Monti l’elettricista.

Corpo del messaggio

Buttando l’occhio sui social di Lella vedo che ritorna di moda il solito pseudoelettricista Alessio Monti che spiega a tutto il mondo come fare ad abbassare i costi della bolletta elettrica (le percentuali sono in media del 75 pecciento).. la soffiata e’ la solita che alla fine della fiera come dritta e’ quella di acquistare un apparecchietto il cui nome e prezzo (sceso da 150€ iniziali a 45€ superscontati in occasione della festa delle vulvivendole di viale zara) sono cambiati negli anni (da Topweb Offers all’ultimo brand  Energy Saver Pro ) ma la castigata e’ sempre la stessa.
L’evoluzione della presentazione che prima era piazzata in ICQ, C6, Messenger ora e’ su dove la massa si e’ spostata ovvero in Facebook, Twitter, Instagram, Viber,Wechat,Linkedin,Telegram etc etc..il bello e’ che l’Antitrust e’ gia’ intervenuta diverse volte stabilendo l’inutilita’ del pezzo di plastica e ficcando le relative sanzioni che lasciano il tempo che trovano.
Inoltre la societa’ si e’ cuccata multe per diffusione di informazioni non veritiere in merito ai contenuti e/o alle modalita’ di esercizio di diritti contrattuali.
Insomma, oltre al danno di un pezzo inutile, la beffa di un rimborso che non arrivera’ mai anche se sulla scatoletta vi dicono che a norma di legge l’apparecchietto e’ garantito due anni con relativo risarcimento in caso di malfunzionamento.
Quindi occhio alle castigate Restate scettici, restate diffidenti
 
Per chi non avesse letto i precedenti post in merito al Monti Alessio di cui sopra, vi faccio un copia incolla ctrl+c e ctrl+v e occhio che continuando ovviamente la lettura .. sara’ delle serie a vostro rischio e pericolo…
Capita di imbattersi in nomi gia’ noti tra le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno. Non e’ la prima volta che segnalate l’apparecchietto che vi salva dalle bollette elettriche, un bieco trucco acchiappasoldi indirizzato a chi ha semplici esigenze di risparmio. Di norma ci limitiamo a rimandarvi alla vecchia sbufalata, ma all’epoca Maicolengel non aveva raccontato tutto.
L’esca attiraclick segue infatti lo stesso iter.. una persona qualunque, al quale presto dovrete appioppargli la santita’ per esigenze di copione, ha deciso di rendere pubblico un incredibile segreto su una piattaforma altrettanto qualunque (blog, messenger, multiply, a voi la scelta). Questo “segreto” viene proposto come la soluzione definitiva a problemi piuttosto comuni, oppure la risposta ad alcune esigenze. Si tratta di uno stratagemma gia’ analizzato a suo tempo… con la sola differenza che, questa volta, non abbiamo la MILF stangona e sorridente a rivelarci il formidabile trucco.
L’autore si presenta come Alessio Monti, di professione elettricista… fin dalle prime righe ci tiene a sottolineare di essere uno come tanti e di averle provate tutte. Ma proprio tutte. Perfino il celeberrimo “trucco dell’elettricista alpino”.
Non lo conoscete? E dai, che lo avete fatto almeno una volta in qualunque situazione.. quando tutto va a rotoli, ricorrete alle “grappette” da servire al contatore testardo, cantandogli “Bevilo, bevilo, bevilo tutto d’un fia’ ghe denter la genziana ca la fa ben ”.
Dicono che in vino veritas, in grappa figuriamocis. Non mi credete? E allora sparatevi un bel sgnappino prima di leggere questo formidabile testo del Mario buttailminestrone..

Lavoro da 20 anni come elettricista, e da quanto posso ricordare I prezzi del consumo elettrico non fanno altro che crescere! E si sa che sono gonfiati artificialmente! Per questo a casa mia da sempre maneggio con i contatori, ora ci metto una grappetta, ora una calamita, ora li mando un po` indietro collegando una fase a terra sul tubo dell’acqua, ora gli infilo il rotolo delle negative tra vetro e disco per bloccarlo, ora gli faccio il foro e blocco la rotazione del disco col chiodino, ora avvolgo un filo collegato al neutro e faccio da calamita indotta..ora ora ora

Non ci avete capito ‘na mazza? Tranquilli! Applicate i trucchi citati finche’ non sarete colpiti da una specie di Epifania di nome Lo la.

Ciao, sono Lola Fox. Mi intrometto perche il togoventinuovo e’ leggermente fuori uso. Ha scoperto la camomilla dell’alpino.

Mentre dorme, vi spiego un paio di cose.

La leggenda per la quale sia possibile rallentare i contatori elettrici con una calamita nasce dal fatto che in passato, questo sì, si sono registrati casi in cui qualcuno aveva rallentato i contatori elettrici TRIFASE. Nelle abitazioni civili non c’e’ la trifase a 400 volt, ma la monofase a 230 volt. Per cui, se pensate di architettare qualche truffa sappiate che non funziona. Gli attuali contatori elettronici di ultima generazione hanno al loro interno un rilevatore di campi magnetici che segnala in centrale la presenza di campi magnetici anomali.

Con la lettura da remoto, il vostro gestore puo’ verificare se cio’ che segna il contatore e’ equivalente all’energia reale fornita. Quindi, laddove sussistano grosse discrepanze, verra’ subito fatto un controllo al contatore.

Infine, manomettere il contatore e’ un reato: si chiama TRUFFA e puo’ fare piu’ danni di quello che possiate immaginare. Se ne conclude che cio’ che scrive il nostro famigerato elettricista o appartiene al passato (perche’ ora e’ in carcere) oppure e’ un falso colossale.

Il nostro istigatore a delinquere si dovrebbe si vergognare di cio’ che scrive. Non conosco nessun elettricista che dice “consumo di luce”. Il personale tecnico del settore parla di “consumi energetici”, volgarmente “consumi elettrici”. “Consumi di luce” lo diceva mia nonna che aveva la III elementare e faceva la contadina e casalinga.

