Virus per chi ha l’Iphone.

Questo e’ il simbolo indiano “telegu” che blocchera’ o ha gia’ bloccato il vostro Iphone.
Se siete gia’ stati contagiati, risolvete aggiornando il sistema operativo iOs alla versione 11.2.6.

Questa versione e’ stata rilasciata ieri 21 febb 2018 e include diverse correzioni di errori tra cui la chiusura inattesa delle app con alcune sequenze di carattere e un problema per cui alcune app di terze parti non erano in grado di connettersi agli accessori esterni.
Per eseguire l’aggiornamento selezionate “Impostazioni”, poi andate su “Generali” e cliccate su “Aggiornamento software” e tutto si sistemera’.

Predicozzo Quaresimale preelettorale.

Lo so.. mi faranno vescovo e avro’ la mia statua ad Arona, vicino al SanCarlone ci sara’ il Sancarlino con la c rigorosamente minuscola.

Oggi capodanno Cinese Canifero vi parlero’ del Capo quando ebbe andato nel deserto per una quarantina di giorni ma non per dimagrire come fanno oggigiorno quelli che vista la notorieta’ calare e la pancia aumentare se ne vanno sull’isola e sono pure pagati.

Dicevo che da mercoledi’, ci siamo tutti inceneriti tranne gli ambrosiani milanesi che non essendo dei pistola hanno continuato a carnevalizzare sino alla notte scorsa per poter concludere perbene la settimana..

ho perso il filo..

ah eccolo.. dicevo che da mercoledi’ sono iniziati i 40 giorni che porteranno alla Pasqua per noi cristiani e quindi dobbiamo convertirci e condurre una vita piu’ sobria per rientrare in noi stessi, dobbiamo ascoltare la parola del Capo e non quella del Berluska che promette un migliaio di euro a tutti o il verdiano legaiolo che se passera’ al 4 marzo, fermera’ gli sbarchi e cerchera’ di non far pesare ad ogni nascita il debito pubblico che ad oggi e’ abbastanza consistente e pare sia di 40.000 eurini

mentre svedesi-norvegesi che nascono son piu’ fortunati in quanto se ne trovano 160.000 e pure attivi.. inoltre tutti e ripeto tutti pagano meno tasse, hanno la sanita’ che non li fa attendere centine di giorni per fare una visita e soprattutto gratuita, hanno pure scuole e asili gratisse e per gli over la dentatura sara’ come quella dei pescecani e crescera’ senza temi di scucimento pecunia..

La Norvegia non ha il nostro debito pubblico, perche’:
1 – Non ha aderito all’euro. La moneta Norvegese e’ la Corona (coniata in una banca centrale statale)
2 – Non ha privatizzato le principali banche del paese (DnB NOR) e le aziende energetiche: petrolio (Statoil), energia idroelettrica (Statkraft), alluminio (Norsk Hydro) e le telecomunicazioni (Telenor)
3 – Circa il 30% di tutte le aziende quotate alla borsa di Oslo e’ statale
4 – I titoli di stato rendono il 6,75% netto ai risparmiatori
5 – Pur essendo il principale produttore di petrolio europeo, NON fa parte dell’OPEC (per la cronaca, l’Italia e’ il secondo produttore europeo e in Basilicata e’ stato individuato il piu’ grande giacimento d’Europa su terraferma).

Sto di nuovo stemando e proseguo sul 4 marzo p.v. dove pure Pinocchio torna alla ribalta ripromettendo tante cose e dimenticandosi che le precedenti promesse di sparire dalla circolazione non la ha mantenute.

Basta con discorsi elettorali e ritorno alla dissertazione evangelizzatrice di Santogotuentinain che cerca di non esser tentato dal diavolo mentre tenta di non bere grappa con genziana serale e si ispira alle parole del poeta Clemente Rebora secondo il Fatto quotidiano..

E un giorno..il discorso iniziato venne meno

In una turbazion vicino al pianto..la parola zitti’ chiacchere mie..

Mi fece attento a Pietro e alla sua chiesa..

Dei martiri la fede venne accesa..

Quindi concludo non in terza persona, facendo quel che dice il ViceCapo Francesco fermandomi guardandomi attorno e ritorno a contemplare e per concludere questa domenicale vi racconto un aneddoto preelettorale…..

Il Capo e’ incazzato con il mondo e convoca a se il Boss dell’ISIS, Donald Trump e Berlusconi.

Ragazzi……se non la smettete di fare casino sulla terra, vi faro’ spalare merda per il resto dei vostri giorni!!!!

Scioccati i 3 capi ritornano a terra e vanno dai loro popoli.

Inizia il boss dell’ISIS….

popolo…ho due brutte notizie per voi……la prima, Dio esiste, la seconda, se non la smettiamo di fare casino in terra, dovremo spalare merda tutta la vita.

E’ la volta di parrucchino Trump.

Popolo americano, ho due notizie, una bella e una brutta.

La bella, Dio esiste, la brutta, se non la smettiamo di fare casino, dovremo spalare merda per il resto dei nostri giorni.

Tocca a Berlusconi mi consenta….

Italiani, ho due belle notizie per voi.

Mio padre vi saluta………e ho finalmente lavoro per tutti!!!!!!

e adesso vi lascio alla solita striscia del buon Ste che chiudera’ in bellezza con le sue osservazioni sul fivestar

..pace e pene a tutti e buona domenica.

Stivali Stivaletti – Occasionissima.

Se siete nei dintorni Borgaro andate a provarli, una carissima amica deve fare spazio e come prezzo siamo al limite del regalo, anzi alcuni ve li regalera’ (a chi ne ha veramente bisogno, no ai venditori di mercatini).
Credetemi, sono usati pochissimo e alcuni indossati solo per la sfilata.
Appartengono a collezioni Maxmara, Geox, Alberto Gozzi e rigorosamente fatti in italia con rifiniture perfette.
I prezzi di cartellino lo vedete da Voi conoscendo le marche e sono decisamente alti ma quelli di vendita sono tendenti allo zero euro.
Vuole evitare spedizioni e quindi dovrete ritirarli di persona inviate mail a      roby_single@yahoo.it

 

Clocharm tacco 5 cuoio morbido fatto a mano. mis 38.

 

Maxmara – marroni camoscio, tacco liscio mod.619. mis 38

 

OroNero tacco 6 cuoio lavorato con fiori laterali Navy .mis 38
Alberto Gozzi EGO tacco 4 cuoio morbido. mis 38
Nera collezione cuoio fibbie e cerniere laterali. mis 37

 

KING testa di moro tacco 3 cuoio trapuntato cerniere laterali.  38
Maxmara mod. Carmel art.1266MX- mis. 39 ( 38 comodo)
Ha anche altre scarpe che regalera’ e ripeto che deve assolutamente fare spazio,andare a provarli e portateveli via anche tutti, grazie.

Bruxelles per TripAdvisor.

