

Bah..fine della riflessione che ho tentato di fare seria ma agli effetti non lo e’.. cosi’ e se vi pare.. fanculo a tutte le capre che seguono la tipa che pianta casino solo per audience…. un consiglio per Stefano e’ quello che deve mettere delle didascalie alle sue vignette spiegandone il significato… si vede che ho frequentato la Sorbonne vero?.

Eurosolution.

 

E’ una giornata solatia (accento sulla i) in quel di Borgaro City, le strade sono deserte e la gente si raffredda col teleriscaldamento a valvole termostatiche, i tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente concedendosi solo acquisti durante le saldature.
Ecco.. arriva un turista tedesco e si ferma all’Atlantic, albergo a qualche stella sulla via lanzo.
Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.
Il proprietario gli consegna alcuni batch per la visione delle camere.
Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre
dal suo vicino, il macellaio di viale dei martiri e salda i suoi debiti.
Il macellaio prende le 100 euro e corre dal contadino della via per Caselle per pagare il suo debito.
Il contadino prende le 100 euro e corre a pagare la fattura presso la
Cooperativa Agricola.
Qui il responsabile prende le 100 euro e corre alla bettola di via 31 Febbraio e paga la fattura delle sue consumazioni.
L’oste consegna la banconota ad una vulvivendola seduta al bancone del bar davanti alla rotonda delle penne a sfera alpine e salda cosi’ il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
La vulviprestandola corre con le 100 euro all’albergo e salda il conto per
l’affitto della camera adattata a chiavisterio.
L’albergatore rimette le 100 euro sul bancone della ricezione.

Qui arriva la soluzione ad uovo di colombo…il ciclo si chiude.

In quel momento il turista tedesco scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia Borgaro City.
– Nessuno ha prodotto qualcosa
– Nessuno ha guadagnato qualcosa
– Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo

Ecco, ora sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE… vado a veder salvare i turisti dei barconi.

Monti l’elettricista.

Corpo del messaggio

Buttando l’occhio sui social di Lella vedo che ritorna di moda il solito pseudoelettricista Alessio Monti che spiega a tutto il mondo come fare ad abbassare i costi della bolletta elettrica (le percentuali sono in media del 75 pecciento).. la soffiata e’ la solita che alla fine della fiera come dritta e’ quella di acquistare un apparecchietto il cui nome e prezzo (sceso da 150€ iniziali a 45€ superscontati in occasione della festa delle vulvivendole di viale zara) sono cambiati negli anni (da Topweb Offers all’ultimo brand  Energy Saver Pro ) ma la castigata e’ sempre la stessa.
L’evoluzione della presentazione che prima era piazzata in ICQ, C6, Messenger ora e’ su dove la massa si e’ spostata ovvero in Facebook, Twitter, Instagram, Viber,Wechat,Linkedin,Telegram etc etc..il bello e’ che l’Antitrust e’ gia’ intervenuta diverse volte stabilendo l’inutilita’ del pezzo di plastica e ficcando le relative sanzioni che lasciano il tempo che trovano.
Inoltre la societa’ si e’ cuccata multe per diffusione di informazioni non veritiere in merito ai contenuti e/o alle modalita’ di esercizio di diritti contrattuali.
Insomma, oltre al danno di un pezzo inutile, la beffa di un rimborso che non arrivera’ mai anche se sulla scatoletta vi dicono che a norma di legge l’apparecchietto e’ garantito due anni con relativo risarcimento in caso di malfunzionamento.
Quindi occhio alle castigate Restate scettici, restate diffidenti
 
Per chi non avesse letto i precedenti post in merito al Monti Alessio di cui sopra, vi faccio un copia incolla ctrl+c e ctrl+v e occhio che continuando ovviamente la lettura .. sara’ delle serie a vostro rischio e pericolo…
Capita di imbattersi in nomi gia’ noti tra le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno. Non e’ la prima volta che segnalate l’apparecchietto che vi salva dalle bollette elettriche, un bieco trucco acchiappasoldi indirizzato a chi ha semplici esigenze di risparmio. Di norma ci limitiamo a rimandarvi alla vecchia sbufalata, ma all’epoca Maicolengel non aveva raccontato tutto.
L’esca attiraclick segue infatti lo stesso iter.. una persona qualunque, al quale presto dovrete appioppargli la santita’ per esigenze di copione, ha deciso di rendere pubblico un incredibile segreto su una piattaforma altrettanto qualunque (blog, messenger, multiply, a voi la scelta). Questo “segreto” viene proposto come la soluzione definitiva a problemi piuttosto comuni, oppure la risposta ad alcune esigenze. Si tratta di uno stratagemma gia’ analizzato a suo tempo… con la sola differenza che, questa volta, non abbiamo la MILF stangona e sorridente a rivelarci il formidabile trucco.
L’autore si presenta come Alessio Monti, di professione elettricista… fin dalle prime righe ci tiene a sottolineare di essere uno come tanti e di averle provate tutte. Ma proprio tutte. Perfino il celeberrimo “trucco dell’elettricista alpino”.
Non lo conoscete? E dai, che lo avete fatto almeno una volta in qualunque situazione.. quando tutto va a rotoli, ricorrete alle “grappette” da servire al contatore testardo, cantandogli “Bevilo, bevilo, bevilo tutto d’un fia’ ghe denter la genziana ca la fa ben ”.
Dicono che in vino veritas, in grappa figuriamocis. Non mi credete? E allora sparatevi un bel sgnappino prima di leggere questo formidabile testo del Mario buttailminestrone..