Nel presunto post si parla di un “articolo scientifico” nel quale sono spiegati tutti i dettagli. Dov’e’? Ho molta curiosita’ di conoscere come funziona l’Energy Saver Pro, ma non ho trovato nulla di tecnicamente esaustivo… tivo… tivo… tivo…finito con tivo]

… ugh. Odio il mal di capa post-bevuta. Almeno stavolta non mi sono svegliato con un calzino in bocca.
Grazie alla Lola Foxtrott…Dicevamo? Ah, si’.Il testo tradotto alla cazzomannaggia lascia intravedere un espediente abbastanza ricorrente nelle pubblicita’ ingannevoli.. un unico testo tradotto in piu’ lingue per aumentare le possibilita’ di raggiro. Non a caso abbiamo anche una versione russa di tal Anekcen Webuob, con lo stesso testo. Niente “grappetta” pero’. Immagino usino il “metodo del cosacco del din don”.
Avrete sicuramente presente il modello fornito dalle televendite americane: il prodotto viene presentato come il migliore sul mercato, i cui pregi vengono elencati da un simpatico e affabile “esperto” del settore. A un certo punto, guarda caso, la televendita passa ai commenti di chi l’ha provato: “All’inizio ero un po’ scettico” e “Grazie a questo prodotto” sono due frasi che tentano di avvicinare l’incauto acquirente sfruttando la normale diffidenza, dandogli cosi’ la falsa impressione che le esperienze personali valgano piu’ di mille parole.
Nomi assolutamente comuni, anonimi quanto i discorsi dei partecipanti al Grande Fratello, riferiscono delle loro meravigliose esperienze con Energy Saver Pro. Completa il tutto un riquadro con commenti come fossero stati inseriti tramite un plugin per i commenti social sul blog.
Confrontando la versione italiana con quella russa, i commenti risultano identici… perfino le foto, il numero di like, le parole spese, il template, il nome della piattaforma blog.

Neppure cliccando sui nomi o sulle foto si viene rimandati ai loro presunti profili. In sintesi, queste persone non esistono. Come non esiste neppure Alessio Monti che puo’ essere il classico zerocode che gira in ferrari testaviola.

Il raggiro e’ quindi dietro l’angolo. Entrambe le versioni rimandano allo stesso sito, di cui esistono piu’ versioni in altrettante lingue. Quella in italiano cavalca l’allarmismo citando presunti “esperti di tutto il mondo”, regolamenti regionali e un “futuro di bollette estremamente alte”.

Secondo gli esperti di tutto il mondo, gli Italiani vedranno salire ancora le cifre da pagare per le loro bollette elettriche quest’anno, dato che il costo dell’elettricita’ sara’ piu’ alto. Il costo derivante da nuovi regolamenti regionali come la tassa sulle emissioni verra’ sostenuto dai consumatori nella forma di imposte più elevate del previsto per i servizi energetici di tutti i tipi, con la conseguenza di dover pagare bollette estremamente alte.

Il succo del prodotto? Stiamo parlando di un semplice aggeggio che, attaccato alla presa di corrente, prometterebbe riduzioni stellari – addirittura del 75%! – sul consumo della corrente elettrica. Uno stratagemma che ricorda il pacco dei tubi Tucker, a firma Mirco Eusebi, oggi agli arresti domiciliari con una condanna per truffa e associazione a delinquere, ridotta a 6 anni e qualche mese per “prescrizione” del reato di truffa. Bella, l’Italia che funziona.
Come potete vedere in questo video, non c’e’ alcun risparmio significativo. Dalla descrizione del video:

[T]he plugs have no significant effect on a home power bill, since the only effect they have is random compensation for any continuous inductive loads in the home like transformers in power supplies. But even then, it’s just a random correction of power factor (relationship of the voltage waveform to the current waveform) and as this is not even monitored by most household meters it won’t have any effect on your bills at all.

La societa’ a cui fa riferimento Energy Saver Pro si chiama Topweb Offers, ma non serve andare troppo lontano per capire dove sta la verita’. Se n’e’ occupato AltroConsumo, il quale spiega ulteriormente come (non) funzioni.

Seguendo le istruzioni riportate sul libretto sono state effettuate due misure di consumo elettrico (con un carico da quasi 2 Kw) con e senza Energy Saver Pro: il consumo si e’ rivelato esattamente lo stesso. Il dispositivo vantava la capacita’ di abbattere del 75% i consumi domestici, allacciandosi a una singola presa elettrica, grazie alla riduzione delle interferenze presenti nella rete di casa. Se anche ci fossero interferenze in una rete domestica, quindi dispersioni di energia, sicuramente queste non andrebbero a incidere in maniera significativa sui consumi, ma, al contrario, potrebbero causare problemi come il malfunzionamento della rete stessa. Percio’, dati alla mano, acquistare questo dispositivo e’ del tutto inutile.

Vabbuo’ riprendo il post in diretta e vedo che siete arrivati sino in fondo. Ripeto che quanto sopra e’ stato ripostato pari pari dopo diversi anni e quindi qualche link non fungera’.

Il solito consiglio e’ quello di andare sui motori di ricerca quando qualche cosa assomiglia alla classica bufala e forse eviterete di buttar eurini dalla finestra.

Bonzi.

Dando uno sguardo al passato alle origini dei Bonzi partendo da mio papa’ Ugo e dal nonno Baldassarre che non ho mai conosciuto, sono arrivato sino all’avo di decima generazione laterale di nome Fachino che in quel del Cremasco nella seconda meta’ del 400 acquisi’ la nomina di Conte grazie all’aiuto che diede alla Repubblica Serenissima in guerra contro gli Sforza per la conquista di Crema, utilizzando le sue barche che servirono alle truppe per attraversare il fiume Serio.

I discendenti della stirpe Bonzi non sono molti, in Italia se ne contano 840 e si son dati da fare in attivita’ imprenditoriali… mio nonno paterno Baldassarre mise in piedi una fonderia di ghisa ed alluminio nel Legnanese di cui conservo solo delle foto e delle copie in bronzo del monumento che rappresenta l’Alberto da Giussano (attuale simbolo della lega nord) di progetto Enrico Butti che all’inizio del 900 ha sostituito quello fatto in cartapesta (durato pochissimo) da Egidio Pozzi.
(cartolina dell’epoca spedite da Castellanza mio paese di origine)
Ed ecco la fusione in bronzo che conservo gelosamente e passero’ agli eredi e lo stesso fara’ mia sorella Graziella.
..la fonderia diretta da mio padre Ugo col fratello Giuseppe (Pino) chiuse al tempo della seconda guerra mondiale in quanto erano riluttanti nel fondere armi per la guerra e la mia famiglia si sposto’ per qualche anno in emilia-romagna e precisamente a Forlimpopoli.
Lo zio Giuseppe rimase invalido sulla carrozzina nel tentativo di salvare un suo operaio che si era beccata una scossa di parecchi migliaia di Volt, ebbe tre figlie di cui ho perso le tracce ma penso siano rimaste in quel della romagna, me le ricordo tre bionde impestate che mi facevano un sacco di dispetti ed una in particolare la Mirta mi assomigliava in modo impressionante, occhi verdi e alluce tipo il mio, mentre la Giuliana piu’ grande di qualche anno deve aver intrapreso attivita’ di allevamento polli e affini e la piu’ giovane, la Carmen era avviata nel campo estetico ed era patita di moto e ricorda un poco mia figlia Patrizia che con moto di grossa cilindrata all’eta’ di ventanni (al limite della guida) e’ incorsa in un incidente che l’ha fatta stare in coma da luglio a dicembre alla soglia dei ventunanni.

