Kama Sutra.

In India tra il I e IV secolo viene scritto un importante trattato sul kama, l’amore sensuale, da Vatsyayana.

Il libro e’scritto in forma di aforismi, o sutra e da qui il nome Kamasutra (aforismi sull’amore sensuale). 

LA SEXY V

La donna deve sedersi su un mobile o un tavolo e l’uomo deve mettersi di fronte a lei in piedi. Le gambe di lui devono essere leggermente piegate, distanziate di circa 90 cm. La donna appoggia le braccia dell’uomo, che ha invece le braccia attorno alla parte inferiore del busto di lei. Lentamente la donna deve spingere la gamba sinistra in alto, e sostenere il piede destro sulla spalla sinistra dell’uomo. Fare la stessa cosa con la gamba destra sulla spalla sinistra dell’uomo.

L’uomo e’ saldamente in piedi, e solleva la donna chee’ in piedi davanti a lui. Lei lo avvolge con le gambe, tenendo i piedi su un letto o un sofa’. L’uomo fa salire e scendere la donna, cercando di produrre un movimento dall’alto al basso mantenendo la stessa velocita’ e profondita’.

L’uomo e’ disteso supino con le gambe sollevate e le ginocchia piegate e tiene per i fianchi la partner adagiata sul suo sesso. E’ lui che si muove ritmicamente mentre lei gli accarezza la base del pene, zona particolarmente erogena.

L’uomo è disteso sulla schiena. Lei è distesa su di lui appoggiata sui gomiti, con le gambe semiflesse. L’uomo penetra la partner tenendola per la vita. La donna solleva il bacino poi lo appoggia a lui.

La donna è distesa supina e appoggia una gamba sulla spalla del partner. Lui è inginocchiato e la penetra tenendole con una mano la caviglia della gamba dritta e con l’altra il ginocchio. Approfittando delle mani libere la donna può accarezzarsi i seni o stimolare il sesso del compagno. Una variante può essere quella di ripetere lo stesso movimento con l’altra gamba e così via alternandole.

L’uomo e la donna sono distesi sui fianchi. Le natiche di lei aderiscono al bacino del partner che la penetra delicatamente e la ricopre di baci e carezze. Questa posizione, particolarmente rilassante, e’ adatta anche alle donne incinte che non vogliono rinunciare al piacere del sesso nei primi cinque mesi di gravidanza.

Questa posizione puo’ essere eseguita solo se il maschio e’ forte e non ha problemi di schiena. L’uomo deve formare un ponte con il corpo, mentre la donna contro di lui si lscia penetrare dandogli la schiena. E’ un’ottima posizione se la donna preferisce i movimenti rotatori del bacino piuttosto che il banale classico su e giu’.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe sollevate verso la testa (come se stesse per fare una capriola all’indietro). L’uomo si inginocchia davanti alla donna e apre le gambe di lei, poi vi posiziona la testa. In questo modo le gambe della donna sono a destra e a sinistra delle spalle dell’uomo. L’uomo tiene stretti i fianchi della donna e si protende sul suo corpo. I partner possono così guardarsi negli occhi, e possono usare entrambe le mani per accarezzarsi.

L’uomo è sdraiato sulla schiena con le gambe chiuse. La donna, seduta su di lui e raggiunge la penetrazione, va indietro con la schiena e si mantiene ben salda con le mani.Una volta che si è nella posizione della Clip, la donna può mantenere il ritmo che preferisce mentre lui può stimolare il clitoride (e godersi la visione ovviamente).

In piedi, con le ginocchia strette ai bordi di una sedia e le braccia incrociate sullo schienale, la donna dà le spalle al partner che prima la porta a sè insinuandole le mani tra le cosce leggermente divaricate per stimolarle il clitoride, poi la penetra da dietro. Questa posizione – adatta sia al coito anale che vaginale – consente un’ottima sollecitazione delle pareti vaginali e del punto G della donna. L’uomo può anche accarezzarle il clitoride o i seni prima e durante la penetrazione.

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.

Lei, sdraiata, deve piegare le gambe all’indietro, cercando di raggiungere le sue anche e le sue braccia dietro la testa. L’uomo inginocchiato la penetra in questa posizione con movimenti circolatori per cercare di donarle più piacere possibile.

L’uomo si sdraia sulla sponda del letto la donna si accovaccia e con la mano cerca di evitare che il pena esca mentre l’uomo accompagna le natiche cercando di stringerle sollevandole.

La donna si sdraia l’uomo in ginocchio le piega le gambe sul seno mentre la donna accompagna il movimento agendo sulle gambe dell’uomo.

La donna è distesa con la pancia in su. L’uomo è in ginocchio davanti a lei, le afferra il bacino e lo mentiene all’altezza del pene. Questa posizione porta all’eccitazione molto rapidamente. Per una variante più comoda, l’uomo è seduto sui talloni, attira a sé il bacino della partner accarezzandole il clitoride…

L’uomo è seduto sulla sponda del letto con i piedi per terra e la schiena ben dritta. Dandogli le spalle lei si adagia sul suo sesso e modula l’oscillazione del va e vieni aggrappandosi alle mani e alle gambe. Lui può accompagnarne il movimento sollevandole le natiche o accarezzandole il clitoride e i seni. Questa posizione consente una penetrazione particolarmente profonda

Lei resta immobile con il tronco e i gomiti appoggiati al letto mentre lui le solleva le cosce divaricate e la penetra modulando l’oscillazione del va e vieni. A seconda della statura del partner, la donna puo’ sollevarsi con l’aiuto di cuscini.

L’uomo è disteso sul fianco. La donna si sdraia accanto a lui con la testa all’altezza dei piedi e gli stringe il bacino con le cosce sollevate strofinandolo con i seni. Particolarmente eccitato dal punto di vista, durante la penetrazione lui può accarezzarle i glutei e infilarle delicatamente le dita nell’ano, zona fortemente erogena.

Ecco una variante della posizione classica e universalmente apprezzata del missionario. La donna è distesa con le cosce divaricate e qualche cuscino sotto le natiche per ottimizzare l’angolo di penetrazione. L’uomo si adagia tra le sue gambe e si appoggia sugli avambracci per modulare meglio l’oscillazione del va e vieni. Questa posizione, al tempo stesso stimolante e rilassante, consente alla coppia di guardarsi, baciarsi e abbracciarsi nonostante limiti la libertà di movimento della donna rivelandosi talvolta noiosa.

La donna e’ supina, tiene una gamba allungata e l’altra sollevata con il ginocchio piegato. L’uomo si siede sulla coscia distesa e passa l’altra gamba sotto la coscia alzata della partner tenendosi all’indietro con le braccia. Questa posizione e’ particolarmente stimolante per la donna che puo’ al tempo stesso accarezzarsi e toccare il corpo dell’uomo.

L’uomo si appoggia sulle mani. La partner si adagia comodamente su qualche cuscino con le gambe appoggiate alle spalle dell’uomo e si muove ritmicamente. Questa posizione permette una penetrazione profonda e provoca un piacere molto intenso.

La donna è sdraiata sulla schiena e incrocia le gambe sul petto. L’uomo è sopra di lei e la penetra. Volendo si può utilizzare un cuscino per cambiare leggermente l’angolazione della penetrazione. Per non pesare troppo sulla donna, l’uomo può alternare l’appoggio del proprio peso tra le gambe di lei e i propri polsi, mentre la donna può incrementare l’eccitazione utilizzando le mani per accarezzare il proprio partner.

Uomo e donna sono l’uno davanti all’altro. Lei con l’aiuto dell’uomo che si inginocchia per coadiuvare il movimento, come una ballerina, porta la gamba sulla spalla di lui.