Lavoro da 20 anni come elettricista, e da quanto posso ricordare I prezzi del consumo elettrico non fanno altro che crescere! E si sa che sono gonfiati artificialmente! Per questo a casa mia da sempre maneggio con i contatori, ora ci metto una grappetta, ora una calamita, ora li mando un po` indietro collegando una fase a terra sul tubo dell’acqua, ora gli infilo il rotolo delle negative tra vetro e disco per bloccarlo, ora gli faccio il foro e blocco la rotazione del disco col chiodino, ora avvolgo un filo collegato al neutro e faccio da calamita indotta..ora ora ora

Non ci avete capito ‘na mazza? Tranquilli! Applicate i trucchi citati finche’ non sarete colpiti da una specie di Epifania di nome Lo la.

Ciao, sono Lola Fox. Mi intrometto perche il togoventinuovo e’ leggermente fuori uso. Ha scoperto la camomilla dell’alpino.

Mentre dorme, vi spiego un paio di cose.

La leggenda per la quale sia possibile rallentare i contatori elettrici con una calamita nasce dal fatto che in passato, questo sì, si sono registrati casi in cui qualcuno aveva rallentato i contatori elettrici TRIFASE. Nelle abitazioni civili non c’e’ la trifase a 400 volt, ma la monofase a 230 volt. Per cui, se pensate di architettare qualche truffa sappiate che non funziona. Gli attuali contatori elettronici di ultima generazione hanno al loro interno un rilevatore di campi magnetici che segnala in centrale la presenza di campi magnetici anomali.

Con la lettura da remoto, il vostro gestore puo’ verificare se cio’ che segna il contatore e’ equivalente all’energia reale fornita. Quindi, laddove sussistano grosse discrepanze, verra’ subito fatto un controllo al contatore.

Infine, manomettere il contatore e’ un reato: si chiama TRUFFA e puo’ fare piu’ danni di quello che possiate immaginare. Se ne conclude che cio’ che scrive il nostro famigerato elettricista o appartiene al passato (perche’ ora e’ in carcere) oppure e’ un falso colossale.

Il nostro istigatore a delinquere si dovrebbe si vergognare di cio’ che scrive. Non conosco nessun elettricista che dice “consumo di luce”. Il personale tecnico del settore parla di “consumi energetici”, volgarmente “consumi elettrici”. “Consumi di luce” lo diceva mia nonna che aveva la III elementare e faceva la contadina e casalinga.

Nel presunto post si parla di un “articolo scientifico” nel quale sono spiegati tutti i dettagli. Dov’e’? Ho molta curiosita’ di conoscere come funziona l’Energy Saver Pro, ma non ho trovato nulla di tecnicamente esaustivo… tivo… tivo… tivo…finito con tivo]

… ugh. Odio il mal di capa post-bevuta. Almeno stavolta non mi sono svegliato con un calzino in bocca.
Grazie alla Lola Foxtrott…Dicevamo? Ah, si’.Il testo tradotto alla cazzomannaggia lascia intravedere un espediente abbastanza ricorrente nelle pubblicita’ ingannevoli.. un unico testo tradotto in piu’ lingue per aumentare le possibilita’ di raggiro. Non a caso abbiamo anche una versione russa di tal Anekcen Webuob, con lo stesso testo. Niente “grappetta” pero’. Immagino usino il “metodo del cosacco del din don”.
Avrete sicuramente presente il modello fornito dalle televendite americane: il prodotto viene presentato come il migliore sul mercato, i cui pregi vengono elencati da un simpatico e affabile “esperto” del settore. A un certo punto, guarda caso, la televendita passa ai commenti di chi l’ha provato: “All’inizio ero un po’ scettico” e “Grazie a questo prodotto” sono due frasi che tentano di avvicinare l’incauto acquirente sfruttando la normale diffidenza, dandogli cosi’ la falsa impressione che le esperienze personali valgano piu’ di mille parole.
Nomi assolutamente comuni, anonimi quanto i discorsi dei partecipanti al Grande Fratello, riferiscono delle loro meravigliose esperienze con Energy Saver Pro. Completa il tutto un riquadro con commenti come fossero stati inseriti tramite un plugin per i commenti social sul blog.
Confrontando la versione italiana con quella russa, i commenti risultano identici… perfino le foto, il numero di like, le parole spese, il template, il nome della piattaforma blog.