 

de l resto aveva cominciato presto sulle due ruote e relative gare
e il fratello Fabio non e’ da meno ed essendo della stirpe dei Bonzi, moto, aereo, paracadutismo vela snow sky jumping sono all’ordine del giorno

 

anche il piccolo Davide si da da fare

 

io ho trasmesso il DNA della stirpe

 

e pure zico era dei nostri

 

Ma quello che mi affascina dei Bonzi di Dossena (Val Brembana) e’ stato il ramo trasferito a Crema e piu’ precisamente la persona di Leonardo che ricorda tanto mio zio materno Pompeo che e’ della stirpe dei Morlacchi famiglia contadina passata all’industria.

Dicevo di Leonardo figlio del conte Iro e di Sarina Berra Nathan ( nipote dell’omonima patriota ottocentesca e cugina del sindaco di Roma Ernesto Nathan)..era piu’ grande di sei anni di mio papa’ Ugo e quindi era del 1902 e nei miei ricordi io lo associavo sempre a Maner Lualdi

 

per la trasvolata in aereo nell’America del Sud con un piccolo aereo da turismo il SAI Ambrosini di cui conservo il modellino in alluminio nella mansarda della casa estiva marina.(assieme ai resti dell’ AMX il caccia destinato a sostituire i G91caduto a Caselle del giugno del 1984 in fase di collaudo)
 
Il viaggio Bonzi-Lualdi era stato fatto per sensibilizzare i media associando l’impresa alla situazione dei bambini mutilati e orfani di quelle terre.

 

Risalgo con ordine e cerco di mettere a fuoco la vita di..anzi del Conte Leonardo Bonzi.
Farlo e’ semplice grazie ai motori di ricerca da cui traggo libero spunto ringraziandone gli autori..
Nato nel 1902 verso la fine di dicembre e’ stato indirizzato allo sport.
Pratica sin da giovane il tennis che sara’ una delle passioni della sua vita.

Nel 1922 sostituisce un amico infortunato in una gara del campionato lombardo di motociclismo, e vince il titolo. (e qui esce l’emulazione di mia figlia Patty che col casco in testa sostituiva il suo ragazzo nelle gare di cross e di questo sono venuto a conoscenza dai suoi amici concorrenti che erano li in clinica nell’ attesa che lei si risvegliasse dal coma avuto per un incidente con moto di grossa cilindrata).

Due anni dopo alla settimana internazionale degli sport invernali che si svolse a Chamonix e in seguito riconosciuta come prima Olimpiade Invernale, Leonardo e’ il portabandiera dell’Italia e partecipa come membro dei team di bob a 4 e bob a 5.
Gli anni immediatamente successivi li dedica al tennis e allo studio universitario, laureandosi in Giurisprudenza alla Cattolica nel 1927 (qui si e’ laureata pure mia sorella Graziella nel 1958) e in Economia e Commercio alla Bocconi nel 1928.
Vinse i Campionati Italiani di Tennis in piu’ riprese…
nel 1926 si aggiudico’ il doppio misto e nel 1929 si cucco’ i titoli nel doppio maschile e nel doppio misto.
Nel 1928 e 29 si aggiudica la Coppa Milano e il Torneo Brian e per una decina di anni fece parte della “nazionale” italiana di Coppa Davis.
Nel 1932, durante una sfida col miglior tennista dell’epoca, il francese Henry Cochet, uno dei Quattro Moschettieri, arriva ad un passo dalla vittoria …In vantaggio e con un match point, un tiro di Cochet finisce a pochi centimetri dalla linea. L’arbitro chiede a Bonzi se la palla fosse buona o meno. Bonzi risponde “buonissima”, Cochet annulla il match point e poi rimonta e vince la partita.
Nei primi anni 30 Leonardo si dedica oltre che al tennis alle altre sue due passioni: l’aviazione e l’alpinismo.
Nel 1931 ottenuto il brevetto di volo tenta di atterrare sul ghiacciaio del Monte Bianco per una scommessa.

L’aereo si capotta ma Bonzi miracolosamente si salva, inforca gli sci e scende sino a Courmayeur, l’elica e’ nel museo che hanno aperto nel 2004 nel Cremasco mentre nel nostro ramo mio figlio Fabio la sua elica se l’e’ appoggiata alla parete del salotto assieme agli sci che si usavano negli anni 30 con relativi bastoncini in bambu’.

Sempre in quell’anno attraversa tutta l’Africa del Nord in aereo partecipando ad ogni singolo torneo di tennis, spesso vincendo. Fa tappa ad Algeri, Fez, Casablanca, Tripoli, Tangeri e Rabat; con sè aveva solo le racchette e le palline e uno smoking per le serate di gala alla fine dei tornei.
Il 1932 lo vede viaggiare per mesi in India durante una tourne’ della nazionale italiana di tennis, nel 1933 organizza una spedizione alpinistica con il celebre geologo Ardito Desio in Iran. Pilota personalmente il trimotore Caproni. Bonzi e Desio scaleranno oltre 20 vette iraniane della Catena dei Baktiari, tutte per la prima volta.
Nel 1934 scala le montagne dell’Atlante del Marocco e ne discende le vette innevate con gli sci. Sempre lo stesso anno guida una traversata della Groenlandia con cani e slitte;
scalano alcune vette inesplorate ma rischiano di morire di stenti e freddo, venendo infine salvati da una nave.
Tra il 1935 e il 1937 scalo’ diverse vette dell’Himalaya, stabili’ il record della prima traversata in aereo del deserto del Sahara e pubblico’ il suo primo libro: “Deserti di ghiaccio, oceani di sabbia”. Contemporaneamente pubblico’ reportage dei suoi viaggi sul Corriere della Sera e Il Tempo ottenendo un enorme popolarita’.
Nel 1937 si sposò con Elisa Lentati e come viaggio di nozze la porto’ in auto, una Lancia Aprilia, da Beirut sino a Bombay. Oltre 11.000 chilometri.
Nel 1938 viene celebrato come uno degli eroi del fascismo al Raduno del Littorio a Roma. L’anno successivo stabilisce il record del mondo del volo piu’ lungo mai effettuato senza scali, da Roma ad Addis Abeba, in oltre 18 ore.
Nel 1940 viene arruolata come ufficiale nell’aeronautica e presto diventa un eroe dei cieli. Partecipa ad ogni azione aeronautica dal 1940 al 1943, celebre il suo intervento a Gimma, in Africa Orientale Italiana, dove con un’impresa rocambolesca riusci’ a raggiungere le truppe italiane circondate dai nemici e a portare i rifornimenti di cibo ed armi.