La donna sta sul letto, e l’uomo sta dietro di lei. Da qui l’uomo mette le sua mani sul posteriore di lei, così da fare sedere lei sopra e farla appoggiare sul suo petto. In questa posizione lui può penetrarla da dietro, lei si appoggia sulle sue braccia per supportare meglio il peso.

Prima cosa di tutto costruite la vostra montagna di cuscini. La donna è inginocchiata di fronte ai cuscini. L’uomo sta inginocchiato dietro di lei, con le gambe esterne alle sue. Lui si sdraia con il busto su di lei e effettua la penetrazione da dietro. Assicuratevi di usare dei cuscini abbastanza consistenti per creare la montagna.

La donna e’ distesa sulla schiena con le gambe sollevate e le ginocchia unite contro il petto, l’uomo si inginocchia e la penetra. In questa posizione, il punto G viene stimolato in maniera piu’ intensa.

L’uomo e’ sdraiato sopa la donna come in un classica posizione alla missionaria. Mentre e’ sopra la donna, mantenendo la posizione si da lo slancio per compiere una rotazione a 360 gradi. Per aiutarlo, la donna deve guidarlo col suo corpo. Come l’elica sopra un elicottero, assicurandosi di sollevare le gambe di lui quando oscillano sopra la testa.

La donna si mette a cavalcioni sopra l’uomo, in modo da essere faccia faccia. Una volta che è dentro di la donna lei avvolge le sue gambe intorno alle natichedell’uomo e lui fara’ lo stesso. Poi tutte due uomo uniranno i gomiti l’uno sotto le ginocchia dell’altro sollevandole fino al livello del torace. Poi si comincia a dondolare con dei movimenti avanti-indietro.

Nell’unione dell’aquila i due partner si uniscono formando una aquila in volo. La posizione non si presta ad evoluzioni troppo spericolate, perche’ tecnicamente ha bisogno di un pilota esperto che non si lasci distrarre dalle turbolenze e che mantenga sempre la giusta rotta. Ricordate alla vostra partner che l’aquila, per volare, ha bisogno di sbattere le ali!

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.

La donna è sdraiata sulla schiena, una gamba allungata, l’altra piegata. L’uomo è sopra di lei, passa una gamba sotto la coscia alzata di lei e si appoggia sui gomiti. Questa posizione è molto stimolante: la donna può accarezzare il proprio corpo e quello del partner durante tutta la durata del rapporto.

La donna si posizione a quattro zampe, tendendo le braccia davanti alla testa. Per mantenere l’equilibrio, la donna sposta il peso sulle mani, tenendo la testa rivolta verso il basso. L’uomo si inginocchia dietro la donna, tenendole i fianchi. La posizione, detta anche pecorina, è uno dei classici del Kama Sutra. Una posizione da evitare sulla moquette, se dopo il sesso non si vogliono avere le ginocchia graffiate!

Il tuo uomo è seduto sul letto con le gambe stese davanti a sé. Mettiti in ginocchio sopra di lui, abbassandoti sul suo pene eretto. Una volta che sei a tuo agio, inarca la schiena, ma attenzione a non sforzare la zona lombare. Appoggia la testa tra le sue gambe sul letto e afferra le sue caviglie o i suoi piedi. In quel momento lui si può piegare in avanti e può avere inizio il divertimento.

L’uomo è disteso sulla schiena. La donna è a cavalcioni su di lui, all’indietro. La donna può accarezzare il membro del partner o il clitoride inumidendo le dita con la saliva o le secrezioni vaginali.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe leggermente aperte, possibilmente con un cuscino sotto la schiena per facilitare la penetrazione. L’uomo è disteso sulla donna, e ha le mani da un lato e dall’altro della testa di lei, con le braccia ben tese come se facesse le flessioni. La donna tiene le mani sui fianchi dell’uomo, e lo aiuta a formare dei numeri “8” con i fianchi, mentre è dentro di lei. L’8 “disteso” è il simbolo dell’infinito, e sembra una bella promessa da farsi in due!

L’uomo é seduto comodamente su una sedia e la donna é appoggiata a lui. Mentre lei si muove, lui le mordicchia il seno. Questa, è una posizione originale e stimolante

Lei é a gattoni, appoggiata comodamente sui gomiti. Lui, piegato con le ginocchia piegate, l’abbraccia e la penetra da dietro. Questa posizione classica é piacevole per entrambe. Infatti, la penetrazione profonda stimola molto la vagina e il punto G e il partner può accarezzare alla partner il clitoride e i seni. D’altra parte é molto eccitante anche per lui, che con questa posizione può soddisfare la sua smania di dominare la donna. Tuttavia alcune donne si sentono umiliate in questa posizione, mentre altre la trovano particolarmente dolorosa

Nella Chiave incrociata la donna è sdraiata con il posteriore sul bordo del letto e le gambe in aria incrociate. Lui è di fronte a lei e usa le sue mani per aprire e chiudere le gambe mentre la penetra.

Lui è disteso supino. Lei si siede sul suo sesso con le gambe sul fianco e le cosce divaricate e si muove ritmicamente. La donna può aumentare il piacere di una penetrazione abbastanza profonda accarezzandosi.

La donna è sdraiata a pancia in giù sul letto o per terra, con le gambe distese e leggermente divaricate. L’uomo si siede dietro di lei, e inarca il corpo per facilitare la penetrazione, tenendosi sulle braccia e appoggiando le mani ai lati delle gambe di lei. Per intensificare le sensazioni, la donna può chiudere leggermente le gambe. Per comodità, è consigliabile che la donna si appoggi sui propri gomiti.

Lei, distesa in posizione supina, piega le cosce sulla pancia e appoggia i piedi sulle spalle del partner. Inginocchiato su di lei l’uomo la penetra in profondità. Questa posizione può procurare enorme piacere alla donna, soprattutto durante l’eiaculazione, a patto però che la vagina sia sufficientemente lubrificata per evitare che la penetrazione, particolarmente intensa, risulti dolorosa.

L’uomo è inginocchiato con le natiche appoggiate ai talloni e si sostiene all’indietro con le braccia. La donna è adagiata sul letto con la testa sul cuscino e la schiena ben distesa. Per consentire una penetrazione ottimale solleva le cosce strette ai fianchi del compagno. Può stimolare altre zone erogene accarezzandosi i seni e il monte di Venere. Particolarmente sexy ed eccitante, questa posizione permette una penetrazione profonda e offre ai partner l’occasione di osservarsi reciprocamente.

Appoggiato a un braccio l’uomo è seduto sul fianco e tiene un ginocchio per terra. Facendo leva sugli avambracci e dandogli le spalle, la donna si strofina sul suo sesso e si muove ritmicamente per facilitare la penetrazione. Con la mano libera lui può anche accarezzarle i seni, le natiche e la zona anale. È consigliabile praticare questa posizione su un tappeto, piuttosto che sul letto.

Per la Forza-G, la donna e’ sdraiata di schiena e porta le sue ginocchia al petto.Lui e’ inginocchiato di fronte alla donna, e impugna i suoi piedi. Con il solo movimento dei fianchi, l’uomo puo’ penetrarla mentre controlla il movimento e aiuta a far restare in equilibrio lei. Per incrementare il piacere lei puo’ mettere i suoi piedi sul suo petto, trattenendo ancora di più i suoi fianchi dandogli cosi’ un controllo extra e lasciarlo penetrare ancora di piu’.

In questa posizione la donna e’ sdraiata a pancia in su, meglio ancora se con un cuscino sotto i glutei per alzare leggermente il bacino. La donna muove le anche mentre lui la penetra. E’ una posizione perfetta dopo una cena romantica, perche’ aiuta anche la digestione ed e’ meglio di un Alka Seltzer.