Neppure cliccando sui nomi o sulle foto si viene rimandati ai loro presunti profili. In sintesi, queste persone non esistono. Come non esiste neppure Alessio Monti che puo’ essere il classico zerocode che gira in ferrari testaviola.

Il raggiro e’ quindi dietro l’angolo. Entrambe le versioni rimandano allo stesso sito, di cui esistono piu’ versioni in altrettante lingue. Quella in italiano cavalca l’allarmismo citando presunti “esperti di tutto il mondo”, regolamenti regionali e un “futuro di bollette estremamente alte”.

Secondo gli esperti di tutto il mondo, gli Italiani vedranno salire ancora le cifre da pagare per le loro bollette elettriche quest’anno, dato che il costo dell’elettricita’ sara’ piu’ alto. Il costo derivante da nuovi regolamenti regionali come la tassa sulle emissioni verra’ sostenuto dai consumatori nella forma di imposte più elevate del previsto per i servizi energetici di tutti i tipi, con la conseguenza di dover pagare bollette estremamente alte.

Il succo del prodotto? Stiamo parlando di un semplice aggeggio che, attaccato alla presa di corrente, prometterebbe riduzioni stellari – addirittura del 75%! – sul consumo della corrente elettrica. Uno stratagemma che ricorda il pacco dei tubi Tucker, a firma Mirco Eusebi, oggi agli arresti domiciliari con una condanna per truffa e associazione a delinquere, ridotta a 6 anni e qualche mese per “prescrizione” del reato di truffa. Bella, l’Italia che funziona.
Come potete vedere in questo video, non c’e’ alcun risparmio significativo. Dalla descrizione del video:

[T]he plugs have no significant effect on a home power bill, since the only effect they have is random compensation for any continuous inductive loads in the home like transformers in power supplies. But even then, it’s just a random correction of power factor (relationship of the voltage waveform to the current waveform) and as this is not even monitored by most household meters it won’t have any effect on your bills at all.

La societa’ a cui fa riferimento Energy Saver Pro si chiama Topweb Offers, ma non serve andare troppo lontano per capire dove sta la verita’. Se n’e’ occupato AltroConsumo, il quale spiega ulteriormente come (non) funzioni.

Seguendo le istruzioni riportate sul libretto sono state effettuate due misure di consumo elettrico (con un carico da quasi 2 Kw) con e senza Energy Saver Pro: il consumo si e’ rivelato esattamente lo stesso. Il dispositivo vantava la capacita’ di abbattere del 75% i consumi domestici, allacciandosi a una singola presa elettrica, grazie alla riduzione delle interferenze presenti nella rete di casa. Se anche ci fossero interferenze in una rete domestica, quindi dispersioni di energia, sicuramente queste non andrebbero a incidere in maniera significativa sui consumi, ma, al contrario, potrebbero causare problemi come il malfunzionamento della rete stessa. Percio’, dati alla mano, acquistare questo dispositivo e’ del tutto inutile.

Vabbuo’ riprendo il post in diretta e vedo che siete arrivati sino in fondo. Ripeto che quanto sopra e’ stato ripostato pari pari dopo diversi anni e quindi qualche link non fungera’.

Il solito consiglio e’ quello di andare sui motori di ricerca quando qualche cosa assomiglia alla classica bufala e forse eviterete di buttar eurini dalla finestra.

Bonzi.

Dando uno sguardo al passato alle origini dei Bonzi partendo da mio papa’ Ugo e dal nonno Baldassarre che non ho mai conosciuto, sono arrivato sino all’avo di decima generazione laterale di nome Fachino che in quel del Cremasco nella seconda meta’ del 400 acquisi’ la nomina di Conte grazie all’aiuto che diede alla Repubblica Serenissima in guerra contro gli Sforza per la conquista di Crema, utilizzando le sue barche che servirono alle truppe per attraversare il fiume Serio.