 

Durante il ritorno verso l’Italia venne catturato dagli Inglesi che lo rinchiusero in un campo di prigionia in Arabia. Leonardo riusci’ a corrompere le guardie arabe, raggiungere l’aereo e scappare sotto il fuoco nemico sino a rientrare in Italia. Venne premiato personalmente da Benito Mussolini con la Medaglia d’Oro al valore militare e promosso Maggiore e pure nazisti lo premiarono con una Croce di Ferro consegnatagli dal Generale Kesserling.
Dopo il settembre 1943 decise di partecipare alla guerra dalla parte degli Alleati, effettuando nuovamente decine di missioni di volo. Riceve altre medaglie e una promozione a Tenente Colonnello anche dai vertici militari USA.
Nel 1945 dopo il 25 aprile viene posto in congedo, con oltre 2000 ore di volo di guerra, decine e decine di missioni, 1 Medaglia d’Oro e 4 Medaglie d’Argento e 1 Croce di Ferro, i brevetti di Istruttore e Collaudatore di volo anche notturno.
Intanto, nel 1942 data importante non per la mia nascita agli idi di marzo ma per l’incontro che Leonardo ebbe a Roma con Clara Calamai.
La Clara era tra le piu’ famose d’Europa e proprio in quell’anno star assoluta di Ossessione, il film capostipite del Neorealismo di Luchino Visconti ed e’ stata la prima attrice famosa a seno nudo preceduta da Vittoria Carpi che e’ passata in secondo piano in quanto quasi a livello comparsa.
Alla fine della guerra Leonardo ottiene l’annullamento delle sue prime nozze e sposa la celebre attrice.
Tramite lei conosce il famoso produttore cinematografico Carlo Ponti e ne diventa socio nella ATA, iniziando la carriera di produttore di film e documentari.
Riprende anche a stabilire record aeronautici con un volo ininterrotto da Udine sino a Massaua nel 1948 e battendo il suo stesso record l’anno successivo con un volo da Milano a Buenos Aires a scopo benefico per raccogliere fondi per i bambini mutilati della fondazione di Don Gnocchi.
In seguito brevettera’ l’aerauto, fusione tra automobile ed aereo, pilotandolo da Roma sino a Mosca.
Sempre nel 1948 diventa membro del CdA di SEA, la societa’ aeroportuale di Milano.
Per oltre 10 anni si battera’ per la chiusura di Linate e per l’espansione di Malpensa creando un grande aeroporto intercontinentale per tutto il nord Italia, una visione di quasi 50 anni troppo in anticipo.
Gli anni 50 si aprono con nuovi record e nuove avventure.
Stabilisce i record del mondo di velocità in volo sui 100 chilometri e sui 1000 metri.
Screenshot (13)
Telegramma-record-Bonzi
Viaggia in auto da Tripoli a Mogadiscio con una Alfa Romeo 1900 e inizia anche a girare i suoi primi, celebri, documentari: “Lettere dall’Africa” e nel 1952 “Magia Verde”, girato nella foresta dell’Amazzonia nel Mato Grosso.
Quest’ultimo viene presentato al Festival di Cannes e contende sino all’ultimo la Palma d’Oro a Vite Vendute, capolavoro di Clouzot. Per non far torto a nessuno i francesi inventano ex-novo un premio al miglior documentario che viene assegnato all’unanimità a “Magia Verde”.
Come mezzo di trasporto per le attrezzature Bonzi utilizzo’ due Alfa Matta versione AR 51 abbinate ciascuna ad un rimorchio tipo biga da 6 quintali di portata complessiva, con le quali apri’ una nuova via di comunicazione dall’ Oceano Atlantico al Pacifico, compiendo una spedizione di oltre 7.000 km in quattro mesi.


Gli equipaggi erano composti dal Conte Bonzi assieme al direttore della fotografia Mario Craveri, e dal regista Gian Gaspare Napolitano affiancato dall’operatore Giovanni Raffaldi.

Equipaggi e vetture dovettero affrontare una prova molto dura, negli ambienti piu’ diversi, dalle piste immerse nella savana alle mulattiere sassose, dalle paludi del Mato Grosso ai valichi gelidi delle Ande, alternando alcuni giorni di sosta per effettuare le riprese a lunghi trasferimenti pieni di difficoltà. Unica assistenza per il primo tratto, l’appoggio aereo di un piccolo monomotore che settimanalmente portava rifornimento di viveri e quanto necessario agli esploratori, fino a quando le alte cime delle Ande non gli impedirono di seguire la spedizione.
Nel 1955 gira in Indonesia “Continente Perduto”, primo film italiano in Cinemascope; ottiene un successo clamoroso in tutto il mondo e sarà premiato ai Festival di Berlino e Cannes.
Nel 1957 gira con Carlo Lizzani “La Muraglia Cinese”, documentario sulla Cina comunista che vinse il David di Donatello.
Anche mio padre Ugo non perse tempo ed entro’ in societa’ nella MondialFilm ma fu un flop grazie alle avversita’ burocratiche ministeriali, un poco come il network ReteMia di cui ero azionista e membro della consulta e di tutto mi rimane il riconoscimento italico di cavaliere ufficiale della repubblica e un mucchio di carta con relativi procedimenti fallimentari.
L’anno successivo Leonardo lo trascorse tentando l’ingresso in politica con il Partito Liberale Italiano (che era anche il mio Partito); sceglie una campagna elettorale all’americana, con i primi gadgets e cene elettorali, ma il collegio deve si candida al Senato, quello di Crema, non è certo pronto ad una politica così poco ingessata e “nuova”,
Nel 1958 si separa da Clara Calamai, che per lui aveva rinunciato alla sua carriera al cinema e gli aveva dato due figlie.
Nel 1961 sposò in terze nozze Jacqueline de Rieupeyroux .
Nel 1966 la mutinazionale svizzera Nestlè in occasione dei festeggiamenti per il centenario gli commissionò un documentario sulla fame nel mondo che venne intitolato “Nourritures des hommes”.
La vita movimentata non gli impedi’ di seguire con scrupolo i suoi affari, oltre a molte cariche onorifiche fece parte del consiglio di amministrazione di ben 27 società.
Nel 1969 inizia a dedicarsi al Tiro a Volo.
Fa ricostruire un nuovo Circolo in zona Ripamonti vicino all’OM dove mio padre era ritornato alla vita di fonderia, ne diventa presidente e nel 1971 porta i Campionati Mondiali a Milano.
Nel 1973 e 1974 e’ campione italiani di tiro.
Fu per lunghi decenni presidente del “Clubino” esclusivo circolo milanese per soli uomini che annovera tra i soci la borghesia e l’aristocrazia illuminata di Milano.
Dagli anni ’60 iniziò a vivere nella tenuta di caccia di famiglia nel Cremasco, a San Michele, lungo le rive del fiume Serio.
Ospito’ nella sua tenuta decine di personaggi nel jet set di quegli anni.
La famiglia Bonzi dagli inizi del ‘900 possedeva una ampia fascia di territorio che si estendeva dalla frazione di Rovagnasco di Segrate fino al fiume Lambro e che comprendeva le cascine di Rovagnasco, Olgetta, Olgia e Melghera.
Nel 1968 conobbe Don Verze’ che lo convinse a regalargli 25.000 metri quadrati di terreno tra Milano e Segrate, intorno alla Cascina Melghera.
Il prete ci costrui’ l’Ospedale San Raffaele e poi presento’ il conte Bonzi ad un giovane imprenditore edile, Silvio Berlusconi. Bonzi cedette le aree che gli restavano tra Rovagnasco e il Lambro; aree tutte non edificabili che prodigiosamente subirono un cambio di destinazione permettendo a Berlusconi la costruzione di Milano 2 ed ironia della sorte proprio in questi giorni e siamo nel giugno 2016 il Berlusconi e’ ricoverato proprio nel San Raffaele in attesa di un intervento per la sostituzione valvola del cuore e allineamento con la mia famiglia anche mia sorella Graziella ha subito lo stesso intervento nella stessa clinica ma un poco prima del Berlusconi.
Nel 1976 Leonardo Bonzi viene colpito da due ictus; il secondo lo lascia in carrozzella. Depresso Bonzi brucia centinaia di lettere, foto e documenti della sua avventurosa vita.
Il 30 dicembre del 1977 muore a 75 anni dopo una vita incredibile. I funerali secondo le sue richieste sono in forma privatissima e la notizia della sua morte viene resa nota solo dopo gli stessi.
Sulla parete del suo palazzo in Piazza Duse il Comune di Milano appose una lapide