Siete pronti alla sfida del nuovo Millennio? Quel che vi occorre è una sedia, tanta agilità e una buona forma fisica. Lei è a cavalcioni sulla spalliera della sedia con il busto piegato e i gomiti appoggiati alle ginocchia. Lui la tiene per i fianchi modulando l’oscillazione del va e vieni per raggiungere il massimo dell’eccitazione.

 

Lui e’ seduto su una sedia. La partner, adagiata sulle sue gambe, si muove ritmicamente sollevandosi e risiedendosi. L’uomo puo’ stimolarle il clitoride mentre lei si accarezza i seni.

La donna, supina, è distesa su un cuscino, con le ginocchia piegate. Il partner è seduto con le gambe sotto le sue cosce si piega in avanti per baciarle il ventre, poi solleva il bacino per penetrarla. L’uomo inizia a muoversi ritmicamente quando la donna è completamente abbandonata.

 

La posizione della proposta necessita di un po’ di pratica e tanta volontà. Inginocchiati faccia a faccia, l’uomo mette il suo piede ben piantato a terra di fronte a lui (come se stesse facendo una proposta di matrimonio appunto) e la donna mette il suo piede destro per terra, scavalcando la gamba inginocchiata di lui.
La penetrazione può essere fatta sporgendosi in avanti verso i piedi piantati, facendo degli affondi, come se si stesse ballando un lento.

La donna é appoggiata sulle braccia e su un ginocchio. L’uomo è in ginocchio, tiene la partner per il bacino e la gamba di lei non piegata si appoggia sul fianco. E’ lui che ritma il movimento. Questa posizione non può essere mantenuta per tutto il rapporto perché sarebbe troppo faticoso per la donna.

L’uomo è seduto con le gambe incrociate, la donna è sopra di lui. Lui ritma il movimento con le mani e accarezza il seno della partner con la bocca.

Lei deve sdraiarsi su un tavolo, un letto o una scrivania, mettendo un cuscino sotto le natiche che devono essere un po’ rialzate. Poi sempre la donna deve alzare le gambe in alto, tenendole unite. La donna può mettere le mani sotto il cuscino per dare ancora un po’ più di elevazione al bacino.Lui effettua la penetrazione mentre lei ha le gambe in alto; se il letto o il tavolo sono bassi, l’uomo dovrebbe piegare le ginocchia o inginocchiarsi per terra. In più lui può afferrare i piedi per fare leva, così per essere più stabile qualora volesse spingere più a fondo.

L’uomo è seduto sul letto e le sue gambe sono stese orizzontalmente. La donna deve insinuarsi sotto le sue gambe in posizione posteriore e aiutare la penetrazione. La donna deve poi stendere le gambe, cercando di metterle dietro di lui, e rilassare il busto fra i piedi di lui. La donna deve poi scorrere su e giù usando i piedi di lui per fare leva.

Appoggiandosi al braccio destro, l’uomo sta seduto con le gambe allungate mentre la donna, di schiena, si inginocchia su di lui a cavalcioni e si muove ritmicamente. Con la mano rimasta libera, il partner può accarezzarle i seni e la natiche.

La donna e’ piegata in avanti e l’uomo la penetra stando semiseduto. Appigliandosi ai suoi piedi, lei si muove lentamente mentre lui le ricopre la schiena di baci. E’ una posizione che richiede agilita’ ma che permette di riscoprire angoli spesso dimenticati del corpo del proprio partner.

L’uomo e’ in piedi e tiene in braccio la partner sorreggendola per le natiche e per la schiena mentre lei lo avvolge stretta con le gambe. La donna puo’ anche appoggiarsi con le spalle al muro, cosi’ da avere un sostegno sicuro e permettere una maggiore penetrazione. Questa posizione ha il vantaggio di essere praticabile in qualsiasi luogo, ma presenta anche il limite di essere adatta solo a un uomo muscoloso e di non poter essere mantenuta a lungo.

L’uomo solleva la donna tenendola sotto i glutei. La donna avvolge le gambe intorno ai fianchi di lui per tenersi e appoggia i piedi contro il muro a cui l’uomo si deve appoggiare. Questa posizione richiede una grande forza da parte dell’uomo, ma i risultati sono assicurati!

La donna è distesa supina con un cuscino sotto la testa e un altro meno spesso ai bordi del letto che le solleva il bacino e la aiuta a “fare la candela” alzando le gambe in verticale. L’uomo è inginocchiato sullo scendiletto e la penetra accarezzandole la parte sotto delle cosce, zona particolarmente erogena.

In piedi, pelle contro pelle, lei gli dà le spalle mentre lui, abbracciandola con passione, la porta a sé e la penetra da dietro. Per mantenersi meglio in equilibrio, la donna può appoggiarsi al muro o a un tavolo.

Adatta a qualsiasi luogo e circostanza, questa posizione ha il sapore di un incontro a sorpresa. In piedi, uno di fronte all’altra, l’uomo stimola con il proprio sesso quello della partner fino a raggiungere una penetrazione superficiale. Per ottenere la massima riuscita e’ quindi consigliabile che la donna aumenti la propria statura indossando scarpe con il tacco o salendo su di un qualsiasi altro supporto a disposizione….

La donna da’ la schiena al partner e si adagia su di lui a cavalcioni. L’uomo la tiene per l’estremita’ alta delle cosce e modula l’oscillazione del va e vieni. Questa posizione permette alla donna di accarezzare lo scroto del partner, mentre l’uomo puoì apprezzare da vicino le chiappe della compagna.

La Supernova inizia con la classica posizione con la donna sopra all’uomo, stando sopra le coperte (non andate sotto!) L’uomo deve avere la testa dal lato del fondo del letto.
Lei si accovaccia su di lui con le ginocchia piegate e i piedi ben piazzati sul letto mentre lui la penetra. La donna si curva all’indietro appoggiandosi sulle braccia e si muove fino al raggiungimento dell’orgasmo. Quando arriva il momento lei si butta in avanti verso l’uomo e appoggiandosi sulle ginocchia, spinge l’uomo verso il bordo del letto fino a quando sporge fino a quando la sue spalle e braccia sono completamente al di fuori del giaciglio. La donna a questo punto si sposta nella posizione di partenza fino al raggiungimento del piacere per entrambi.
La Supernova è una posizione sessuale supertecnica!

L’uomo é appoggiato sulle mani, le gambe sono allungate sul letto. La donna é a cavalcioni su di lui, e appoggia le mani di fianco alla gambe di lui. La donna va avanti e indietro ritmicamente con il bacino.

La donna si inginocchia sul gradino più basso della scala e si appoggia su un gradino superiore o sulla ringhiera.
L’uomo la prende per i fianchi e la penetra da dietro. La posizione della Scala Reale può essere usata anche per il sesso anale

L’uomo è seduto per terra o sul letto con una gamba allungata e l’altra leggermente piegata per star bene in equilibrio. La donna si adagia su di lui a cavalcioni sollevandosi e risiedendosi ritmicamente mentre il partner la sostiene per le natiche. L’uomo può anche stimolare con baci e succhiotti i seni della compagna o divertirsi a mordicchiarle i capezzoli.

Lei si sdraia sul letto pancia in giù facendo sporgere il proprio corpo, dal bacino in giù, al di la del letto, appoggiando le mani sul pavimento per supportare il peso.Lui si posiziona sopra di lei, le sue gambe tra quelle della compagna e la penetra da dietro. L’uomo può anche prendere la donna per i fianchi e sollevare la schiena al posto di restare sdraiato su di lei.