I discendenti della stirpe Bonzi non sono molti, in Italia se ne contano 840 e si son dati da fare in attivita’ imprenditoriali… mio nonno paterno Baldassarre mise in piedi una fonderia di ghisa ed alluminio nel Legnanese di cui conservo solo delle foto e delle copie in bronzo del monumento che rappresenta l’Alberto da Giussano (attuale simbolo della lega nord) di progetto Enrico Butti che all’inizio del 900 ha sostituito quello fatto in cartapesta (durato pochissimo) da Egidio Pozzi.
(cartolina dell’epoca spedite da Castellanza mio paese di origine)
Ed ecco la fusione in bronzo che conservo gelosamente e passero’ agli eredi e lo stesso fara’ mia sorella Graziella.
..la fonderia diretta da mio padre Ugo col fratello Giuseppe (Pino) chiuse al tempo della seconda guerra mondiale in quanto erano riluttanti nel fondere armi per la guerra e la mia famiglia si sposto’ per qualche anno in emilia-romagna e precisamente a Forlimpopoli.
Lo zio Giuseppe rimase invalido sulla carrozzina nel tentativo di salvare un suo operaio che si era beccata una scossa di parecchi migliaia di Volt, ebbe tre figlie di cui ho perso le tracce ma penso siano rimaste in quel della romagna, me le ricordo tre bionde impestate che mi facevano un sacco di dispetti ed una in particolare la Mirta mi assomigliava in modo impressionante, occhi verdi e alluce tipo il mio, mentre la Giuliana piu’ grande di qualche anno deve aver intrapreso attivita’ di allevamento polli e affini e la piu’ giovane, la Carmen era avviata nel campo estetico ed era patita di moto e ricorda un poco mia figlia Patrizia che con moto di grossa cilindrata all’eta’ di ventanni (al limite della guida) e’ incorsa in un incidente che l’ha fatta stare in coma da luglio a dicembre alla soglia dei ventunanni.

 

de l resto aveva cominciato presto sulle due ruote e relative gare
e il fratello Fabio non e’ da meno ed essendo della stirpe dei Bonzi, moto, aereo, paracadutismo vela snow sky jumping sono all’ordine del giorno

 

anche il piccolo Davide si da da fare

 

io ho trasmesso il DNA della stirpe

 

e pure zico era dei nostri

 

Ma quello che mi affascina dei Bonzi di Dossena (Val Brembana) e’ stato il ramo trasferito a Crema e piu’ precisamente la persona di Leonardo che ricorda tanto mio zio materno Pompeo che e’ della stirpe dei Morlacchi famiglia contadina passata all’industria.

Dicevo di Leonardo figlio del conte Iro e di Sarina Berra Nathan ( nipote dell’omonima patriota ottocentesca e cugina del sindaco di Roma Ernesto Nathan)..era piu’ grande di sei anni di mio papa’ Ugo e quindi era del 1902 e nei miei ricordi io lo associavo sempre a Maner Lualdi

 

per la trasvolata in aereo nell’America del Sud con un piccolo aereo da turismo il SAI Ambrosini di cui conservo il modellino in alluminio nella mansarda della casa estiva marina.(assieme ai resti dell’ AMX il caccia destinato a sostituire i G91caduto a Caselle del giugno del 1984 in fase di collaudo)
 
Il viaggio Bonzi-Lualdi era stato fatto per sensibilizzare i media associando l’impresa alla situazione dei bambini mutilati e orfani di quelle terre.

 

Risalgo con ordine e cerco di mettere a fuoco la vita di..anzi del Conte Leonardo Bonzi.
Farlo e’ semplice grazie ai motori di ricerca da cui traggo libero spunto ringraziandone gli autori..
Nato nel 1902 verso la fine di dicembre e’ stato indirizzato allo sport.
Pratica sin da giovane il tennis che sara’ una delle passioni della sua vita.

Nel 1922 sostituisce un amico infortunato in una gara del campionato lombardo di motociclismo, e vince il titolo. (e qui esce l’emulazione di mia figlia Patty che col casco in testa sostituiva il suo ragazzo nelle gare di cross e di questo sono venuto a conoscenza dai suoi amici concorrenti che erano li in clinica nell’ attesa che lei si risvegliasse dal coma avuto per un incidente con moto di grossa cilindrata).

Due anni dopo alla settimana internazionale degli sport invernali che si svolse a Chamonix e in seguito riconosciuta come prima Olimpiade Invernale, Leonardo e’ il portabandiera dell’Italia e partecipa come membro dei team di bob a 4 e bob a 5.
Gli anni immediatamente successivi li dedica al tennis e allo studio universitario, laureandosi in Giurisprudenza alla Cattolica nel 1927 (qui si e’ laureata pure mia sorella Graziella nel 1958) e in Economia e Commercio alla Bocconi nel 1928.
Vinse i Campionati Italiani di Tennis in piu’ riprese…
nel 1926 si aggiudico’ il doppio misto e nel 1929 si cucco’ i titoli nel doppio maschile e nel doppio misto.
Nel 1928 e 29 si aggiudica la Coppa Milano e il Torneo Brian e per una decina di anni fece parte della “nazionale” italiana di Coppa Davis.
Nel 1932, durante una sfida col miglior tennista dell’epoca, il francese Henry Cochet, uno dei Quattro Moschettieri, arriva ad un passo dalla vittoria …In vantaggio e con un match point, un tiro di Cochet finisce a pochi centimetri dalla linea. L’arbitro chiede a Bonzi se la palla fosse buona o meno. Bonzi risponde “buonissima”, Cochet annulla il match point e poi rimonta e vince la partita.
Nei primi anni 30 Leonardo si dedica oltre che al tennis alle altre sue due passioni: l’aviazione e l’alpinismo.
Nel 1931 ottenuto il brevetto di volo tenta di atterrare sul ghiacciaio del Monte Bianco per una scommessa.