presente ancor oggi. Gli sopravvivono le due figlie Iria ed Emilia ed il museo dove sono raccolte una parte delle testimonianze delle sue imprese.
E chiudo questa ricerca sulla dinastia dei Bonzi con le parole della Marchesa Emilia Bonzi tratte dal libro Leonardo Bonzi, l’uomo che partiva sempre..
Mio padre non giocava a fare l’eroe, anche se in molti l’hanno pensato. Di questo sono certa e me lo hanno confermato tutti, amici e conoscenti, familiari e compagni d’avventura. Alla base di ogni suo esperimento c’era un’adeguata preparazione, e i suoi slanci creativi erano spesso dedicati ad affinare la logistica. Indro Montanelli, che ha avuto modo di conoscerlo bene, l’ha definito “un uomo di molta praticità ma soprattutto un grande architetto”…Non appena ottenuto il brevetto, Leonardo Bonzi prese coscienza dell’uso anche individuale dell’aereo, e mentre in tutto il mondo l’aeronautica civile muoveva i suoi primi passi verso l’ottimizzazione dei trasporti di linea, lui andava oltre e auspicava l’impiego abituale e privato di un mezzo facile da usare, relativamente costoso e assolutamente necessario per ridurre distanze e tempo di percorrenza”.

nb. se vorrete visitare il museo ite in
Via Bonzi 5, San Michele — 26010, frazione di Ripalta Cremasca (CR)

occorre prenotare al N° 02.469 3487

Corsa in corsia.

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Ultima semaine di september semm all’autunno Borgarese.
Traffico intenso ma scorrevole.
Scorrevole quanto basta per potersi piazzare comodamente in corsia di sorpasso e dedicarsi ai propri pensieri. Come sempre. Come al solito al limite consentito piu’ qualche km di gap.
Come al solito tutto quasi ok. Ok per la giornata passata, ok per l’oro che cresce di valore nonostante la deflazione causa Cinesini che comprano e Renzi che vorrebbe spendere in ponti con la trinaclia, ok per i rapporti interpersonali, ok per la borsa e lo spread a in salita, ok per il governo Pidirenziano minato dal fivestars, ok per la macchina che ho sotto il culo con la batteria nuova, l’altra l’ho fusa grazie ai satellitari che fanno risparmiare l’assicurazione ma ti azzerano l’amperamento voltaggioso.
Quasi ok, il senso di completezza del godimento australe tipo l’Eau de Parfum della Maria Belen.
Urka..vengo distolto dai pensieri dallo zigzagare istericofrenetico di una Golf che vedo riflessa nello specchietto retrovisore. Spazza le tre corsie infilandosi impunemente tra le auto come fosse un videogioco. Abbaglianti allo xeno 3.000 lumen alla faccia dell’art.72 utilizzati come ad allertare i normali utenti del suo arrivo. “Pista!! Lasciate libera la strada!!! Arrivo io.. Io con la Golf made in Merkel.”
Inutile. Gli stupidi idioti esistono, ovunque. La Golf, ha il dono di amplificare il grado di stupidita’ ed idiozia di alcuni automobilari (chiamarli automobilisti sarebbe troppo, troppo…).
Pensare che ho una macchina che a tachimetro passa comodo il 220.
E il coglione non e’ neanche solo in macchina. Giustamente, i coglioni stanno bene insieme. Ridono sghignazzano, dietro ad occhiali a mascherina e sopracciglia perfettamente disegnate tipo barbiere di Borgaro dove va sciluicchio a farsi falciare il cranio.
-A bello… bello mio non passi qui.- (penso tra me e me mentre mi trasformo in ezechiele…) -Hai trovato la persona sbagliata oggi-e mo’ so’ membri acidosi.
Mi si piazza dietro a due metri dal mio amato posteriore, chiedendomi strada con sti 3.000 + 3.000 lumen. Ma che cazzo di strada posso darti, se davanti ho altre macchine pure io??? Siamo a 130 km/h, tutti bravi incolonnati ed ordinati. Ma chi cazzo sei che devi passare??? Chi cazzo siete?? Pseudo Tronisti terre da pipa di minchia.-
Prova, in un attimo, a passare sulla corsia alla mia destra, cercando di superarmi scorrettamente per poi richiudermi, ma la manovra non riesce, perche’ ovviamente accelero incollandomi a quello che sta’ davanti, faccio trenino e non lo faccio rientrare. Coglione, hai capito ora che nascosto nello splendore di una macchina serena, ci sono 250 cavalli che ti umiliano?? L’hai capito???Merdaccia teutonica d’importazione..hai trovato il tuo fast e incazzus alla Vin Diesel..
Si lo ha capito. Mi si ripiazza dietro. Incollato alla mia macchina.
Ed ha smesso di ridere. Hanno smesso di ridere.
Ho smesso di essere sereno. E’ cominciata la rabbia. La MIA rabbia.
Controllo la situazione in un istante. Guardo avanti, di lato, dietro, sopra, sotto, tra le palle..non sento odore di polizia nei dintorni. Preparati.
130 km/h, tiro con forza il freno a mano. Tutto calcolato. So’ cosa avverra’ ora.
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Sono presi alla sprovvista, come immaginavo. Grande inchiodata improvvisa sull’asfalto, io rido’ immediatamente il gas e schizzo in avanti. Li vedo sbandare sulla sinistra verso la protezione ed essere immediatamente rimbalzati sulla destra, attraversando le tre corsie senza fortunatamente cambiare i destini di nessun altro conducente. Non hanno piu’ sorrisi di scherno sul volto. Specialmente il passeggero, che vedo volare fuori dal finestrino esploso, nel momento in cui l’immacolata Golf si schianta conto il muro in cemento armato, adeguandosi magicamente alle sue semplici forme geometriche. Il passeggero senza piu’ occhiali a mascherina, lo vedo atterrare su dei pannelli fonoassorbenti a margine della strada (simpaticamente penso che nessuno lo sentira’ gridare pertanto… visto che sono fonoassorbenti..).
Il conducente pilota “fatemi passare che ho la Golf”, era ovviamente, anche lui, senza cintura. Me ne sono reso conto proprio poco prima di perderli dalla visuale dello specchietto retrovisore. Anche lui, ha preso il volo uscendo direttamente dal parabrezza. Ehm.. dall’ex parabrezza. Si muovono entrambi. Non sono morti. In ultima analisi, ho fatto poco danno, se considero che la mia macchina, in tutta questa giostra, non ha subito alcun danno e col fuorigiri ho ricaricato la batteria nuova.
Ed io ne sono uscito immacolato fuori ma con un peccato in piu’ sulla coscienza. Io, in effetti, non ho fatto nulla. Ho solo frenato all’improvviso, per evitare un ostacolo sull’asfalto e se il cazzone dietro non era pronto, doveva sol mantenere le distanze ed adeguare la velocita’ secondo la visuale (cosi’ dice il codice no?).
Venti minuti di macchina ancora, mi rilasso e musica alta. Pulizia mentale, come tergicristallo su parabrezza. Due spazzolate e via. Dovreste ringraziarmi, popolo di transumanti inscatolati.
Eccomi a casa..dolce casa..
Mi spoglio e respiro a pieni polmoni il profumo del risotto coi funghi e dei voulevant con fonduta.
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-Carlo’?? Hai un’espressione strana stasera. Tutto bene?? – Va tutto bene????-
Mi accomodo sulla sedia, mi stiro e incrocio le mani dietro la testa. So’ di avere espressione beata, tronfia e soddisfatta tipica degli ezechieli scassacazzi.
-Si.. si … Tutto bene.. vai col risotto…
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Ehm damm a traa