In posta mi son trovato la richiesta di TripAdvisor di una recensione e relativo punteggio sulla citta’ di Bruxelles. Azz. Bella domanda vero? Voi ci siete stati? Da parte mia reputo che tra tutte le capitali Europee quella di Bruxelles penso sia negli ultimi posti come desiderio di visita e pensare che questa e’ considerata la Venezia del nord coi suoi bei canali..


pero’ ad onor del falso io come commento di cosa potrebbe colpire di piu’ il visitatore comincerei col classico monumento dell’atomo di ferro ovviamente mi riferisco dell’Atomium e non il parlamento europeo.

 


Questa costruzione ha subìto la stessa sorte della Torre Eiffel ovvero e’ stato allestito solo per l’Expo del 1958 con la previsione di sei mesi ma e’ rimasto li con le sue 9 sfere da 18 metri di diametro collegate da scale mobili e se avete soldini da spendere salite sull’ultima a 102 mt e fatevi un piatto di cavoletti di Bruxelles o uno sformato di cioccolato alla togotuentinain. 

Queste sfere son tutte visitabili con le classiche esposizioni o mostre, tranne le tre superiori che non avendo sostegni verticali, sono state chiuse per sicurezza e cmq nelle altre si puo’ vedere la citta’ dall’alto, tramite oblo’ e finestrature arrotondate.

Il bello e’ che mentre stavo inserendo il commento. ho trovato altre recensioni che parlavano della Grand Place

 

 

Patrimonio dell’Unesco e considerata una delle piu’ belle piazze del mondo.. bellissima da vedere al mattino quando ci sta il mercato dei fiori e pure alla sera con l’atmosfera delle luci gialle..

Quindi che faccio ripeto i commenti? Naaa mi e’ venuta l’idea..e scrivo qualcosa sui monumenti pisciatori che distinguono Bruxelles e parto dal primo, il piu’ fotografato

 

 

Questo monumento fontana e’ il Mannequin Pis o in francese “l’enfant qui piss” di nome Julien e si narra sia stato il salvatore della citta’ in quanto ha spento la miccia di una bomba con la sua pisciatina, salvando cosi’ persone e cose.

Il bello e’ che questo Julien alto mezzo metro, da seicento anni e piu’ piscia 24 ore al giorno ed ha una caterva di vestiti e secondo le occasioni, indossa abiti da pompiere, dracula, avvocato, karateka, prete etc etc 

 

 

È tradizione offrire al Manneken Pis degli abiti in occasioni speciali, in particolare per onorare una professione.

Nel suo guardaroba attuale ci sono piu’ di ottocento costumi, che sono per conservati nel museo della citta’ ubicato nella Casa del Re sulla Grand Place.

Il suo primo abito gli fu donato nel 1698 da Massimiliano-Emanuele di Baviera, governatore generale dei Paesi Bassi spagnoli. 

Nel 1747 il re di Francia Luigi XV gli fece dono di un abito per calmare gli abitanti di Bruxelles, incazzati perche’ i soldati francesi avevano rubato la statua. 

Manneken Pis viene vestito con uno dei suoi costumi 36 volte all’anno, in date prefissate.. per esempio, ogni 21 aprile indossa il costume di Spirou, ogni 27 aprile i panni di Nelson Mandela ed ai primi di luglio la maglia gialla del Tour de France, ogni 9 gennaio la maglia della S.S.Lazio in Onore del suo fondatore Luigi Bigiarelli che riposa nel cimitero della cittadina belga di Ixelles, uno dei 19 comuni che formano la citta’ di Bruxelles.

Dal 2017, ogni 4 Maggio veste la maglia del Torino, in commemorazione dei caduti di Superga, sempre meglio che il monumento di Borgaro e questo grazie all’iniziativa del Toro Club Europa Granata

 

 

Il 19 dicembre 2015, il Manneken Pis ha vestito gli abiti della Sagra del Tatarata’ (Casteltermini provincia di Agrigento).

 

Ma Bruxelles in fatto di monumenti pisciatori, una trentina di anni fa ne ha fatto un altro per uglianza dei sessi.

 

 
 

Eccolo e questo e’ Jenneke pis (jeanne qui pisse) alta una trentina di cm, situata nel centro storico ed e’ la versione femminile del simbolo di Bruxelles, non ha gli stessi anni del maschietto datosi che la data inaugurazione e’ il 1987 (anche se porta scritte dell’85 e pare voglia simboleggiare la fedelta’ (chi non piscia in compagnia o e’ un ladro o una spia), di certo lo scultore ha reso l’idea di una ragazzina simpatica con codini e guanciotte che fissa assorta il cielo con un sorriso beffardo e goduto e sollevato dal gesto evacuatorio. Quindi osservate e buttate la monetina nella vasca sottostante per realizzare un vostro desiderio.

Attenzione,,, non e’ finita qui, perche’ esiste anche il classico amico dell’uomo che ci da’dentro di Pis , chiamato Zinneke pis (randagio pisciatore) ed e’un’opera posta all’angolo tra la Rue de la Vieux marche’ aux Grains et la rue del Chartreux e da 19 anni lui alza la zampa.

 

 
 

peccato che anche qui ci sono i classici vandali e le zampe gliele hanno spezzate facendo leva sulla coda e zampa posteriore alzata.

 

 

Per continuare la recensione aggiungo anche una ulteriore scultura o fusione che e’ situata in piazza Sainctelette e l’hanno chiamata Vaartkapoen “la canaglia del tombino” ovvero un anarchico che spunta dal tombino e aggancia il piede del poliziotto con mantella e occhio… per la foto classica di coppia la donna si mettera’ davanti e il compagno dietro prendera’ il gendarme per il piede, fate solo attenzione a non dare il vostro cellulare al ragazzino di turno che probabilmente scappera’ anziche’ scattare la foto.

 

 

Ed infine non c’e’ da stupirsi se, all’angolo di due vie la rue Moineaux troviamo una vecchia signora (maschio travestito),

 

 

con la sua borsa della spesa, da cui escono gli immancabili gambi di porro, si e’ fermata a contare tranquillamente i soldi del borsellino, senza preoccuparsi di essere un facile bersaglio per qualunque borseggiatore.

Nella targhetta si specifica che si tratta di Madame Chapeau, il personaggio di una fortunata commedia della fine degli anni Trenta, rimasta a lungo nella memoria popolare di Bruxelles.

Un consiglio cari Trippisti, se volete visitare Bruxelles di certo non vedrete opere che sfideranno i secoli  offrendo messaggi dirompenti, ne’ saranno citate nelle guide del Touring,  ma il loro compito sembra lo stiano assolvendo bene. Con semplicita’ e umilta’.

Una ultima raccomandazione … se avete sete non chiedete dell’acqua, costa piu’ cara delle birre locali tipo Kriek, gueze. Lambii, oppure prendete una cioccolata dalle numerosissime boutique (dire negozio e’ leggermente riduttivo).

Questa e’ stata la mia recensione su TripAdvisor, stretta la foglia larga e’ la via e qui da noi non non si fa pulizia e a proposito dello scopare come dice Stefano non fatevi sopraffarre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Morlacchi’s Story.