L’aereo si capotta ma Bonzi miracolosamente si salva, inforca gli sci e scende sino a Courmayeur, l’elica e’ nel museo che hanno aperto nel 2004 nel Cremasco mentre nel nostro ramo mio figlio Fabio la sua elica se l’e’ appoggiata alla parete del salotto assieme agli sci che si usavano negli anni 30 con relativi bastoncini in bambu’.

Sempre in quell’anno attraversa tutta l’Africa del Nord in aereo partecipando ad ogni singolo torneo di tennis, spesso vincendo. Fa tappa ad Algeri, Fez, Casablanca, Tripoli, Tangeri e Rabat; con sè aveva solo le racchette e le palline e uno smoking per le serate di gala alla fine dei tornei.
Il 1932 lo vede viaggiare per mesi in India durante una tourne’ della nazionale italiana di tennis, nel 1933 organizza una spedizione alpinistica con il celebre geologo Ardito Desio in Iran. Pilota personalmente il trimotore Caproni. Bonzi e Desio scaleranno oltre 20 vette iraniane della Catena dei Baktiari, tutte per la prima volta.
Nel 1934 scala le montagne dell’Atlante del Marocco e ne discende le vette innevate con gli sci. Sempre lo stesso anno guida una traversata della Groenlandia con cani e slitte;
scalano alcune vette inesplorate ma rischiano di morire di stenti e freddo, venendo infine salvati da una nave.
Tra il 1935 e il 1937 scalo’ diverse vette dell’Himalaya, stabili’ il record della prima traversata in aereo del deserto del Sahara e pubblico’ il suo primo libro: “Deserti di ghiaccio, oceani di sabbia”. Contemporaneamente pubblico’ reportage dei suoi viaggi sul Corriere della Sera e Il Tempo ottenendo un enorme popolarita’.
Nel 1937 si sposò con Elisa Lentati e come viaggio di nozze la porto’ in auto, una Lancia Aprilia, da Beirut sino a Bombay. Oltre 11.000 chilometri.
Nel 1938 viene celebrato come uno degli eroi del fascismo al Raduno del Littorio a Roma. L’anno successivo stabilisce il record del mondo del volo piu’ lungo mai effettuato senza scali, da Roma ad Addis Abeba, in oltre 18 ore.
Nel 1940 viene arruolata come ufficiale nell’aeronautica e presto diventa un eroe dei cieli. Partecipa ad ogni azione aeronautica dal 1940 al 1943, celebre il suo intervento a Gimma, in Africa Orientale Italiana, dove con un’impresa rocambolesca riusci’ a raggiungere le truppe italiane circondate dai nemici e a portare i rifornimenti di cibo ed armi.

 

Durante il ritorno verso l’Italia venne catturato dagli Inglesi che lo rinchiusero in un campo di prigionia in Arabia. Leonardo riusci’ a corrompere le guardie arabe, raggiungere l’aereo e scappare sotto il fuoco nemico sino a rientrare in Italia. Venne premiato personalmente da Benito Mussolini con la Medaglia d’Oro al valore militare e promosso Maggiore e pure nazisti lo premiarono con una Croce di Ferro consegnatagli dal Generale Kesserling.
Dopo il settembre 1943 decise di partecipare alla guerra dalla parte degli Alleati, effettuando nuovamente decine di missioni di volo. Riceve altre medaglie e una promozione a Tenente Colonnello anche dai vertici militari USA.
Nel 1945 dopo il 25 aprile viene posto in congedo, con oltre 2000 ore di volo di guerra, decine e decine di missioni, 1 Medaglia d’Oro e 4 Medaglie d’Argento e 1 Croce di Ferro, i brevetti di Istruttore e Collaudatore di volo anche notturno.
Intanto, nel 1942 data importante non per la mia nascita agli idi di marzo ma per l’incontro che Leonardo ebbe a Roma con Clara Calamai.
La Clara era tra le piu’ famose d’Europa e proprio in quell’anno star assoluta di Ossessione, il film capostipite del Neorealismo di Luchino Visconti ed e’ stata la prima attrice famosa a seno nudo preceduta da Vittoria Carpi che e’ passata in secondo piano in quanto quasi a livello comparsa.
Alla fine della guerra Leonardo ottiene l’annullamento delle sue prime nozze e sposa la celebre attrice.
Tramite lei conosce il famoso produttore cinematografico Carlo Ponti e ne diventa socio nella ATA, iniziando la carriera di produttore di film e documentari.
Riprende anche a stabilire record aeronautici con un volo ininterrotto da Udine sino a Massaua nel 1948 e battendo il suo stesso record l’anno successivo con un volo da Milano a Buenos Aires a scopo benefico per raccogliere fondi per i bambini mutilati della fondazione di Don Gnocchi.
In seguito brevettera’ l’aerauto, fusione tra automobile ed aereo, pilotandolo da Roma sino a Mosca.
Sempre nel 1948 diventa membro del CdA di SEA, la societa’ aeroportuale di Milano.
Per oltre 10 anni si battera’ per la chiusura di Linate e per l’espansione di Malpensa creando un grande aeroporto intercontinentale per tutto il nord Italia, una visione di quasi 50 anni troppo in anticipo.
Gli anni 50 si aprono con nuovi record e nuove avventure.
Stabilisce i record del mondo di velocità in volo sui 100 chilometri e sui 1000 metri.
Screenshot (13)
Telegramma-record-Bonzi
Viaggia in auto da Tripoli a Mogadiscio con una Alfa Romeo 1900 e inizia anche a girare i suoi primi, celebri, documentari: “Lettere dall’Africa” e nel 1952 “Magia Verde”, girato nella foresta dell’Amazzonia nel Mato Grosso.
Quest’ultimo viene presentato al Festival di Cannes e contende sino all’ultimo la Palma d’Oro a Vite Vendute, capolavoro di Clouzot. Per non far torto a nessuno i francesi inventano ex-novo un premio al miglior documentario che viene assegnato all’unanimità a “Magia Verde”.
Come mezzo di trasporto per le attrezzature Bonzi utilizzo’ due Alfa Matta versione AR 51 abbinate ciascuna ad un rimorchio tipo biga da 6 quintali di portata complessiva, con le quali apri’ una nuova via di comunicazione dall’ Oceano Atlantico al Pacifico, compiendo una spedizione di oltre 7.000 km in quattro mesi.