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.
Questa posizione è l’ideale per prendere un attimo di respiro tra posizioni più complesse e che richiedono più “lavoro”. L’uomo e la donna sono stesi sul fianco guardandosi in viso e le gambe sono incrociate l’una all’altra per facilitare la penetrazione. I movimenti devono essere praticamente all’unisono e possono essere alternati tra lenti e più rapidi, fino al raggiungimento dell’orgasmo. Senza nessuna fretta, chiaramente.

L’uomo si insinua dolcemente tra le gambe della partner. Lei è distesa su un fianco con le ginocchia piegate, i piedi incrociati e lo stringe forte con le gambe. Durante la penetrazione, può accarezzargli il sesso e la nuca. Approfittando di questa posizione fatta di intimità e dolcezza, i due amanti possono raccontarsi piaceri e desideri da scoprire insieme..

La donna si sdraia su un lato con le braccia sopra la testa. L’uomo deve mettersi perpendicolare sul lato della donna, e lentamente la donna deve sollevare la sua gamba sinistra e far sì che l’uomo si metta con la parte inferiore del corpo fra le sue gambe. Una volta che si è ben uniti, la donna deve afferrare l’uomo per le spalle mentre è ancorata sul pavimento. Attenzione e tenervi forte.

Lei si sdraia con un cuscino sotto la testa e le gambe in aria più dritte e in alto possibile.
Lui si inginocchia di fronte a lei, prendendo le sue gambe e appoggiandosele sopra una spalla. Spingendosi avanti, la penetra.
Volendo lui può usare il letto o il pavimento come supporto appoggiandosi con le braccia da un lato o dall’altro del tuo busto.

La donna è distesa con la pancia in su, ed i glutei sul bordo del letto o su un tavolo. L’uomo è in piedi e la penetra accarezzandole i seni ed il clitoride. Questa posizione può essere effettuata anche restando immobili. In questo caso, la donna stringe a sé il partner incrociando le gambe. E’ molto eccitante: la donna sente le pulsazioni del pene e l’uomo quelle della vagina.

La donna è sdraiata sulla schiena, con le ginocchia contro il petto. L’uomo si inginocchia e la penetra. Per una penetrazione più profonda, la donna può appoggiare le mani sui glutei di lui e tirarlo verso di sè, tenendo i piedi appoggiati al suo petto.

La donna inizia questo gioco mettendosi prona, con il viso rivolto verso il basso. Con le mani tieniti per la zona lombare e solleva gambe e schiena, in modo che questa sia il più perpendicolare possibile. A questo punto il tuo uomo si inginocchia davanti alla donna, afferra le sue caviglie e mette le sue ginocchia all’altezza delle tue spalle. Poi lei afferra le sue mani e le tiene per i fianchi, così da far essere più saldi entrambi. Tieni le sue coscia per fare leva e mettiti in modo che i suoi genitali possano godere di un’esperienza ultraterrena.

Lui si siede su una sedia piuttosto comoda con un cuscino appoggiato sotto le ginocchia per tenerle leggermente sollevate.
Lei si mette a cavalcioni, abbassandosi su di lui e sollevando le sue gambe sulle sue spalle, in modo si appoggino sullo schienale della sedia. Lui la abbraccia per aiutarla nei movimenti e mantenerla in equilibrio. Una volta che l’uomo l’ha penetrata, la donna inizia a muoversi spingendo le gambe verso lo schienale della sedia mentre lui spinge verso l’alto.

Lui si sdraia sulla schiena con le ginocchia piegate. Lei si appoggia su di lui inginocchiata, con le gambe ben aperte dandogli la schiena.
In questa posizione la sua pancia si appoggia sulle gambe e sulle ginocchia dell’uomo che possono essere usate come leva per i movimenti avanti e indietro, dentro e fuori. Per facilitare il raggiungimento dell’orgasmo la donna può inarcare bene schiena restando attaccata alle sue ginocchia.

L’uomo ha la schiena appoggiata al muro e penetra la partner tenendola per le cosce e muovendo il bacino avanti e indietro a modulare l’oscillazione del va e vieni.

Lei e’ distesa supina con le gambe divaricate mentre lui la penetra. Le mani restano libere per scambiarsi carezze ed effusioni. Soprattutto quelle della donna, che puo’ accarezzare con passione la schiena e le natiche dell’uomo. Una posizione per fare l’amore in tutta semplicita’.

La donna inizia dando la schiena al partner e si sdraia su un fianco. L’uomo si inginocchia dietro la donna in modo che i due corpi siano perpendicolari. L’uomo prende la gamba inferiore della donna e la sposta, penetrandola. Lei prende la sua gamba superiore e la allunga leggermente per dare a lui una migliore visibilità. Per aituarsi nella spinta lui può tenere la donna per i fianchi.

Lui si sdraia sulla schiena tenendo le sue gambe leggermente divaricate e la testa appoggiata al cuscino.
Lei si appoggia su di lui di traverso, con le gambe da una parte e il resto del corpo dall’altra, tenendo le sue gambe ben chiuse e appoggiandosi sulle braccia per avere miglior supporto.
Nel momento della penetrazione lei apre le gambe leggermente e inizia a fare dei movimenti circolari, lenti e continui, alternati a movimenti verticali. L’uomo per facilatare l’orgasmo può effettuare movimenti uguali e contrari a quelli della donna.

L’uomo è seduto. Lei è seduta a cavalcioni su di lui, si getta all’indietro e poggia la testa su un cuscino. L’uomo si muove ritmicamente e le accarezza i seni. Questa posizione richiede una grande agilità.

La donna é appoggiata sulle mani, le braccia sono tese. L’uomo é ai bordi del letto e le solleva il bacino, mentre lei appoggia le gambe sulle braccia del partner. E’ una posizione che esige grande agilità, un po’ di forza e che non può durare più di qualche minuto.

Lui è dritto sulle ginocchia mentre la donna, in posizione supina e con le gambe piegate, appoggia i piedi contro il suo petto. L’uomo può piegarsi all’indietro o in avanti allontanando o avvicinando così le cosce della partner al suo seno. Questa posizione consente una penetrazione molto profonda.

Vi suggerisco questa posizione come tappa rilassante durante la vostra «maratona amorosa». Godrete di un dolce far niente fatto di sguardi e carezze. Anche il vostro fisico trarra’ beneficio dall’abbassamento della pressione, raccomandabile prima di riprendere giochi erotici piu’ impegnativi.

L’uomo si inginocchia sul letto. La donna si sdraia sulla schiena, alza i glutei e avvolge le gambe intorno a lui. Mentre l’uomo la penetra, la donna inarca la schiena, facendosi aiutare da lui, che le tiene le mani sotto la schiena.

L’uomo siede a gambe incrociate, tenendosi con le mani poggiate dietro. La donna si siede sull’uomo, con il viso rivolto verso di lui, avvolgendolo con le gambe. La donna può così decidere il ritmo e la profondità della penetrazione. Per liberare le braccia e accarezzare la donna, l’uomo potrebbe poggiare la schiena contro una parete, per avere così le mani libere.

La donna e l’uomo sono sdraiati l’uno di fronte all’altro. La donna deve avvicinare il suo inguine su quello di lui, avvolgendo le gambe attorno ai lati del suo busto. Le braccia di lei devono essere distese dietro per sostenere il peso. Lui circonda la vita della donna con le gambe e impugna le cosce di lei, spingendo delicatamente.

Ad un primo sguardo questa posizione ci ricorda la posizione del missionario. L’uomo va a quattro zampe, poi la donna solleva le anche verso il suo pene in modo che possa penetrarla.
L’uomo rimane in questa posizione mentre la donna fa tutto il lavoro.