Alla memoria di Morlacchi Ettore (o Ettorino), marinaio motorista 19nne della R. Marina Imbarcato sul cacciatorpediniere Fulmine) disperso nel Mediterraneo Centrale il 9/11/1941 per affondamento della nave Cacciatorpediniere Fulmine..

Faccio seguito alla Bonzi’s Story in cui ho raccontato il personaggio Leonardo, mettendo in luce lo zio Ettorino facente parte dei quattro fratelli Morlacchi componenti la mia famiglia materna.

Questa e’ una ricerca fatta per la proff, Graziella Bonzi, mia sorella (e per me) e mi riferisco a quando da ragazzo vedevo mia mamma alla ricerca disperata del 19nne fratello considerato “disperso in guerra”.

I miei ricordi risalgono a quando avevo sei o sette anni e quindi mio zio Ettorino (in famiglia viaggiamo tutti col diminutivo) essendo giovin disegnatore alla Franco Tosi ha dovuto fare il suo dovere andando nella Regia Marina sul cacciatorpediniere Fulmine ed era scomparso o disperso da piu’ di 8 anni, ma mia mamma non avendo notizie certe della sua morte continuava a sperare in una sua ricomparsa.

Ora siamo nel 2018, mia madre non c’e’ piu’ e quindi vado a ritroso sul percorso che mio zio Ettorino ha fatto con il cacciatorpediniere Fulmine su cui era stato imbarcato con le mansioni di motorista, per il solo fatto che in Franco Tosi disegnava parti di grandi motori marini

Missione del convoglio “Duisburg”

Il 7 novembre 1941 mia mamma ando’ a Napoli per accompagnare suo fratello minore che era stato imbarcato sul cacciatorpediniere Fulmine, e quella fu l’ultima volta che lo vide.

Al comando del capitano di corvetta Mario Milano, il cacciatorpediiere lascio’ Napoli facendo parte della scorta del convoglio «Beta», poi divenuto meglio noto come “Duisburg”.

Lo componevano i piroscafi tedeschi Duisburg e San Marco, l’italiano Sagitta, la motonave Maria e la grande e moderna nave cisterna Minatitland.

A scortare i mercantili, insieme al Fulmine, vi erano i cacciatorpediniere Euro, Maestrale (caposcorta), Bersagliere, Granatiere, Fuciliere ed Alpino.

La formazione iniziò ad uscire alle 2.20 di notte si riunì fuori dal porto di Napoli, poi si mise in movimento alle 6.30.

Il Fulmine aveva a bordo, complessivamente, circa 270 uomini: oltre all’equipaggio, infatti, erano presenti 41 militari della Regia Marina di passaggio, diretti in Libia.

 

Tra di essi vi erano quattro ufficiali; uno di loro, Eduard Schloemann, era un ufficiale della Kriegsmarine, un pittore di Kiel che dipingeva scene di vita marinara e di guerra sul mare, il quale realizzava rapidi schizzi di quanto vedeva.

La conversazione in quadrato ufficiali, mentre la nave passava al largo di Messina, verteva sul pericolo rappresentato dagli incrociatori britannici, che avrebbero potuto attaccare il convoglio, ma il fatto che la III Divisione, con gli incrociatori pesanti Trento e Trieste, avrebbe fornito scorta indiretta, sembrava tranquillizzare il direttore di macchina, il capitano del Genio Navale Maurizio Badoglio, sposato da appena una settimana.

Alle 4.30 dell’8 novembre, a sud dello stretto di Messina, si unirono al convoglio anche il piroscafo Rina Corrado e la pirocisterna Conte di Misurata, partiti da Messina (dov’erano arrivati da Palermo) con la scorta dei cacciatorpediniere Libeccio, Grecale ed Alfredo Oriani. Questi ultimi si unirono a Fulmine, Euro e Maestrale, mentre gli altri quattro cacciatorpediniere, dopo essersi riforniti a Messina, si unirono alla III Divisione (Trento e Trieste), uscita in mare per fornire scorta indiretta al convoglio.

Alle 16.30 la formazione era completa.

In tutto i sette navigli trasportavano 34.473 tonnellate di materiali, 389 autoveicoli e 243 uomini.

Le due navi cisterna trasportavano 6.692 tonnellate di combustibili liquidi per le esigenze Italiane, 5.160 tonnellate di nafta per la Regia Marina, 2.254 tonnellate di benzina per la Luftwaffe. 

Per la scorta aerea (nelle sole ore diurne) furono mobilitati 64 aerei, mantenendo sempre otto velivoli costantemente in volo sul cielo del convoglio.

Un dispiegamento di forze che agli uomini del Fulmine diede maggiore sicurezza: ma che alla fine avrebbe solo reso la futura sconfitta ancora più bruciante.

Il convoglio, superato lo stretto di Messina, imboccò la rotta che passava a levante di Malta, passando al largo della costa occidentale greca (in modo da tenersi fuori dal raggio d’azione degli aerosiluranti di Malta, stimato in 190 miglia).

Nonostante questo (e nonostante, durante la navigazione verso est, le unità avessero eseguito diverse accostate verso ovest per confondere le idee ad eventuali ricognitori circa la loro rotta)

nel pomeriggio dell’8 novembre, alle 16.45, il convoglio (ma non la III Divisione) fu egualmente individuato, in posizione 37°38’ N e 17°16’ E, da un ricognitore Martin Maryland della Royal Air Force (69th Reconnaissance Squadron), decollato da Malta e pilotato dal tenente colonnello J. N. Dowland.

Le navi della scorta, da 5000 metri, avvistarono il ricognitore, ed inviarono segnali luminosi alla scorta aerea (con cui non era possibile comunicare via radio) per richiedere che attaccasse il velivolo nemico, ma gli aerei della scorta non fecero nulla.

Alle 17.30 partì quindi da Malta la Forza K britannica, composta dagli incrociatori leggeri Aurora e Penelope e dai cacciatorpediniere Lance e Lively e destinata specificamente all’intercettazione dei convogli italiani diretti in Libia.

Anche un bombardiere Wellington dotato di radar ed otto aerosiluranti Fairey Swordfish decollarono da Malta per rintracciare il convoglio (il primo per seguirlo e mantenere il contatto con esso, i secondi per attaccarlo), ma non riuscirono a trovarlo.

Le navi italiane, ignare di tutto questo, procedevano regolarmente per la loro rotta, con buon tempo (mare calmo, solo nubi leggere nel cielo ed un debole vento forza 3).

La scorta aerea venne ritirata al tramonto.

Alle 19.30, dopo aver sino ad allora navigato con rotta 090°, il convoglio «Beta» accostò per 122°, ed alle 19.55 accostò per 161°, sempre per tenersi al di fuori del raggio d’azione degli aerosiluranti.