Gli equipaggi erano composti dal Conte Bonzi assieme al direttore della fotografia Mario Craveri, e dal regista Gian Gaspare Napolitano affiancato dall’operatore Giovanni Raffaldi.

Equipaggi e vetture dovettero affrontare una prova molto dura, negli ambienti piu’ diversi, dalle piste immerse nella savana alle mulattiere sassose, dalle paludi del Mato Grosso ai valichi gelidi delle Ande, alternando alcuni giorni di sosta per effettuare le riprese a lunghi trasferimenti pieni di difficoltà. Unica assistenza per il primo tratto, l’appoggio aereo di un piccolo monomotore che settimanalmente portava rifornimento di viveri e quanto necessario agli esploratori, fino a quando le alte cime delle Ande non gli impedirono di seguire la spedizione.
Nel 1955 gira in Indonesia “Continente Perduto”, primo film italiano in Cinemascope; ottiene un successo clamoroso in tutto il mondo e sarà premiato ai Festival di Berlino e Cannes.
Nel 1957 gira con Carlo Lizzani “La Muraglia Cinese”, documentario sulla Cina comunista che vinse il David di Donatello.
Anche mio padre Ugo non perse tempo ed entro’ in societa’ nella MondialFilm ma fu un flop grazie alle avversita’ burocratiche ministeriali, un poco come il network ReteMia di cui ero azionista e membro della consulta e di tutto mi rimane il riconoscimento italico di cavaliere ufficiale della repubblica e un mucchio di carta con relativi procedimenti fallimentari.
L’anno successivo Leonardo lo trascorse tentando l’ingresso in politica con il Partito Liberale Italiano (che era anche il mio Partito); sceglie una campagna elettorale all’americana, con i primi gadgets e cene elettorali, ma il collegio deve si candida al Senato, quello di Crema, non è certo pronto ad una politica così poco ingessata e “nuova”,
Nel 1958 si separa da Clara Calamai, che per lui aveva rinunciato alla sua carriera al cinema e gli aveva dato due figlie.
Nel 1961 sposò in terze nozze Jacqueline de Rieupeyroux .
Nel 1966 la mutinazionale svizzera Nestlè in occasione dei festeggiamenti per il centenario gli commissionò un documentario sulla fame nel mondo che venne intitolato “Nourritures des hommes”.
La vita movimentata non gli impedi’ di seguire con scrupolo i suoi affari, oltre a molte cariche onorifiche fece parte del consiglio di amministrazione di ben 27 società.
Nel 1969 inizia a dedicarsi al Tiro a Volo.
Fa ricostruire un nuovo Circolo in zona Ripamonti vicino all’OM dove mio padre era ritornato alla vita di fonderia, ne diventa presidente e nel 1971 porta i Campionati Mondiali a Milano.
Nel 1973 e 1974 e’ campione italiani di tiro.
Fu per lunghi decenni presidente del “Clubino” esclusivo circolo milanese per soli uomini che annovera tra i soci la borghesia e l’aristocrazia illuminata di Milano.
Dagli anni ’60 iniziò a vivere nella tenuta di caccia di famiglia nel Cremasco, a San Michele, lungo le rive del fiume Serio.
Ospito’ nella sua tenuta decine di personaggi nel jet set di quegli anni.
La famiglia Bonzi dagli inizi del ‘900 possedeva una ampia fascia di territorio che si estendeva dalla frazione di Rovagnasco di Segrate fino al fiume Lambro e che comprendeva le cascine di Rovagnasco, Olgetta, Olgia e Melghera.
Nel 1968 conobbe Don Verze’ che lo convinse a regalargli 25.000 metri quadrati di terreno tra Milano e Segrate, intorno alla Cascina Melghera.
Il prete ci costrui’ l’Ospedale San Raffaele e poi presento’ il conte Bonzi ad un giovane imprenditore edile, Silvio Berlusconi. Bonzi cedette le aree che gli restavano tra Rovagnasco e il Lambro; aree tutte non edificabili che prodigiosamente subirono un cambio di destinazione permettendo a Berlusconi la costruzione di Milano 2 ed ironia della sorte proprio in questi giorni e siamo nel giugno 2016 il Berlusconi e’ ricoverato proprio nel San Raffaele in attesa di un intervento per la sostituzione valvola del cuore e allineamento con la mia famiglia anche mia sorella Graziella ha subito lo stesso intervento nella stessa clinica ma un poco prima del Berlusconi.
Nel 1976 Leonardo Bonzi viene colpito da due ictus; il secondo lo lascia in carrozzella. Depresso Bonzi brucia centinaia di lettere, foto e documenti della sua avventurosa vita.
Il 30 dicembre del 1977 muore a 75 anni dopo una vita incredibile. I funerali secondo le sue richieste sono in forma privatissima e la notizia della sua morte viene resa nota solo dopo gli stessi.
Sulla parete del suo palazzo in Piazza Duse il Comune di Milano appose una lapide