Questa posizione è basata tutta sul controllo: il vostro uomo è sdraiato supino sul letto. La donna si gira e si mette a cavalcioni sopra l’uomo, in modo che la schiena sia verso di lui, abbassandosi sul suo pene eretto. La donna stende le sue gambe indietro verso le sue spalle e porta il busto verso il letto, tra le gambe di lui. La donna con entrambe le gambe e quelle dell’ uomo formeranno una X. Lei poi deve iniziare a scivolare su e giù. Per avere una maggiore spinta la donna deve utilizzare i piedi di lui.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe allungate e le braccia sopra la testa. L’uomo è disteso su di lei. Mentre l’uomo scivola dentro la donna, lei tiene in tensione tutti i muscoli, stringe le gambe e spinge le braccia contro il letto. Questo aumenterà lo spazio di penetrazione e permetterà una stimolazione naturale della clitoride.

La donna è su un mobile alto (una scrivania, un tavolo, la lavatrice), seduta a gambe incrociate e appoggiata sulle braccia, posizionate dietro. L’uomo le sta in piedi difronte, e la donna incrocia le gambe dietro di lui, lungo i fianchi. Lui la guarda dritto negli occhi, mentre comincia il movimento.

La donna si stende sull’uomo, divarica le gambe per facilitare la penetrazione e subito dopo le richiude in modo che i due corpi siano perfettamente sovrapposti. Comincia poi a stimolare il partner strofinando il proprio corpo contro quello del compagno lateralmente e in senso orizzontale. È una posizione molto intima che consente il massimo contatto fisico e accontenta le donne minute che di solito preferiscono stare sopra.

L’uomo si sdraia e raccoglie le gambe al petto. La donna si siede su di lui e lascia che il partner le appoggi i piedi sulla schiena. Per una stimolazione più intensa e per aiutare l’equilibrio, i partner si possono sostenere tenendosi per i polsi. Questa posizione è l’ideale per chi ama la penetrazione profonda.
Il trucco della farfalla è l’angolature. Lei è distesa sulla schiena sul letto o su un mobile e lui sta di fronte a lei mette le sue gambe sopra le sue spalle. La donna mette le sue braccia e le due mani giù e solleva il suo bacino. In base alla sua forza lui può spostarla poi in base all’angolo che procura più piacere ad entrambi.

 

E’ Finita..

Ed e’ la seconda volta..basta..e’ finita..

Io sono qui ma Lei non c’e’.
Mi guardo intorno. Ma e’ tutto inutile. Ormai e’ finita.

Nulla la puo’ sostituire,,
Sento l’acqua scrosciare ma in questo momento io non posso farcela senza di Lei. 

Perche’ non ci sei? 

Come ho fatto a sbagliare? 

Mi sento un po’ bambino.
Ucciso dalla propria ingenuita’, son proprio un pistola.
Pero’…Non e’ stata colpa mia. Come puo’ un uomo resistere?
La Natura e’ un qualcosa di superiore che l’uomo avra’ solo l’illusione di poter controllare.
L’illusione… Ah, che bella cosa. 

La cosa piu’ dolce che puo’ possedere l’uomo e’ l’illusione.
Almeno in questa so’ che ci sei te, profumata tenera e avvolgente.
Si’ nelle mie illusioni ci sei. 

E Dio solo sa quanto sarei felice in questo momento se ci fossi anche nella realta’.
Ma e’ questo il brutto di un illusione…che non e’ reale. 

Non ti vedo..
Al massimo, si e’ consapevoli che quella cosa esiste solo nella nostra testa, nel magnifico universo di idee che alberga in ognuno di noi.
Oh, quanto mi piacerebbe vivere nelle mie idee, nel mio universo.
Costretto, invece, a vivere in un mondo che non mi appartiene ma che qualcun altro ha creato, schiacciato da regole non mie.
Un mondo dove tu adesso non ci sei.

Ma ormai e’ inutile parlare.

E’ fatta..
Come faccio adesso? 

Oh, no… Ti prego no… Oh, no… Lui e’ uscito vestito di marrone. La Cosa ormai e’ fatta, lo sento persino nell’aria.. doloreee.
No, ti prego non puo’ finire cosi’. 

Non ci credo. 

Eppure pensavo…Che Lei c’era o ci fosse stata, il verbo non conta piu’ ormai e vengo al sodo..
Pensavo fosse rimasto almeno un rotolo di carta igienica! Ma purtroppo mi sbagliavo. 

Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso e mi ripetero’ all’infinito per decinaia o centine di volte..
“Cazzo ma guarda prima di andare a cagare..testina di vitello”.

 E adesso ecco gli auguri anche da parte di Stefano che e’ sempre attento agli avvenimenti di chi ci domina e auguri particolari agli uscenti che nonostante inflazione zero quasi deflazione hanno concesso ai gestori aumenti ingiustificabili per gas, energia elettrica, autostrade, medicinali e a loro io auguro di incorrere negli inconvenienti del post di cui sopra..

Il dramma del Natale..

E ricomincia l’impietosa manfrina dei regali di Natale.
La samba dei pensierini.
E io sono felice come la cagnetta di Franco con le emorroidi e il collare di finto Luigi Vittone con la borraccia di “Mo’ Esce Antonio” sciapito al collo. Mettiamoci d’accordo.
Prima di tutto sull’etimologia della parola ..pensierino detto anche dal Francesco Argentino in questi tempi di crisalide.
Dicesi pensierino, un piccolo pensiero, una minuscola attivita’ psichica che richiede un minimo sforzo.
Ricapitolando. Ti faccio un pensierino significa quindi..pensero’ a te ma poco.
Per cui se per Natale abbiamo deciso di farci le coccole solo coi pensierini, fastidiosa incutita transgenica che non sei altro, non sorpresare il parentificio alla notte di Natale col fermacravatte d’oro da un chilo, la sciarpa Le Murt e stra..de Cartier, la secchiellata di champagne Don Perino Gnon o una statuina del LLadroNau espanolo da 160 € isole comprese.
Donatrice dell’incontinente nero.
Perche’ il ricevitore o ricevitrice spiaggiato/a come un tricheco/a tra le pecorelle del minuscolo solito presepe, per te hanno recuperato solo quattro mandaranci e una manciata di bagige dal cassone arancione degli scarti mercatali del bennet.
E a quel punto non meravigliarti se ti augurano dentro loro non un mondo di bene ma una vagonata di contumelie per i sensi di colpa inferiti.
Tu vuoi fare un presente o anche un assente per Natale?.
Muy bien cerca di regalare una robina piccola che oggi va’ bene ma domani, che e’ gia’ futuro, non piu’. E ieri non ne parliamo.
C’e’ per caso qualcuno che ti dice “ti faccio un passato per Natale” a parte il passato di verdura che mangiamo al lunedi’ dopo la strafogata domenicale (si fa’ per dire)?
E poi mondaccio zozzo c’e’ sempre la questione del sovrappeso incipiente che nel mio caso, mi obblighera’ fare mese di Spin per ritornare ad un peso accettabile dalle mie scarpe finto tod’s.
Lo so che e’ inutile far finta che per voi donne di molta fede non sia cosi’.
Quando ci si scambia i regali si soppesa.
Si valuta, si misura.
Se io do’ una cosa a te, tu dai una cosa a me per la serie “do ut des”.
Ma possibilmente proporzionata.
Inevitabilmente nascono sti paragoni del menga.. io gli ho regalato un’aragosta di porcellana da 300€ e lei un paio di guanti in ciniglia molle riciclati dono della zia di Casalporcino,tra l’altro color caghetta o trasu’ de ciùc. (vomito di ubriaco per i non longobardi).
Sta bastarda figlia di androcchia stantia.
Il prossimo anno me la paga.
Passano trecentosessantacinquegiorni e tu memore dell’anno prima gli regali un paio di calzini in canapone tartarugato e lei, che ancora non ha digerito l’onta della minusvalenza del precedente Noel, un portafoglio di coccodrillo selvaggio amazzonico unico superstite della specie.
E i ruoli ed i pensieri si invertono.
Tutto questo per decenni (sin che morte non vi separi).
Finche’ porca paletta, spero vivamente nel cosiddetto riposizionamento. Che consiste in questo.
Tanti Auguri, bacio, si scarta e voila’.. due agende.
Una per uno.
A ciascuno quello della banca dell’altro/a.
Che pirlificio ammoscioso.
Dulcis in fundo e’ meglio non parlare dei fatidici cestini di Natale.
Chi ti vuol bene davvero non ti regala un cestino.
Il cestino te lo regala chi ti vuole veder morto.
Perche’ e’ un’arma letale.
Tanto vale mettere una pistola dentro un paniere.
Se io ti regalo un cotechino da mezzo metro, una putrella di torrone, una composta di peperoni della Cayenna, un vaso di mostarda e uno di peperoncino made in Calabria, lo so’ che per bene che ti vada ti vengono delle emorroidi che non ti siedi piu’ sino alla tua ricorrenza di Befana.
Lo faccio apposta.
Altro che buona fine e miglior principio.
Quello e’ il principio della fine.
Auguri neh.. e auguri anche dallo Stefano nazionale che con le sue strisce i racconta l’Odissea del Babbo Natale a Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivere Altrove.