Alle 00.39 del 9 novembre il convoglio venne avvistato otticamente (il radar non ebbe alcun ruolo di rilievo, se non nel puntamento dei cannoni durante il combattimento: le navi italiane vennero avvistate perché illuminate dalla luce lunare) dalla Forza K in posizione 36°55’ N e 17°58’ E (135 miglia a sud di Siracusa, 100 miglia ad est-sud-est di Capo Spartivento e 180 miglia ad est di Malta), da una distanza di 5 miglia e su rilevamento 30°. 

 

I mercantili procedevano a 9 nodi (con rotta 170°) su due colonne (a destra, nell’ordine, Duisburg, San Marco e Conte di Misurata, a sinistra, nell’ordine, Minatitland, Maria e Sagitta, mentre il Rina Corrado procedeva più a poppavia degli altri sei mercantili, in posizione centrale rispetto alle due colonne), con la scorta diretta tutt’attorno (Maestrale in testa, Grecale in coda, Libeccio seguito dall’Oriani sul lato sinistro ed Euro seguito dal Fulmine sul lato destro) e quella indiretta (la III Divisione) 4 km a poppavia.

Qualcuna delle unità della scorta diretta (proprio il Fulmine per una versione), grazie alla luna piena, avvistò anche la Forza K, 3-5 km a poppavia, ma ritenne trattarsi della III Divisione.

Dopo aver ridotto la velocità da 28 a 20 nodi ed aver aggirato il convoglio con una manovra che richiese 17 minuti, portandosi a poppa dritta rispetto ad esso (in modo che i bersagli si stagliassero contro la luce lunare), la Forza K, giunta circa 5 km a sudest del convoglio, aprì il fuoco sulle ignare navi italiane da una distanza di 5200 metri, orientando il tiro con l’ausilio dei radar tipo 284.

Erano le 00.57.

Il Fulmine si trovava sul lato destro del convoglio, a poppa dritta (a poppavia dell’Euro e vicino a San Marco e Conte di Misurata), trovandosi ad essere l’unità della scorta più vicina alla direzione di provenienza della Forza K e quindi più esposta all’attacco, e fu tra le prime navi ad essere bersagliate dal tiro nemico: vanamente il cacciatorpediniere tentò di contrattaccare, ma fu centrato prima dai proiettili da 120 mm del Lance, che aveva inizialmente devastato con il suo tiro il Maria ed il Sagitta, poi l’Aurora, dopo aver incendiato il Rina Corrado, rovesciò sul Fulmine il tiro delle sue mitragliere pesanti “pom-pom” da 40 mm, falcidiandone l’equipaggio, e per ultimo, all’1.05, il Penelope immobilizzò e mise fuori uso il cacciatorpediniere italiano Fulmine con il tiro dei suoi pezzi da 152 mm.

Il Fulmine fu crivellato dalle schegge e colpito in pieno da sei proiettili (tre salve): il primo pose fuori uso le macchine (che dapprima rallentarono e poi si fermarono del tutto) e fece saltare la corrente, ponendo fuori uso anche i collegamenti telefonici, poi le armi di bordo vennero rese inservibili; la plancia fu colpita e devastata ed il comandante Milano venne gravemente ferito sin dai primi colpi, perdendo un braccio, ma mantenne il comando della sua nave e continuò ad incitare l’equipaggio a combattere.

Ad aggravare la situazione si misero anche i mercantili del convoglio, che, avendo aperto il fuoco con le loro mitragliere contro quello che ritenevano essere un attacco di (inesistenti) aerosiluranti, ma tirando troppo basso, finirono per colpire il Fulmine a loro volta.

In sala macchine, il vapore scappava dalle tubature colpite; il personale di macchina, compreso il capitano Badoglio, corse in coperta, dove venne accolto dal tiro delle mitragliere.

Sul Fulmine, soltanto il complesso binato prodiero da 120 mm rispose al fuoco, sparando otto salve a punteria diretta sotto la direzione del tenente di vascello Giovanni Garau, il direttore di tiro del Fulmine.

Questi, anzi, quando alcuni dei suoi uomini caddero feriti, prese personalmente parte al caricamento dei cannoni, per poter mantenere costante il ritmo di tiro, mentre incoraggiava i cannonieri ancora vivi.

Il cacciatorpediniere, ormai immobilizzato e ridotto ad un relitto galleggiante, sbandò a sinistra a causa dello scoppio di una caldaia, si capovolse ed affondò all’1.06 del 9 novembre, a soli nove minuti dall’inizio dello scontro (per altra fonte dopo dodici minuti, oppure all’1.15), nel punto 37°00’ N e 18°10’ E, portando con sé gran parte dell’equipaggio (141 uomini), rimasto ucciso o ferito nel combattimento.

Il tenente di vascello Garau cessò il tiro con il complesso prodiero solo quando l’acqua iniziò ad allagare la coperta, dopo di che ordinò a quanti, tra i suoi uomini, erano ancora in vita, di salvarsi.

Dopo aver lanciato il tradizionale grido “Viva il Re!”, Garau decise di seguire la sorte della nave: alla sua memoria fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Alfredo Piacentini, un sottocapo cannoniere che aveva continuato a fare fuoco con il complesso prodiero da 120 verso la direzione di provenienza delle cannonate britanniche, fu tra gli ultimi ad abbandonare la nave, e scomparve successivamente in mare (fu decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, alla memoria).

Il comandante Milano rimase al suo posto sino alla fine, raccogliendo le ultime forze per mettere in salvo il suo equipaggio, poi abbandonò la nave per ultimo mentre questa scompariva sotto la superficie.

Questo e’ il punto dove e’ affondato il Cacciatorpediniere Fulmine..

 

Seguì la distruzione del convoglio – tutti i mercantili affondati, il Grecale danneggiato gravemente, il fiacco ed inutile intervento della III Divisione – e poi la lunga nottata in mare, nel freddo di novembre.

A rompere qua e là l’oscurità della notte, solo gli incendi delle navi, come quello della Minatitlan, che continuò a bruciare per tutta la notte con le migliaia di tonnellate di carburante che trasportava.

Non furono pochi quanti scomparvero prima dell’alba.

Il comandante Milano, gravemente ferito, morì in acqua per dissanguamento (venne decorato alla memoria con la Medaglia d’Oro al Valor Militare; il paese di Forlì del Sannio gli ha intitolato una via).

Il guardiamarina Adriano Atti, che aveva organizzato l’abbandono della nave sui pochi mezzi disponibili, venne issato a bordo di una zattera ma continuò a premurarsi più per i suoi uomini che per se stesso, finché, sfinito ed assiderato, scomparve in mare.

Alla sua memoria fu conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

La stessa decorazione, a vivente, fu conferita anche al capo di terza classe Aquilino Rossi, che, dopo aver adempiuto ai propri compiti al posto di combattimento, una volta in mare soccorse alcuni compagni che stavano per annegare.

Una delle imbarcazioni di salvataggio, sovraccarica di naufraghi, si capovolse più volte; molti annegarono nel mare coperto di nafta, o morirono d’ipotermia.