.. te voeri mett, el gust d’on risottin,
quell saorin che al palaa el te s’incolla,
menter l’e’ proppi triste el destin,
de quei che mangien, spaghett e pommarola..
sti sghingaroli che viaggiavan in cursia mal
adess viaggen in della cursia dell’uspedal.

A Giacinto..



E che dire di questa persona che ha battagliato contro tutto e tutti e nel mio caso ha regalato molto e mi ha regolarizzato la vita..mi ricordo la lotta per avere il divorzio, ottenuto con la storia del si che voleva dire no e viceserva..molte persone bacchettone hanno detto NO in quanto non avevano capito ‘na mazza sull’abrogazione e quindi convinti di dire NO al divorzio lo hanno fatto approvare..l’unica a capire sbagliato e che lo voleva (solo per fare piacere a me) e’ stata mamma che ha detto SI venendomi contro..ma fa nulla..io sono stato uno dei primi in Italia ad ottenere il divorzio e cmq grazie a Pannella..le sue lotte anche per l’aborto, i diritti degli omosessuali, l’obiezione di coscienza antimilitarista, la pena di morte, la fame nel mondo, le depenalizzazioni etc etc lo hanno contraddistinto con i suoi digiuni..era amico e nemico di tutti, era contro e con la chiesa e mentre lottava coi poteri cattolici che non ne volevano sapere sui suoi ideali ha mandato lettere al Papa in segno di amicizia e fedelta’..ha regalato molto all’Italia e sovente e’ stato classificato Don Chisciotte ed ha ricevuto sorrisi ironici e offese fuori luogo..ora sono tutti d’accordo che Giacinto Pannella detto Marco e’ stato un grande e Stefano lo ricorda cosi’..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Facciamoci sentire.

 

 

Il giorno e’ arrivato..Voto ”SI” convinto e non solo per dar fastidio a tutti i governi e non credo di certo a chi dice che se vince il SI sono in undicimila ad andare a casa (ma questi numeri da dove li prendono? Il figlio del vicino di ombrellone che spazia tutto l’adriatico sulle piattaforme parla di un centinaio o due e per l’indotto ce ne sara’ meno della meta’ di quelli dichiarati e poi cazzo non dovrebbero dire di stare a casa e non votare
ma dovrebbero quantomeno invitare a dire NO e poi la balla di chi perdera’ il posto di lavoro potevano evitarla davvero quasi come come quella del traforo che da svizzero e’ considerato italico.. forse per i depositi delle tangenti.. se vince il SI gli addetti continueranno a lavorare per una quindicina di anni e quindi ci sara’ tutto il tempo necessario per adibirli a mansioni meno distruttive e pericolose quali lo smantellamento e la riconversione degli impianti..e’ mai possibile riempire il popolo italico di frignacce mentre tutti quanti si impegnano a ridurre l’uso di sostanze inquinanti e poi non rompano con la storia delle valvole termoregolatrici e dei contabilizzatori per inquinare di meno..ma questa e’ altra storia vessatrice di noi poveri cristi.
Io sono di parte in quanto vedo che succede nei nostri mari..vedo pescatori di vongole con le mani in mano col divieto di pesca causa inquinamento, vedo capodogli nella spiaggia di Vasto che perdono rotta e si spiaggiano, vedo la patina gialla sul mare e gli scogli che si svuotano di cozze e ricci, vedo polipi che spariscono e palle di schiuma quando c’e’ vento.. e vedo soprattutto petrolieri che estraggono sotto la soglia minima dimodoche’ di royalty non ne scuciono mezza e quindi lasciano ben pochi soldi nel terzo mondo Italico e vedo agricoltori che non usano piu’ i pozzi per tirare l’acqua causa rifiuti delle trivellazioni.
Non date per scontato il mancato raggiungimento del quorum anche se a mezzogiorno siamo andati in 8 su 100.. datevi una svegliata figlioli..siete in trentamila malcontati tra un blog e l’altro e fate capire che ci siamo e la nostra testa non serve solo per dividere le orecchie..forza ragazzi dateci dentro e non fate come quelli che si lamentano e basta, esprimete la vostra opinione come del resto la fa il buon Nat…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Necesse est ENIm ut veniant scandala.