Da molto.

Da poco.

Per pochi mesi.

Per qualche anno soltanto.

Per sempre.

La vita Altrove costringe chi l’ha scelta, o chi l’ha subita, a fare il punto piu’ spesso di quanto non accada agli altri.

Dove sono capitato, cosa sto facendo qui, perche’ ci sono arrivato e come.

Qual e’ il senso dell’andare, quale il senso del restare.

Vale la pena o non varra’ la pena?.

Quando? Avevo un’alternativa? Ma chi me l’ha fatto fare?

La vita Altrove e’ una pioggia gelata, ma a volte potrebbe essere anche una coperta calda.

Dipende dai giorni e dalle stagioni dall’inserimento perche’ Vivere Altrove significa cancellarsi un poco alla volta e reinventarsi, di continuo.

Significa scegliere di perdere l’equilibrio e navigare a vista, quando non del tutto alla cieca.

Finche’ non si siano individuati, nella nebbia di un mare sconosciuto, nuovi punti fermi e nuove certezze cui ancorarsi.

Perche’, comunque la si voglia girare, noi siamo piante con le radici che hanno bisogno di terra.

Devi solo augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze, decantava il Poeta raccontando il viaggio per Itaca.

Quasi ad incoraggiare il viaggio di noialtri pur essendo ciechi nella nebbia.

Ma vivere altrove significa convivere con la nostalgia, parola che l’emigrante rispetta, teme e impara, a sue spese, a non deridere e ad usare con cautela.

Significa rincorrere il ricordo una mattina e imporsi di dimenticarlo la mattina dopo, perche’ fa male.

Significa accettare di adattarsi, di piegarsi, di contaminarsi, di compromettersi, sapendo che non sara’ mai abbastanza soprattutto se qualcuno ti ha illusa di trovare un posto sostitutivo alla tua vita in maniera migliore.

Siamo quel che siamo e, inevitabilmente, siamo anche il posto da cui veniamo.

Anche se impariamo ad accettare di non esserci quasi mai, in quel posto.

Di perdere compleanni, nascite, morti, onomastici, battesimi, cresime, matrimoni, eucaristie, ultime cene, grigliate, oratori, riunioni con i compagni di scuola, auguri natalizi coi colleghi o ex colleghi, aperitivi, tesi e tesine, incidenti, operazioni, discussioni con chi e’ restato li.

La vita altrove forse regalera’, col tempo, altrettante occasioni. Ovvio che la vita e’ generosa con chiunque abbia il coraggio di prenderla in mano ma e’ anche cattiva con chi crede o gli hanno fatto credere di trovare il paradiso ed invece ha trovato il purgatorio se non l’inferno. 

 

Per fortuna o sfortuna esistono persone che si fanno i fatti degli altri e vedendo sia una parte che Altrove puo’ a volte fermare questo lanciarsi nel vuoto.

Per Vivere bisogna convincersi che le nostre radici se estirpate possono morire ma se trapiantate con criterio di chi conosce l’uso ti fara’ vedere il sole anche nei giorni di pioggia.

E come disse il Poeta ..

Devi solo augurarti che la strada sia lunga e che i mattini d’estate siano tanti quando metterai piede nei porti.

Ndr..il Poeta e’ Costantino Kavafis.

Figa monotematica.

A volte ritorno, come un boomerang col rischio di prendercelo sulla capa. E questa volta la tematica e’ sulla questione, figli e incintagioni.
Feste di natale alias nascita e ci si ritrova davanti al termo con contabilizzatore pseudo-caminetto.. ecco che il discorso cade tra maschi e femmine dolori e piaceri, gira e rigira si finisce sempre a battere sulla figa.
Allora..Tutte le volte che le donne parlano tra loro dell’esperienza parto, il concetto piu’ comune e ripetuto e’ il seguente.. il parto e’ un evento molto doloroso ma e’ un dolore che si dimentica.
Avete capito e sottolineo..e’ un dolore che si dimentica non come il nervo trigemino del mio amico Angelo.
Prendo largo, il discorso e’ ando da uno che aveva male ad un dente e sosteneva che era un dolore piu’ forte del parto ed ecco l’argomento che e’ andato a battere sulle dilatazioni, testa del bambino etc..cmq sempre a parlare in bene o in male dello stesso organo.
Poi com’e’ come non e’, le ex puerpere oggi madri, cominciano a raccontartelo.
Ma non nel modo che ti aspetti, cioe’ di quello di chi ha dimenticato e fa’ fatica ricordare, che insomma ha immagini confuse ravanando in una memoria grigia e nebulosa.
Le descrizioni sono nitide e meticolose da farti rinvenire il cenone prenatalizio.
E poi ste descrizioni sono assolutamente orripilanti.
L’esorcista e’ un cartone per bimbetti e fa’ meno paura. Venti ore di travaglio, il bimbo dentro piegato come un origamo, voltato di culo con tre giri di cordone ombelicale sul collo, una specie di Vasco Rossi in tenuta da concerto, un florilegio di collassi, l’ostetrica che salta sulla pancia a ginocchia unite, la sgravante che si spacca in due come una fodera di una vecchia poltrona tipo quella che usa Dario, mentre si invoca Santa Liberata (quella del ..fai che dolce sia l’uscita come dolce fu l’entrata), insomma gli occhi che si riempiono di sangue reticolato come a Wile Coyote.
Ecco mmmm che figata. Ma tanto ripeto che e’ un dolore che si dimentica. E come no.
Altro dilemma… la moda dell’ultima generazione che e’ quella dell’assistenza al parto. per il festival della serie come ti disprezzo una figa e divento paladino della bandiera corsara leghista.
Dunque, una volta che io sappia, il parto era un momento della donna, assolutamente privato.
Il mascolo duro stava fuori e non per nulla, in quanto se vedeva il frutto delle sue notti d’amore, poi in futuro col membro che ripiantasse l’arnese riproduttivo li.
Insomma la scena l’avrebbe in parte raffreddato e quindi era giusto che il diversamente madre si incatramasse i polmoni consumando le scarpe sul pavimento in sala d’aspetto.
Ora invece, il futuro papocchiato, sta’ dentro e assiste al parto.
Bah.
Io non ho esperienza in materia nel senso che per i miei due figli niente sigarette e niente scarpe consumate e quindi parlo un poco a vanvera ma immagino.
Mia figlia ad es. quando e’ nata (primo d’agosto) mi ha preso alla sprovvista in quanto me ne stavo al mare alla caccia di polipi in attesa della chiamata per il lieto evento previsto per meta’ agosto.. dovevo aspettarmelo in quanto pure io son nato di otto mesi ma i polipi non aspettavano e mi chiamavano..Carlooo Carlooo..
Qualcuno si chiedera’ come mai io non ero sul posto e quindi mi chiedo che minchia di utilita’ abbiamo noi mascoli in sala parto se non quella di far perdere la concentrazione alla sgavatrice mentre e’ sul difficile, col rischio magari fare un figura del belino con svenimento incorporato e va di culo in caso di presenziamento se nn facciamo una selfata con l’iphone10 ultima generazione per poi postare su facebucke agli amici onde far vedere i luoghi intimi dove e’ iniziato il casino (magari loro la potrebbero gia’ conoscere) e del resto le femmine ce l’hanno piu’ o meno tutte uguali no? Checcefrega dai..
Certo e’ che ad evento natalitizzato, quando si inviteranno gli amici, invece di flagellarli con i filmini di Casalcoso e Isole comprese, un bel diversivo e’ far visionare il parto della moglie con la farfalla Beleniosa in primo piano e magari poi far vedere come si e’ rimessa a posto dopo (a parte che mi ripeto ma alcuni amici potrebbero conoscerla gia’ per altri motivi.. mai dire mai)..
Ad ogni modo che goduria e che bei momenti vero?.