Due amici e compaesani di Grazzanise, il silurista Salvatore Caianello ed il sergente Giovanni Battista Vitolo, seppero di essere entrambi in mare quando riconobbero reciprocamente il fischio che usavano solitamente come saluto. Vitolo prese sulle spalle Caianello, che non sapeva nuotare, e riuscì a raggiungere una zattera, sulla quale aiutò a salire l’amico. Poi anche Vitolo cercò di arrampicarsi sulla zattera, ma qualcuno gli diede un calcio in faccia, facendolo allontanare di qualche metro; poi la zattera, sovraccarica di naufraghi, si capovolse, gettando in mare i suoi occupanti.

Salvatore Caianello non fu mai più rivisto (alla sua memoria fu conferita la Croce di Guerra al Valor Militare), Giovanni Vitolo, rincuorato dalla visione della Madonna che lo salvava dal mare mentre già disperava di potersi salvare, sopravvisse per essere raccolto dal Libeccio.

Infine, verso le sei del mattino del 9 novembre, i naufraghi vennero raggiunti dal Libeccio, uscito dal combattimento con pochi e modesti danni, che recuperò quanti ancora erano vivi.

Tra di essi vi era anche il capitano Badoglio, che, quasi sul punto di morire assiderato, riprese conoscenza dopo essere stato massaggiato; Eduard Schloemann, invece, morì subito dopo il salvataggio.

Molti dei feriti vennero portati sottocoperta per le prime cure, ma alcuni spirarono a bordo della nave.

Ma alle 6.40, proprio dopo aver finito l’operazione di soccorso (erano stati tratti in salvo 150-200 uomini, in gran parte del Fulmine), il Libeccio, mentre si apprestava a rimettere in moto, venne silurato dal sommergibile britannico Upholder.

L’esplosione del siluro asportò la poppa del cacciatorpediniere, che affondò portando con sé molti naufraghi e quanti si stavano prendendo cura di loro.

Molti altri uomini si gettarono in mare, ed alcuni di loro rimasero uccisi dagli scoppi delle bombe di profondità gettate dagli altri cacciatorpediniere per colpire l’Upholder.

Tra le vittime del siluramento del Libeccio vi fu anche il capitano Badoglio, che forse si era illuso di essere in salvo, quando era stato recuperato dal cacciatorpediniere.

L’equipaggio del Libeccio ed i rimanenti superstiti del Fulmine ebbero il tempo di abbandonare la nave prima che questa, dopo un vano tentativo di rimorchio, affondasse infine alle 11.18.

I naufraghi, recuperati da Euro e Maestrale, furono sbarcati a Messina.

Tra questi vi era il sergente Giovanni Vitolo, che per il resto della sua vita, ogni 9 novembre, avrebbe fatto tenere una messa in onore della Madonna di Montevergine.

Anche il capo di terza classe Aquilino Rossi, dopo essere stato recuperato dal Libeccio, sopravvisse anche all’affondamento di questa nave e fu tratto in salvo dal Maestrale.

Solitamente viene riportato che i morti del Fulmine furono 141; dagli elenchi degli imbarcati, tuttavia, risulta che le vittime furono in realtà 177, ovvero 151 membri dell’equipaggio e 26 militari di passaggio.

I sopravvissuti, alla fine, furono un novantina.

Su dieci ufficiali, più quattro di passaggio, si salvarono solo il tenente del Genio Navale Direzione Macchine Ernesto Scalambro ed il sottotenente medico Enrico Piras, quest’ultimo ferito.

Di mio zio Ettorino non si sa quando fosse scomparso, mi ricordo che un marinaio che si era salvato disse a mia mamma che sulle zattere mio zio non c’era e quindi non vi era la morte certa e cosi’ fu dato per disperso.

Ad ogni modo onori al merito a questi caduti tra cui mio zio Morlacchi Ettorino motorista del 3.12.1921 m.56037 della c.a. di Genova, 19nne di leva con la sola sfortuna di essere stato disegnatore di grandi motori marini alla Franco Tosi di Legnano.

I morti del Cacciatorpediniere “Fulmine”:

Pasquale Abruzzese, capo meccanico di prima classe in servizio permanente effettivo, 41 anni, da Mola di Bari (BA) (equipaggio)

Antonio Alaimo, cannoniere puntatore mitragliere di leva, 21 anni, da Palermo (equipaggio)

Giovanni Alfano, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Pompei (NA) (equipaggio)

Gerardo Alvan, sottocapo meccanico volontario, 22 anni, da Alghero (SS) (equipaggio)

Pietro Amato, sergente cannoniere puntatore mitragliere richiamato, 34 anni, da San Giorgio a Cremano (NA) (equipaggio)

Umberto Antonelli, cannoniere puntatore volontario, 19 anni, da Sambuci (RM) (equipaggio)

Adriano Atti, guardiamarina di complemento, da Milano (equipaggio) (MBVM)

Maurizio Badoglio, capitano del Genio Navale Direzione Macchine R. S. (direttore di macchina), da Imperia

Antonio Bagnani, secondo capo radiotelegrafista richiamato, 32 anni, da Trecenta (RO) (passeggero)

Vincenzo Baldino, sergente meccanico volontario, 24 anni, da Casamicciola (NA) (equipaggio)

Paolo Balloni, fuochista ordinario richiamato, 22 anni, da Riva Ligure (IM) (equipaggio)

Domenico Battiferro, sottonocchiere richiamato, 24 anni, da Amalfi (SA) (equipaggio)

Edoardo Bertellotti, fuochista ordinario richiamato, 23 anni, da La Spezia (equipaggio)

Antonio Biancalana, capo meccanico di seconda classe militarizzato (passeggero)

Pasquale Bizzocca, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Barletta (BA) (equipaggio)

Giovanni Blundetto, sottocapo cannoniere puntatore scelto volontario, 21 anni, da Scicli (RG) (equipaggio)

Angelo Boreatti, maresciallo capo cannoniere puntatore di seconda classe in servizio permanente effettivo, 32 anni, da Folgaria (UD) (equipaggio)

Pierino Bozzolini, marinai servizi vari di leva, 20 anni, da Villimpenta (MN) (equipaggio)

Millo Brunetti, secondo capo specialista direzione di tiro (volontario), da Viareggio (equipaggio)

Lorenzo Buscaglia, fuochista a. richiamato, 24 anni, da Genova (equipaggio)

Francesco Buzzotta, sergente cannoniere puntatore scelto a.t.i., 26 anni, da Siracusa (equipaggio)

Arrigo Cacace, tenente di vascello, da Genova (equipaggio)

Rosario Cacopardo, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Gaggi (ME) (equipaggio)

Salvatore Caianello, silurista volontario, 21 anni, da Grazzanise (NA) (equipaggio)

Antonino Calajò, capo segnalatore di prima classe in servizio permanente effettivo, 50 anni, da Roma (passeggero)

Enrico Campagnoni, sottocapo cannoniere puntatore scelto richiamato, 28 anni, da Premoselle (NO) (equipaggio)

Cesare Canduro, secondo capo meccanico volontario, 27 anni, da Monticello Conte Otto (VI) (equipaggio)