 

In oggetto una frase del Vangelo secondo Matteo il mio amico della germania che per i non latinisti significa che e’ necessario avvenga uno scandalo e prosegue dicendo veruntamen vai homini per quem scandalum venit che tradotto dalla Dott.Proff mia sorella sarebbe guai pero’ all’uomo per opera del quale avviene lo scandalo e mi riferisco all’operatore del callcenter ENI targato COCD1689 al quale se solo la meta’ di quello che gli auguro arriva a segno, rimarra’ sul cesso 15 giorni con desiderio immenso di liberarsi e con bloccaggio di via d’uscita e mancanza di carta igienica e mo’ vi dico.

La storia del canone in bolletta mi sta diventando davvero stretta, voi ancora non lo avete cuccato ma io l’ho gia’ pagata e mo’ vi educo non nel senso educativo ma nel senso conoscitivo.
Da buon pistola avendo come gestore ENI di gas e luce, a mio nome nella casa di residenza ed ENI solo luce nella seconda casa a nome di Lella che fa parte del nucleo familiaresco, mi informo presso il callcenter ENI per evitare il doppio pagamento del canone Rai alla faccia del Renzino che ha abbassato il quit per farlo pagare a tutti compreso chi ha il videocitofono.
Il callcenterista mi informa che potrebbe esserci una remota possibilita’ di duplice tassazione in bolletta ma nel caso dovesse succedere, con qualche ricorso in carta bollata e by associazione consumatori al quale devo obbligatoriamente inscrivermi, teoricamente il tutto dovrebbe essermi reso e scaricato nelle future bollette e tutto cio’ potrebbe capitare ad ogni anno di sostentamento canoneggiato RAI..
Ergo.. uovo di colombo soluzionistico, il callcenterologo consiglia di cambiare il nome e di accollarmi anche la seconda casa e probabilmente tutto si sistemerebbe a livello cod.fiscale evitando vessazioni varie doppie o triple. Ricorsi etc etc.
Cavoli merendiferi, smoccolo un poco per la rottura pendentologa e do l’ok al cambio nome sulla bolletta luce della seconda casa osannando il callcentrista per la soluzione adottata.
Voi penserete…tutto risolto… vero?
Nada, zero di negativo in quanto ancora non so se paghero’ il canone in duplice moneta ma so che alla prima bolletta della luce che solitamente era a zero in quanto zero punti consumati, mi arriva un conto da parte ENI di 78 e passa urini dovuti a variazione nome e diritti del menga come da DPL ics e ipsilon etc etc.
Alla faccia della riduzione Renziana di 10 eurini.
Ovviamente segue mia telefonata al callcenter e richiesta di parlare con operatore COCD1689 ma manco a dirlo, per privacy non si puo’ interloquire con detto operatore..
Non trascrivo il tenore della mia conversazione ma di certo non e’ quello di chi va al vespro delle 17 e meno male che oggi terza apparizione del capo ai discepoli il buio e’ vinto dalla luce (parole di Franceschino vice capo) e’ evidente che la luce detta legge e auguro all’ENI che nella lotta di Trivellopoli se lo prenda dove non batte il petrolio e appoggio il Beppe Barbanera che in questo momento offre grilli caramellati ai sostenitori.. sto petrolio fa danni e se non erro son 25 anni che la petroliera ha incocciato contro la moby prince con relative 140 persone finite in pasto ai pesci.. una prece da parte mia e anche da parte del Brunetto Vespa che con i soldi della luce ha pagato il figlio del carcerato per reclamizzare il relativo libercolo e quindi la chiudo qui postando le vignette dello Stefano sull’accaduto per chi non ha lumato il door to door nei giorni passati..

Buon Natale.

 

Cari postaioldipendenti, mi spiace deludervi ma vi faccio una confidenza..Babbo Natale non esiste e mo’ vi dico il perche’ sono arrivato a questa conclusione.. punto primo ho cercato invano nei motori di ricerca una renna che possa volare..nada.. ci sono circa 400.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e la maggioranza e’ rappresentata da insetti e germi ma questo non esclude una minima possibilita’ di esistenza di renne volanti che solo Papa’ noel ha in dotazione.

After..ci sono un paio di miliardi di bambini al mondo non ancora maggiorenni e se escludiamo tutte le religioni che danno il veto a sto Babbo, il carico di travaglio (non quello del fatto quotidiano) si riduce al 15% ovvero a 378 milioni e con una media di 3 e mezzo bimbo buono per famiglia abbiamo un totale di 98,1 milioni di locazioni presumendo almeno un bimbo buono per famiglia il buon Babbo che ha 31 ore lavorative, grazie al fuso orario e alla rotazione della terra, presupponendo che lo stesso viaggi da est verso ovest dovrebbe fare 822.6 visite al secondo quindi nemmeno 1 millesimo per..

trovare parcheggio (qui e’ agevolato in quanto ha i tetti a disposizione senza divieto di sosta).

Saltare giu’ dalla slitta.

Scendere dal camino (a casa mia il passaggio e’ chiuso in quanto vado a teleriscaldamento e poi del resto non ci sono bimbi buoni..ce ne sta’ uno solo e scassa i marroni).

Riempire la calza (ah no..questo e’ per la befana..altro discorso a parte e del resto qui le befane sono pure in esubero).

Porre i doni sotto l’albero di Natale (vabbuo’ diciamo sul tappeto).

Risalire dal camino.

Saltare sulla slitta.

Decollare schivando gli aerei in fase di discesa (sempre dalle mie parti near Caselle Airport).

Mettiamo che le abitazioni siano posizionate in modo logico, stiamo parlando di 1.250 km per ogni fermata per un tot di 120 milioni di chilometri.

Ne consegue che la slitta viaggerebbe a 1.040 Km/sec ovvero a 3.000 volte la velocita’ del suono.

(tanto per fare paragoni, una stazione spaziale viaggia a 43,84 Km/sec e una renna normale a circa 30 KM/ora.

Non ho finito..e che dire del carico della slitta? Se ogni pargoletto buono si cucca un regalo da 1 Kg. sta slitta ne ha per 378.000 tonnellate.

La renna dei motori di ricerca, puo’ normalmente trainare circa 150 Kg e mettiamo che una iper renna volante sia 10 volte superiore, e’ improbabile che al traino ci siano solo 8 o 9 renne..minimo minimo ce ne vanno 220.000 e questo porta il peso a 587.422,5 ton. Equivalenti a 4 volte il peso della barca che Schettino l’inchinatore inclinatore ha stravaccato.

Bah.. certo e’ che 587.422,5 ton che viaggiano a 1.040 Km al sec provocano una resistenza che riscaldera’ le renne nello stesso modo di un’astronave che rientra dal viaggio cosmico.