Dai aspettiamo la mezzanotte Natalizia..Tu scendi dalle stelle e noi nel bene e nel male a parlar di figa.. monotematici e sempre a quello pensiamo..bah.. siamo proprio vecchio stampo.

Natalizziamoci.

pacco-vuoto

E ci risiamo..L’anno scorso postai a dicembre, di barricarvi in casa per evitare la follia prenatalizia e qualcuno intelligentemente lo ha fatto.

Ma siamo realistici.. non si puo’. Azz.. teoricamente avete stabilito con amici e parenti di non fare regali a nessun over 10 pero’ di fronte ai regali altrui che sbordano dall’eta’ indicata, vi sentireste meschini come merde stantie e quindi diamoci dentro con i pacchi.

Poi poi vi siete imposti di evitare le cene d’auguri perche’ il vostro colesterolo ha tracimato?

Niente da fare, la societa’ dei consumi vi aspira nel vortice della magnatoria a meno che non siate degli Ruandesi, pertanto  a consuntivo post fetanataliziosa  duemiladiciassette  non mi resta che consigliarvi o consigliarmi come affrontare l’inevitabile per il prossimo Natale. Allora..

Cominciamo con le Cene.

Tre i drammi:

  1. rimbambimento da locale sovraffollato;
  2. indigestioni;
  3. chili di troppo e da qui non se ne esce.

I rimedi potrebbero essere:

  1. bere un bicchierozzo di nebbiolo corretto grappa prima di uscire.. rende piu’ sopportabili le urla dei pargoli e le partite di tombola coi pirillini inter parentisterio.
  2. pranzare a patate bollite col contorno di patate cotte sottocenere lasciando al sottoscritto la scorza che e’ gustosa da matti.
  3. fare sport come per prepararsi alle Olimpiadi… oltre a dimagrire, alla cena arriverete in un’ovatta di dolce sopore tipo quella dell’orsetto di Francesco che vi aiutera’ a superare il dramma N°1.

Passiamo allo Shopping cercando di evitare per ora la spesa proletaria.

Due i problemi fondamentali:

  1. scelta dei regali.
  2. sopravvivenza nella calca di acquirenti.

Le soluzioni possono essere:

  1. dimenticare il Regalo Perfetto. Per trovarlo avreste dovuto mettervi all’opera ad agosto, quindi comprate qualunque cosa carina vi risparmi una lunga ricerca. E se questo vi facesse sentire in colpa, pensate ai regali di Natale che avete ricevuto voi.. quanti vi hanno sbalordito per bruttezza? Quanti (confessate) ne avete riciclati? Suvvia.
  2. Andare per negozi dalle parti di Settimo vicino all’obelisco natalizio, prezzi scontatissimi e con la ressa che troverete, penso che valga la pena suicidarsi in loco.

Atmosfera. Luminarie, festoni, neve finta, canzoncine sparate dalla Cristina Damiglio,  pubblicita’ di profumi e pandori e agghiaccianti Babbi Natale appesi sulle transenne.. ce n’e’ abbastanza perche’ anche l’adulto piu’ bonario nutra, almeno a momenti, un odio acuminato per il pre e postNatale.

Che fare se si dovesse casualmente incontrare il Babbo Natale vero? Semplice… lo si strozzerebbe con goduria infinita’ dopo averlo violentato.

C’e’ chi si iscrive a un gruppo su Facebook e opera uno strangolamento virtuale con tutta la mia comprensione. C’e’ chi emigra in luoghi esotici e denatalizzati e c’e’ chi, diffidando del mondo virtuale e non potendosi permettere i luoghi esotici, si rassegna.. dicendo.. coraggio che dura poco.

E poi dai..il pandoro in fondo e’ buono specialmente se farcito con torrone panna e cioccolato con punte di miele come fa’ la Federica, due fettazze di quello e la vostra bilancia parlante dira’ a voi due di scendere.

E poi dai.. ai bambini il Natale piace  e ciascuno di noi conosce almeno un bambino a cui brillano gli occhi davanti ai pacchetti sotto l’albero addobbato e brillano ancor di piu’ nel cuccarsi una busta tipo quelle che si danno di nascosto negli uffici pubblici per evitare le code.. non e’ poi cosi’ male, guardare il bambino e sapere che la sua felicita’ dipende anche dal regalo che ci e’ costato tanto sforzo comprargli e soprattutto nel vedere stracciare l’impacchettamento fatto con tanto amore e il bigliettino che ci ha fatto disperare per cercare di mettere una frase non usuale cercata nei motori..

ma io mi chiedo il perche’ impacchettare sti regali, evitiamo il fastidio di stracciarli facendosi magare male, tante piante risparmiate, tanto petrolio non consumato sia per la materia prima che per il trasporto differenziato… ma ripeto, la festa deve essere sino ai 120 mesi, oltre diventa un mercato e un festival del consumismo e sinceramente potremmo davvero farne a meno..dai ancora una quindicina di giorni e poi sara’ un ricordo sto Natale, alla faccia dell’austerita’ e dei Bitcoin che hanno perso un buon 25 percento in due giorni e vi posto il Padre Nostro secondo l’Adriano visto dallo Ste.

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Ti Unfrendo perche’ mi sessaggi.

Titolo del post strano per chi mi legge in modo togolano (ano per gli amici) ebbene si, esistono neologismi che pure il dizionario inserisce e non solo quelli del bambino che e’ stato menzionato persin dall’Accademia della Farina, opps, della Crusca e mo’ vi esplico..

Il verbo da Facebook “unfriend” e’ arrivato nei dizionari di lingua inglese e diventato parola dell’anno…d’altronde la lingua e’ una questione sociale, e questi sono social network e quindi tutto ok..ma anche in Italy non si scherza
e a tal proposito una nota craniata dice:

Roma – Negli ultimi anni il linguaggio della Rete ha ricevuto sempre piu’ la consacrazione dei vocabolari della lingua ufficiale che cambia e si piega alle esigenze e ai tempi dei nuovi mezzi: cosi’ gia’ erano entrati nel linguaggio comune Twitter, Facebook e blog (anche come verbi twittare, facebookare e bloggare).

Anche quest’anno, il social network in blu e’ protagonista dell’evoluzione degli idiomi.