Guido Canetti, sottotenente del Genio Navale Direzione Macchine, da Napoli (passeggero)

Ciro Cappella, capo meccanico di seconda classe in servizio permanente effettivo, 39 anni, da Napoli (equipaggio)

Giovanni Caradonna, capo meccanico di terza classe in servizio permanente effettivo, 28 anni, da Bari (equipaggio)

Giuseppe Careri, marinaio servizi vari di leva, 21 anni, da Ardore (RC) (equipaggio)

Antonio Carella, fuochista ordinario di leva, 20 anni, da Bari (equipaggio)

Arturo Carnemolla, tenente d’artiglieria di complemento (passeggero)

Antonio Catta, sergente specialista direzione tiro volontario, 24 anni, da Roma (equipaggio)

Renato Cassuto, sottotenente di vascello, da Livorno (equipaggio)

Salvatore Cavallaro, marinaio servizi vari di leva, 20 anni, da Messina (equipaggio)

Giovanni Centorrino, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Zafferia (ME) (equipaggio)

Umberto Cicalò, capo elettricista di terza classe in servizio permanente effettivo, 37 anni, da Porto San Giorgio (AP) (equipaggio)

Giovanni Cinque, fuochista motorista abilitato di leva, 20 anni, da Positano (SA) (passeggero)

Leonardo Colonna, sottocapo furiere a. richiamato, 24 anni, da Terni (equipaggio)

Vito Corallo, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Bari (equipaggio)

Mario Cotta, radiotelegrafista volontario, 18 anni, da Torino (equipaggio)

Egidio Crismani, sottocapo segnalatore volontario, 21 anni, da Pola (equipaggio)

Salvatore Daga, cannoniere a. richiamato, 22 anni, da Macomer (NU) (equipaggio)

Salvatore D’Angelo, sottocapo cannoniere ordinario richiamato, 23 anni, da Trapani (equipaggio)

Antonio D’Avino, fuochista ordinario richiamato, 22 anni, da Barra (NA) (equipaggio)

Michele De Palo, sottocapo nocchiere volontario, 22 anni, da Giovinazzo (BA) (equipaggio)

Vincenzo De Santis, secondo capo cannoniere puntatore scelto volontario, 27 anni, da Bitonto (BA) (equipaggio)

Luigi Di Chiaro, sottocapo silurista volontario, 20 anni, da Andria (equipaggio)

Pasquale Di Gennaro, sottocapo cannoniere puntatore scelto volontario, 23 anni, da Santa Maria Capua Vetere (NA) (equipaggio)

Giulio Dirlinger, capo meccanico di terza classe in servizio permanente effettivo, 32 anni, da Trieste (equipaggio)

Francesco Di Salvo, secondo capo meccanico richiamato, 29 anni, da Barletta (BA) (equipaggio)

Gino Dittadi, cannoniere puntatore scelto volontario, 18 anni, da Dolo (Venezia) (equipaggio)

Giuseppe Donniacuo, furiere di leva, 19 anni, da Montoro Superiore (AV) (passeggero)

Vincenzo Esposito, fuochista ordinario richiamato, 23 anni, da Napoli (equipaggio)

Santi Faggini, cannoniere puntatore scelto volontario, 18 anni, da Santa Maria delle Grazie (AR) (equipaggio)

Vito Favarel, sottocapo cannoniere s.t. volontario, 25 anni, da Beda del Piave (TV) (equipaggio)

Antonio Forcina, marinaio s.m. richiamato, 23 anni, da Minturno (LT) (equipaggio)

Noemio Franca, elettricista di leva, 21 anni, da Pesaro (equipaggio)

Dario Fusi, specialista direzione tiro richiamato, 24 anni, da Laveno Mombello (VA) (equipaggio)

Carlo Gabusi, sottocapo radiotelegrafista volontario, 23 anni, da Vestone (BS) (equipaggio)

Carlo Galli, fuochista ordinario richiamato, 22 anni, da Lecco (equipaggio)

Giovanni Garau, tenente di vascello (direttore del tiro), 24 anni, da Cagliari (equipaggio) (MOVM)

Gino Giacinti, capo nocchiere di seconda classe in servizio permanente effettivo, 37 anni, da Monte San Pietrangeli (AP) (equipaggio)

Michele Gianoglio, fuochista ordinario di leva, 20 anni, da Asti (equipaggio)

Alfredo Gironi, marinaio cuoco richiamato, 23 anni, da Genova (equipaggio)

Gaetano Giudice, capo meccanico di prima classe in servizio permanente effettivo, 38 anni, da Taranto (equipaggio)

Paolo Gobetti, sottocapo elettricista di leva, 22 anni, da Dongo (CO) (passeggero)

Corrado Grillo, sottocapo cannoniere puntatore mitragliere richiamato, 24 anni, da Molfetta (BA) (equipaggio)

Giobatta Gronoville, capo radiotelegrafista di terza classe in servizio permanente effettivo, 34 anni, da Varazze (SV) (equipaggio)

Giuseppe Guarino, secondo capo cannoniere puntatore scelto volontario, 25 anni, da Avellino (equipaggio)

Ernesto Gullotta, fuochista c.m. richiamato, 23 anni, da Catania (equipaggio)

Antonio Ibba, sottocapo cannoniere ordinario di leva, 23 anni, da Besa (NU) (equipaggio)

Antonio Imparato, cannoniere ordinario di leva, 21 anni, da Vietri sul Mare (SA) (equipaggio)

Salvatore Irosa, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Palermo (passeggero)

Santo Lauria, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Sangineto (CS) (equipaggio)

Luigi Lincetto, sottocapo cannoniere puntatore mitragliere volontario, 20 anni, da Cordenano (equipaggio)

Gioacchino Lipàri, nocchiere di leva, 21 anni, da Trapani (passeggero)

Angelo Locci, sottocapo cannoniere richiamato, 24 anni, da Rivarolo Ligure (GE) (equipaggio)

Bruno Lorenzonetto, cannoniere puntatore volontario, 17 anni, da Cassato (VC) (equipaggio)

Alfredo Loiodice, sottocapo radiotelegrafista richiamato, 23 anni, da Genova (equipaggio)

Giuseppe Maddalena, radiotelegrafista volontario, 20 anni, da Campobasso (equipaggio)

Ferdinando Maggio, marinaio servizi vari richiamato, 24 anni, da Alezio (LE) (passeggero)

Giuseppe Maiorino, sottocapo furiere volontario, 20 anni, da Baronissi (SA) (passeggero)

Antonio Manca, silurista volontario, 19 anni, da Sorso (SS) (equipaggio)

Giulio Mander, cannoniere ordinario di leva, 20 anni, da Venezia (equipaggio)

Gennaro Maraucci, motorista navale di leva, 20 anni, da Napoli (passeggero)

Eliseo Marchi, fuochista a. richiamato, 23 anni, da Sarzana (SP) (equipaggio)

Ottorino Marinelli, sergente specialista direzione del tiro, 26 anni, da Aringo (AQ) (equipaggio)