presente ancor oggi. Gli sopravvivono le due figlie Iria ed Emilia ed il museo dove sono raccolte una parte delle testimonianze delle sue imprese.
E chiudo questa ricerca sulla dinastia dei Bonzi con le parole della Marchesa Emilia Bonzi tratte dal libro Leonardo Bonzi, l’uomo che partiva sempre..
Mio padre non giocava a fare l’eroe, anche se in molti l’hanno pensato. Di questo sono certa e me lo hanno confermato tutti, amici e conoscenti, familiari e compagni d’avventura. Alla base di ogni suo esperimento c’era un’adeguata preparazione, e i suoi slanci creativi erano spesso dedicati ad affinare la logistica. Indro Montanelli, che ha avuto modo di conoscerlo bene, l’ha definito “un uomo di molta praticità ma soprattutto un grande architetto”…Non appena ottenuto il brevetto, Leonardo Bonzi prese coscienza dell’uso anche individuale dell’aereo, e mentre in tutto il mondo l’aeronautica civile muoveva i suoi primi passi verso l’ottimizzazione dei trasporti di linea, lui andava oltre e auspicava l’impiego abituale e privato di un mezzo facile da usare, relativamente costoso e assolutamente necessario per ridurre distanze e tempo di percorrenza”.

nb. se vorrete visitare il museo ite in
Via Bonzi 5, San Michele — 26010, frazione di Ripalta Cremasca (CR)

occorre prenotare al N° 02.469 3487

Corsa in corsia.