Le renne di testa assorbirebbero 14.5 quintilioni di Joule al secondo e se ne deduce una vaporizzazione istantanea, creando assordanti onde d’urto che non sarebbero di Buon Natale e porterebbero alla conclusione tecnica astronomica che Babbo Natale non esiste e anche il buon Nat che di secondo nome fa Tommaso ha beccato la riprova recandosi di persona alla dimora di Babbo Natale e ve lo dice lui coi suoi fumetti..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E vabbuo’

 

 

 

Gif di Natale: Gif Babbo Natale che balla macarena con renne

Absence, presence.


22 dicembre la ricorrenza dell’assenza.

Tre giorni al natale e il mio pensiero si proietta a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che qualche lustro e’ passato e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.

 

Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.

 

Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi  proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.

 

Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.

 

Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.

 

L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.

 

L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.

 

L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini.

 

L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.

 

Il rendiconto e’ il significato della vita.

 

Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ ne e’ passato di tempo ma tu sei sempre qui, guarda..proprio qui…e tu capisci perche’ odio le feste Natalizie

 

 

                                       Un abbraccio carlo

 

 

 

 

Farabutto.

Tutti segnano sul calendario della macelleria le varie cose da ricordare, scadenze, compleanni, annotazioni che interessano.. e a questo proposito vedo un asterisco che mi ricorda uno di Rosarno Calabro con cui ho avuto a che fare.. gia’ il nome della citta’ indica che gli abitanti non sono proprio quelli che vanno a messa delle cinque.. l’asterisco di pocanzi mi ricorda l’anniversario della decuiussazione di un soggetto che ha abbandonato questa valle di lacrime nel pieno della sua giovinezza interrompendo la sua attivita’ nel clan di famiglia..il bello e’ che proprio il pater della moglie ha posto fine alla sua carriera di Farabutto.. questo termine non mi capita tra le orecchie di sovente se non per il ricordo da quando e’ morto sto pirla che, se fosse ancora vivo, oggi sarebbe profondamente in crisi sentendosi dare del farabutto, come vorrebbe la nuova accezione che il piu’ grande linguista degli ultimi 150 anni ha dato al termine per la serie…sbagliando, ancora e per sempre.
Farabutto e’ un’offesa a cui sono molto affezionato. “farabutto” urlava il pirla davanti alla tv ogni volta che vedeva o veniva nominato il miglior dito medio degli ultimi 150 anni.
Per me farabutto era il suo sinonimo e sto pistola intui’ subito le potenzialita’ del miglior illusionista degli ultimi 150 anni e per questo non posso evitare questo insieme di rabbia e mentre vado a dare la definizione esatta per conto mio ovviamente senza avvalermi dei linguisti.
Allora…
Dicesi farabutto colui che piglia per il culo il prossimo, che luccica oro pataccato, che riempie di stronzate la mente delle persone, colui che ha inventato il trompe d’oeil sulla testa.
Farabutto e’ un individuo di poco conto, spregevole. fannullone, cialtrone, mascalzone, tutto cio’ che finisce con one ma letteralmente “ladro di frodo”, persona sleale e senza scrupoli e nel singolare canaglia, filibustiere, figlio di vulvivendola e nipote di bagascia cugino d’androcchia. Farabutto e’ colui che rimane vittima delle sue stesse vittime, (spero presto anche del suocero che l’ha fatto fuori, ovviamente senza augurare male a nessuno).
Farabutto non e’ mai chi dice la verita’, al massimo lo e’ chi la dice quando e’ troppo tardi.
Quando non si puo’ fare piu’ niente che anche se si fanno cose, sono cose da farabutti, da gente che trova il coraggio di farle fuori tempo massimo. E secondo Voi a chi sto dando del Farabutto?
Aspetta che giro lo specchio..dubbio amletico, verso di me o verso di…
vabbuo’ pace all’ananimaccia tua Giuseppe Gregorio e abbrustolisciti per bene.

dito

2035 Il ns futuro.

Il Post e’ dedicato al mio amico Do’Nato che driverizza al Ministero e per motivi linguaggistici ne approfitto utilizzando un suo concittadino dell’Urbe.. l’Agro Romano di cui condivido il punto di vista sul futuro Italico tra quattro lustri max.
Un barcone pieno zepp de ggente e’ sbarcato ieri sulle coste libbiche.
So tutti Italiani: Longobardi, Veneti, Siciliani, Calabbresi, inzomma de tutte le Reggioni.
Scappano.
E nun se sa si so’ pensionati, cervelli in fuga, clandestini o
esodati (da cui “esodo”).
Quarcuno se vo’ fa’ passà pe’ tedesco e nun se vo’ fa’ pija’
l’impronte diggitali (l’Italiani sono molto orgojosi).
Però li sgamano subbito dar colore della pelle, da come movono le mano e dar fatto che parleno tutti insieme, che ‘n ce se ca-
pisce un cazzo.
Però i Libbici nun se preoccupano piu’ de tanto.
Sanno che la Libbia pe l’Italiani e’ solo de passaggio.
Je danno provviste pe’ du’ o tre settimane e quelli a tappe turistiche, fermannose ‘gni tanto pe’ guarda’ er panorama, raggiungono er Niger, la Nigeria, lo Zambia… indove troveno
lavoro e accoglienza.
Pero’ in quarcuno de quei Paesi nu’ li vonno perche’ dicono che er probblema nun e’ solo loro, “ma de tutta l’Africa ”.
Sinno’ – dicono – che cazzo d’Unione Africana e’?”.
Er dibbattito se fa’ sempre piu’ acceso, perche’ quelli, l’Italiani, scappeno sempre de piu’, e nun se sa ‘ndo’ metteli.
A certi nun je vie’ nemmeno in mente che, clandestini o no, l’Italiani so’sempre esseri umani e che questo e’ un esodo epocale.
E’ ineluttabbile che ner 2035 l’Africa sara’ quasi tutta bianca e nel Burundi la lingua ufficiale sara’ er romanesco.
Quindi la speranza e’ che, alle prossime elezioni, l’Africani nun se faccino frega’ da li partiti populisti che vorebbero bombarda’ le coste Italiane ‘ndo cojo cojo pe’ nun fa’ parti’ piu’ nessuno.
Nun e’ coi droni che se risorvono sti probblemi, ma andando a parla’ coi capi delle tribbu’ italiane, cercanno de convinceli a mette li campi profughi ner loro paese (pare che le tribbu’ der Nord sieno le piu’ facili da convince).
Ortretutto questo impedira’ d’ora in avanti che quarche mafia equatoriale, in quarche capitale africana, speculi sull’emigranti, sui campi d’accoglienza e se freghi i sordi destinati a loro, lasciando l’Italiani ner degrado, nella miseria piu’ ignobbile e alla merce’ de quarche caporale che, pe’ fame, magari li costringe a fa’ la raccolta de datteri e de noci de cocco 20 ore ar giorno pe’du’ sordi.
Tutte cose che sarebbero ‘na vera vergogna per tutti li Popoli Africani.