Filippo Martinico, cannoniere ordinario richiamato, 23 anni, da Trapani (equipaggio)

Daniele Marzioni, capo silurista di terza classe in servizio permanente effettivo, 37 anni, da Ancona (equipaggio)

Mario Massini, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Santa Brigida (FI) (equipaggio)

Umberto Mastromatteo, sottocapo meccanico volontario, 21 anni, da Lucera (FG) (equipaggio)

Guido Mauri, guardiamarina, da Trieste (passeggero)

Aramis Mazzara, sergente elettricista volontario, 25 anni, da Maglie (LE) (equipaggio)

Lorenzo Merola, sottocapo cannoniere armaiolo volontario, 20 anni, da Casalba (NA) (equipaggio)

Vincenzo Messina, sottotenente di vascello (equipaggio)

Mario Milano, capitano di corvetta (comandante), 34 anni, da Roma (MOVM)

Antonio Modofferi, marinaio richiamato, 27 anni, da Albano Laziale (RM) (passeggero)

Nicola Montanaro, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Fasano (BR) (passeggero)

Ettorino Morlacchi, motorista navale di leva, 19 anni, da Castellanza (VA) (equipaggio)

Agostino Muolo, cannoniere ordinario richiamato, 22 anni, da Monopoli (BA) (equipaggio)

Nello Nepi, marinaio servizi vari di leva, 22 anni, da San Benedetto del Tronto (AP) (equipaggio)

Otello Neri, sergente specialista direzione del tiro volontario, 23 anni, da Volterra (PI) (equipaggio)

Fragno Giacomo Noascon, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Locana (AO) (equipaggio)

Michele Oliviero, segnalatore di leva, 20 anni, da Torre del Greco (NA) (passeggero)

Pietro Pallesca, marinaio richiamato, 25 anni, da Tremiti (FG) (passeggero)

Corrado Palmerini, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Pescara (equipaggio)

Carlo Pandolisi, marinaio servizi vari richiamato, 24 anni, da Marengo (BG) (equipaggio)

Lorenzo Parini, cannoniere armaiolo richiamato, 23 anni, da Milano (equipaggio)

Aldo Parizzone, elettricista volontario, 18 anni, da Morano Pro (AL) (equipaggio)

Giacomo Parodi, motorista navale volontario, 19 anni, da Villalvernia (AL) (equipaggio)

Vincenzo Perrella, capo cannoniere puntatore scelto di terza classe in servizio permanente effettivo, 29 anni, da Napoli (equipaggio)

Mario Pautasso, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Torino (equipaggio)

Giusepe Pazzi, nocchiere volontario, 16 anni, da Dorno (PV) (equipaggio)

Davide Pecoraro, cannoniere puntatore scelto volontario, 20 anni, da Cava dei Tirreni (SA) (equipaggio)

Ugo Pelizzoni, fuochista ordinario di leva, 20 anni, da Vendrogno (LC) (equipaggio)

Arnaldo Perosini, marinaio servizi vari di leva, 20 anni, da Roma (equipaggio)

Alfredo Piacentini, sottocapo cannoniere puntatore scelto volontario, 24 anni, da Roma (equipaggio) (MBVM)

Angelo Pintossi, silurista di leva, 21 anni, da Gardone V. (BS) (equipaggio)

Walter Pozzuolo, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Torino (equipaggio)

Cesare Puliti, fuochista ordinario di leva, 21 anni, da Ortona a Mare (CH) (equipaggio)

Salvatore Rabini, sottocapo specialista direzione del tiro richiamato, 22 anni, da Catanzaro Marina (equipaggio)

Giuseppe Raiola, marinaio nz., 52 anni, da Torre del Greco (NA) (passeggero)

Bruno Ravalico, aspirante guardiamarina, da Portorose (equipaggio)

Innocenzo Renzi, cannoniere puntatore mitragliere di leva, 21 anni, da Firenze (equipaggio)

Mario Revelli, sottocapo fuochista motorista navale richiamato, 23 anni, da Mondovì (CN) (equipaggio)

Michele Robertucci, marinaio s.m. di leva, 21 anni, da Torre del Greco (NA) (equipaggio)

Osvaldo Rossi, secondo capo segnalatore in servizio permanente effettivo, 28 anni, da Marsico Nuovo (PZ) (equipaggio)

Salvatore Rossi, nocchiere volontario, 18 anni, da Castel di Sangro (AQ) (equipaggio)

Antonio Safina, marinaio servizi vari richiamato, 23 anni, da Mazara del Vallo (TP) (equipaggio)

Gastone Sanier, marinaio servizi vari richiamato, 22 anni, da Tolmezzo (UD) (equipaggio)

Domenico Santucci, sottocapo cannoniere puntatore scelto volontario, 20 anni, da Acciamo (AQ) (equipaggio)

Armando Scarfato, marinaio servizi vari di leva, 21 anni, da Gragnano (NA) (passeggero)

Amerigo Schiano, sottocapo nocchiere richiamato, 24 anni, da Porto Santo Stefano (GR) (equipaggio)

Emanuele Schiappacasse, sergente furiere richiamato, 31 anni, da Genova (equipaggio)

Eduard Schloemann, ufficiale della Kriegsmarine, 53 anni (passeggero)

Francesco Scolaro, cannoniere puntatore scelto volontario, 22 anni, da Mistretta (ME) (equipaggio)

Vittorio Senis, carpentiere volontario, 18 anni, da Fasano (BR) (passeggero)

Felice Sergnese, secondo capo cannoniere puntatore scelto volontario, 23 anni, da Saviano (NA) (equipaggio)

Emilio Setti, cannoniere ordinario di leva, 21 anni, da Crevalcore (BO) (equipaggio)

Francesco Sgobba, nocchiere di leva, 20 anni, da Taranto (passeggero)

Saverio Siano, sergente nocchiere volontario, 22 anni, da Montefusco (AV) (equipaggio)

Giovanni Sicale, marinaio servizi vari di leva, 20 anni, da Catania (equipaggio)

Ernesto Silingardi, cannoniere ordinario di leva, 21 anni, da Bosco (PR) (equipaggio)

Amedeo Simionato, fuochista c.m. di leva, 21 anni, da Salzano (VE) (equipaggio)

Nello Sistilli, marinaio servizi vari di leva, 21 anni, da Monte Silvano (PE) (equipaggio)

Nerino Rino Siviero, segretario di leva, 20 anni, di Polesella (RO) (equipaggio)

Tommaso Sposito, sottocapo meccanico volontario, 22 anni, da La Maddalena (SS) (equipaggio)

Francesco Stampacchia, segnalatore volontario, 18 anni, da Roma (equipaggio)

Silvano Stecchina, secondo capo fuochista c.m. richiamato, 27 anni, da Trieste (equipaggio)

Enzo Tannozzini, radiotelegrafista volontario, 21 anni, da Panicale (PG) (equipaggio)

Donato Taurino, sottocapo cannoniere puntatore scelto volontario, 20 anni, da San Donato di Lecce (LE) (equipaggio)