E’ ancora Facebook l’origine della parola che meglio rappresenta l’evoluzione lemmistica.. Unfriend (verbo), che secondo l’Oxford Dictionary significa “rimuovere qualcuno come amico da un social network ”.

Oltre a questo neologismo saranno riconosciuti altri termini sorti dall’ICT. Solo per fare alcuni esempi, Twitter contribuisce con hashtag, il cellulare con intexticated (distratto perche’ occupato a messaggiare sul telefonino mentre impegnato alla guida di un veicolo) e sexting (inviare immagini o messaggi con i cellulare dal contenuto sessuale esplicito).
Quindi non meravigliatevi se troverete le nuove parole togolesi del tipo Vulvivendola e definita come persona che lavora nei chiavisteri.. se avete vocaboli nuovi essemessatemi oppure fate un suono uatzoppistico.

Proverbi e proaggettivi.

DIstrazione

1. Aiutati che Dio aiuta me.

2. Aiutati che Dio non lo fa

3. Al contadino non far sapere che la moglie si fa toccar le pere.

4. Al contadino non far sapere qual e’ il vero prezzo delle pere

5. Al contadino non far sapere nulla e’ meglio.

6. Al cuor non si comanda (Ma se non obbedisce, mandalo affanculo)

7. Ama il tuo prossimo… non questo, il prossimo neh!

8. Avere la siringa piena e la moglie drogata.

9. Campa cavallo …. che ti porto al macello

10. Can che abbaia fa rumore.

11. Can che abbaia lo sbattono fuori dal condominio

12. Can che abbaia non dorme

13. Can che abbaia non morde ma fa casino

14. Can che abbaia insomma…mi ha rotto i coglioni

15. Chi corrompe paga e gli appalti sono suoi

16. Chi dorme non piglia l’Aids..

17. Chi fa da se’ fa piu’ fatica

18. Chi fa da se non fa per te e fa per me.

19. Chi fa da se’…non si becca l’Aids, forse gia’ detta al 16!

20. Chi invita paga, e i conti sono suoi

21. Chi la fa l’annusi.

22. Chi la fa l’aspetti, chi non la fa, GUTTALAX!

23. Chi la fa tiri la catena

24. Chi la fa, l’aspetti. Chi non la fa, si purghi col 22!

25. Chi lascia la strada vecchia per la nuova… arriva prima perche’ e’ asfaltata.

26. Il miglior perdono..e’ la vendetta

27. Meglio mai che tardi.

Vorrei.

Vorrei tornare fanciullo, vorrei sentire l’odore della miscela del mio Motom quattro tempi a benzina.

Vorrei spremere il dentifricio nel vasetto della crema notte di Lella.

Vorrei togliere il mastice dal vetro appena messo e fare le palline da tirare ai piccioni che scagazzano sui gradini per scendere in cortile.

Vorrei rompere i vecchi termometri far uscire il mercurio e divertirmi con le gocce che escono si congiungono e si dividono.

Vorrei mettere lo zucchero nel serbatoio della moto del figlio di Alfonso che lascia acceso il motore con lo scarico orientato verso la vetrata aperta per il cambio d’aria.

Vorrei fare la mia impronta sul marciapiede di cemento fresco. Vorrei mettere le puntine da disegno nella ruota del postino che porta sempre le multe.

Vorrei fare un rutto modulato lungo 10 secondi.

Vorrei evitare di invecchiare.

Vorrei che fosse sempre estate.

Vorrei credere che l’astronauta sia un lavoro da poter fare anche di giorno perche’ di giorno non ci sono le stelle e non si sa dove atterrare.

Vorrei credere che un amico rimanga amico e non tradisca mai,

Vorrei credere che la Ferrari sia migliore della Mercedes.

Vorrei infine pensare e credere che Babbo Natale il carbone te lo porta solo se sei stato cattivo.

Eptacaidecafobia.

Questo post e’ rivolto a te dolce eptacaidecafoba che mi sposti tutto il cavisterio dei pc e ne approfitti perche’ mi alzo tardi per colpire il pavimento del tinello, per esporti controsensi sulle disgrazie che sto venerdi’ 17 si attira che poi non capisco perche’ in Spagna, Grecia e vari paesi latinamericani. dove troviamo un sacco di triscadecafobici la cui sfiga e’ proiettata sul venerdi’ e anche il martedi’ 13…bah iniziamo con le disgrazie diciassettevoli parlando

delle maniache quasi piediache delle pulizie come te, che pagano la donna delle pulizie e nel contempo puliscono la casa prima che arrivi, cioe’ scuciono dindini a quella li che viene a casa per non fare una mazza in quanto pulire sul pulito e’ uno spreco di acqua e soprattutto di additivi inquinanti che mi ritrovo in quel di Casalcoso Marino..

E che dire sul fatto di passare la cera sull’asse del water pur di non fare brutta figura, datosi che il maschio della famiglia piscia sempre fuori (non faccio nomi) perche’ non ha mai capito la storia dell’asse.. alza l’asse abbassa l’asse..boh questo e’ il terzo mistero di Casalbrodino.

Cosi’ arriva la “signora” delle pulizie, contenta come un grillo (non quello del fivestar), si infila le ciabatte si mette la cuffietta in capo, si fa il caffe’, legge il tuo giornale fa una passata sul mio pc si scatta due selfate col tuo smartsette e mezzo e poi telefona tutto il tempo col cellulare alla cugina, assunta anche lei da qualche sciroccata, che sta nell’europa ovest, per pulire sti locali sempre puliti dove puoi mangiare sul pavimento e le blatte entrano solo per farsi una slittata.

Finisco con le disgrazie guardando in quel di Porcaro ed esattamente in Via Italia… mi domando e dico alla faccia del venerdi’ 17 del perche’ del lavaggio delle strade.

Ma perche’ sprecare acqua potabile alla faccia del negretto che si fa 15 km a piedi con il, canestro sulle spalle per andare a prender acqua da una pozza… ebbene… noi la buttiamo.

Io mi sono sempre chiesto e non me lo sono mai spiegato come disse il vento alla vela.

E’ come lavare la suola delle scarpe.

Perche’ lavare le strade e non i marciapiedi che li deve lavare la nuova impresa scopatrice (e’ nel capitolato), insomma in strada tutto sommato ci si passa in auto ma sui marciapiedi dove passano i cristiani e i tir del biscottaro.. che sono?

Fogna a cielo aperto?. Perche’ vorrete mica dirmi che per togliere questi maledetti olii nocivi o residui del ciuingumme basta bagnare le strade con quegli sprizzino virgoletti?

Davvero? Ma allora e’ wonderfulloso.

Ma come mai questi oli si depositano solo in via Italia?

Le altre vie sono immuni? Qualcuno le ha vaccinate di nascosto?

Ma perche’ dico io e scusate la polemichetta, ma se l’auto posteggiata impedisce il lavaggio perche’ mi date la multa e poi la lasciate li e la lavate lo stesso sta cazzo di strada? E se potevate lavarla perche’ mi avete dato la multa a fare?

Ah capisco, era per castigo come i semafori davanti alla Coop.

Basta coi perche’ dolce eptacaidecafoba del venerdi’ or dolci triscadecafobici del martes …convengo con voi che ne’ di venere ne’ di marte non si tromba e non si parte.

Bahh e ribahhh… speriamo meglio nel domani che dovrebbe esser un sabato solatìo se sopravviveremo a questo venerdi’ 17 .

E per chi e’ a digiuno del vecchio motto sabatino lo educo, accento sulla U.

Non c’e’ sabato senza sole

non c’e’ cuore senza amore

non c’e’ prato senza erba

non c’e’ culo senza …..

Parola a Stefano e alla “mossa del cavallo” al bar..