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Ultima semaine di september semm all’autunno Borgarese.
Traffico intenso ma scorrevole.
Scorrevole quanto basta per potersi piazzare comodamente in corsia di sorpasso e dedicarsi ai propri pensieri. Come sempre. Come al solito al limite consentito piu’ qualche km di gap.
Come al solito tutto quasi ok. Ok per la giornata passata, ok per l’oro che cresce di valore nonostante la deflazione causa Cinesini che comprano e Renzi che vorrebbe spendere in ponti con la trinaclia, ok per i rapporti interpersonali, ok per la borsa e lo spread a in salita, ok per il governo Pidirenziano minato dal fivestars, ok per la macchina che ho sotto il culo con la batteria nuova, l’altra l’ho fusa grazie ai satellitari che fanno risparmiare l’assicurazione ma ti azzerano l’amperamento voltaggioso.
Quasi ok, il senso di completezza del godimento australe tipo l’Eau de Parfum della Maria Belen.
Urka..vengo distolto dai pensieri dallo zigzagare istericofrenetico di una Golf che vedo riflessa nello specchietto retrovisore. Spazza le tre corsie infilandosi impunemente tra le auto come fosse un videogioco. Abbaglianti allo xeno 3.000 lumen alla faccia dell’art.72 utilizzati come ad allertare i normali utenti del suo arrivo. “Pista!! Lasciate libera la strada!!! Arrivo io.. Io con la Golf made in Merkel.”
Inutile. Gli stupidi idioti esistono, ovunque. La Golf, ha il dono di amplificare il grado di stupidita’ ed idiozia di alcuni automobilari (chiamarli automobilisti sarebbe troppo, troppo…).
Pensare che ho una macchina che a tachimetro passa comodo il 220.
E il coglione non e’ neanche solo in macchina. Giustamente, i coglioni stanno bene insieme. Ridono sghignazzano, dietro ad occhiali a mascherina e sopracciglia perfettamente disegnate tipo barbiere di Borgaro dove va sciluicchio a farsi falciare il cranio.
-A bello… bello mio non passi qui.- (penso tra me e me mentre mi trasformo in ezechiele…) -Hai trovato la persona sbagliata oggi-e mo’ so’ membri acidosi.
Mi si piazza dietro a due metri dal mio amato posteriore, chiedendomi strada con sti 3.000 + 3.000 lumen. Ma che cazzo di strada posso darti, se davanti ho altre macchine pure io??? Siamo a 130 km/h, tutti bravi incolonnati ed ordinati. Ma chi cazzo sei che devi passare??? Chi cazzo siete?? Pseudo Tronisti terre da pipa di minchia.-
Prova, in un attimo, a passare sulla corsia alla mia destra, cercando di superarmi scorrettamente per poi richiudermi, ma la manovra non riesce, perche’ ovviamente accelero incollandomi a quello che sta’ davanti, faccio trenino e non lo faccio rientrare. Coglione, hai capito ora che nascosto nello splendore di una macchina serena, ci sono 250 cavalli che ti umiliano?? L’hai capito???Merdaccia teutonica d’importazione..hai trovato il tuo fast e incazzus alla Vin Diesel..
Si lo ha capito. Mi si ripiazza dietro. Incollato alla mia macchina.
Ed ha smesso di ridere. Hanno smesso di ridere.
Ho smesso di essere sereno. E’ cominciata la rabbia. La MIA rabbia.
Controllo la situazione in un istante. Guardo avanti, di lato, dietro, sopra, sotto, tra le palle..non sento odore di polizia nei dintorni. Preparati.
130 km/h, tiro con forza il freno a mano. Tutto calcolato. So’ cosa avverra’ ora.
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Sono presi alla sprovvista, come immaginavo. Grande inchiodata improvvisa sull’asfalto, io rido’ immediatamente il gas e schizzo in avanti. Li vedo sbandare sulla sinistra verso la protezione ed essere immediatamente rimbalzati sulla destra, attraversando le tre corsie senza fortunatamente cambiare i destini di nessun altro conducente. Non hanno piu’ sorrisi di scherno sul volto. Specialmente il passeggero, che vedo volare fuori dal finestrino esploso, nel momento in cui l’immacolata Golf si schianta conto il muro in cemento armato, adeguandosi magicamente alle sue semplici forme geometriche. Il passeggero senza piu’ occhiali a mascherina, lo vedo atterrare su dei pannelli fonoassorbenti a margine della strada (simpaticamente penso che nessuno lo sentira’ gridare pertanto… visto che sono fonoassorbenti..).
Il conducente pilota “fatemi passare che ho la Golf”, era ovviamente, anche lui, senza cintura. Me ne sono reso conto proprio poco prima di perderli dalla visuale dello specchietto retrovisore. Anche lui, ha preso il volo uscendo direttamente dal parabrezza. Ehm.. dall’ex parabrezza. Si muovono entrambi. Non sono morti. In ultima analisi, ho fatto poco danno, se considero che la mia macchina, in tutta questa giostra, non ha subito alcun danno e col fuorigiri ho ricaricato la batteria nuova.
Ed io ne sono uscito immacolato fuori ma con un peccato in piu’ sulla coscienza. Io, in effetti, non ho fatto nulla. Ho solo frenato all’improvviso, per evitare un ostacolo sull’asfalto e se il cazzone dietro non era pronto, doveva sol mantenere le distanze ed adeguare la velocita’ secondo la visuale (cosi’ dice il codice no?).
Venti minuti di macchina ancora, mi rilasso e musica alta. Pulizia mentale, come tergicristallo su parabrezza. Due spazzolate e via. Dovreste ringraziarmi, popolo di transumanti inscatolati.
Eccomi a casa..dolce casa..
Mi spoglio e respiro a pieni polmoni il profumo del risotto coi funghi e dei voulevant con fonduta.
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-Carlo’?? Hai un’espressione strana stasera. Tutto bene?? – Va tutto bene????-
Mi accomodo sulla sedia, mi stiro e incrocio le mani dietro la testa. So’ di avere espressione beata, tronfia e soddisfatta tipica degli ezechieli scassacazzi.
-Si.. si … Tutto bene.. vai col risotto…
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Ehm damm a traa

.. te voeri mett, el gust d’on risottin,
quell saorin che al palaa el te s’incolla,
menter l’e’ proppi triste el destin,
de quei che mangien, spaghett e pommarola..
sti sghingaroli che viaggiavan in cursia mal
adess viaggen in della cursia dell’uspedal.