Cesare Tavarini, fuochista ordinario richiamato, 23 anni, da Ortonuovo (SP) (equipaggio)

Giuseppe Timossi, secondo capo meccanico in servizio permanente effettivo, 28 anni, da Busalla (GE) (equipaggio)

Emilio Tirabassi, secondo capo cannoniere puntatore scelto volontario, 26 anni, da Bracciano (RM) (equipaggio)

Giuseppe Tobianchi, marinaio servizi vari di leva, 21 anni, da Fossacesia (CH) (equipaggio)

Nevio Torri, sottocapo radiotelegrafista volontario, 19 anni, da Cesenatico (FC) (equipaggio)

Walter Tosato, sottocapo elettricista volontario, 20 anni, da Padova (equipaggio)

Arturo Tricoli, sergente furiere ordinario, 26 anni, da Crotone (equipaggio)

Pasquale Trinchillo, sergente cannoniere, 30 anni, da Napoli (equipaggio)

Giuseppe Umbrella, marinaio servizi vari di leva, 20 anni, da Casinano (RC) (passeggero)

Domenico Valerio, fuochista art. richiamato, 22 anni, da Roma (equipaggio)

Bruno Vascon, marinaio s.m. di leva, 22 anni, da Capo (PL) (equipaggio)

Giuseppe Visconti, specialista direzione tiro di leva, 21 anni, da Saronno (VA) (equipaggio)

Bartolo Villante, fuochista ordinario di leva, 20 anni, da Lipari (ME) (equipaggio)

Giuseppe Zacchia, sottocapo elettricista volontario, 19 anni, da Mantova (passeggero)

Evelino Zanerba, capo meccanico di seconda classe in servizio permanente effettivo, 32 anni, da Venezia (equipaggio)

Ferdinando Zoffoli, secondo capo radiotelegrafista richiamato, 37 anni, da Roma (passeggero)

Cipriano …tistella, secondo capo cannoniere, 26 anni, da Caldaro (BZ) (equipaggio)

Pietro …li, sergente cannoniere puntatore scelto richiamato, 27 anni, da Pontedera (PI) (equipaggio)

Michele …ellon, sottocapo meccanico volontario, 20 anni, da Siligo (SS) (equipaggio)

Paolo …centini, sottocapo meccanico, 23 anni, da Ferrara (equipaggio)

Armando …erchiai, sergente cannoniere a. volontario, 26 anni, da Firenze (equipaggio)

Pietro …trangolino, secondo capo silurista richiamato, 31 anni, da Aosta (equipaggio)

Armando …fiatel, secondo capo cannoniere armaiolo, 29 anni, da Avellino (equipaggio)

Marcello …sili, sottocapo radiotelegrafista, 23 anni, da Roma (equipaggio)

Bondi ex cortigiano.

Questo post interessantemente pubblicato su “il Foglio” e’ dedicato a Sandro Bondi, il poeta versaiolo prestato alla politica che oggi nessuno vuole e a suo tempo il misero ha dedicato anima e scritti al buon Berluska ed era forse battuto in fatto di fidaggine dal buon Emilio Fede che solo lui e’ stato il re negli elogi e nei complimenti al capo, pubblicando in modo patologico il suo “Lo Amo”.
Silvio accolse Bondi e lo fece ministro dei Beni culturali e anche coordinatore di Forza Italia.
Nel 2014 Bondi pero’ rompe con Arcore e diventa Renziano, ma senza la sudditaggine mostrata nel periodo berlusconiano.
Oggi che nessuno si e’ ricordato di listarlo, Bondi e’ lo strumento perfetto nelle mani della propaganda antiberlusconi.
Adesso si dichiara “pentito” di tutto quel suo amore per Berlusconi e si flagella parlando col Fatto quotidiano: “Provo vergogna per quello che ho fatto.
Se penso a mio padre, a quel che intendeva lui della vita, del rigore, dell’integrita’ che ciascuno deve custodire.
Della dignita’ che invece suo figlio non ha avuto.
Se raccolgo i ricordi mi trovo immerso a fare l’esegeta cieco.
Sono addolorato perche’ non dovevo essere li’”.
E ancora: “Sono stato un cortigiano, ecco la parola esatta. Quando ho avuto il potere l’ho esercitato nel modo che oggi dico peggiore…”.
Viene dipinto come un uomo distrutto dai rimorsi, Sandro Bondi, compagno nella vita di un’altra forzista pentita, Manuela Repetti, anche lei non ricandidata.
E non stupisce, perche’ in fondo Bondi ha l’animo fragile del poeta, preda di illusioni, delusioni e grandi passioni.
E a un grande poeta si ispiro’ quando defini’ Berlusconi uno che come il conte Ugolino divora il cranio dei suoi figli.
Lo stesso Berlusconi che un tempo era per Bondi “vita splendente”. Insomma, si cambia. Anche radicalmente.
E in campagna elettorale anche Bondi va bene, tra una promessa e l’altra, per animare la campagna elettorale contro il centrodestra.
Il Fatto by lo Stefano del resto non poteva farsi sfuggire l’occasione di vignettarlo visto che a Bondi aveva gia’ dedicato i versi satirici di Mimmo Lombezzi che riassumono bene la carriera e le giravolte di Sandro Bondi:
Da sindaco marxista
ch’io fui di Fivizzano
divenni liberista!
E a Silvio offrii l’inchino…
Del leader meneghino
io fui sommo poeta.
Divenni il suo zerbino:
Lodarlo? Unica meta!
Nel cantarlo incantato
nessuno arrivo’ a tanto!
Dissi che era L’Inviato
dello Spirito Santo!
Poi un giorno inviperito
dal miele che ho versato
estrassi tutto il fiele
che avevo digerito.
Ai suoi servi e famigli
dissi ch’era “Ugolino…
che divorava i figli!
dalla sera al mattino…
Cosi’ virai di botto:
divenni Verdiniano
Un modo liberista
di essere Renziano…

 

 

 

 

 

4 marzo 2018..

Ora ditemi chi stara’ meglio di me dopo il 4 MARZO.

Tanto per cominciare mi alzero’ tardi e non avendo impegni incombenti, guardero’ la TV (senza pagare il canone, me lo ha promesso Renzi che si e’ pentito di averlo messo sulla bolletta della luce, sia a me che a mia moglie).

Nel pomeriggio prendero’ l’auto (senza pagare il bollo, me lo ha promesso Berlusconi) e farò un giro verso le universita’, dove potro’ vedere gli studenti che le frequentano (senza pagare le tasse, lo ha promesso Grasso).

Datosi che ci sara’ un reddito minimo garantito per tutti da 750 Euro al mese (me lo ha assicurato Di Maio), credo che si possa anche fare a meno di andare a lavorare.

Se poi per noia o per curiosita’ mi facessi assumere da qualcuno (perche’ il lavoro non manchera’, me lo hanno garantito tutti), mal che vada saro’ pagato con almeno 10 Euro all’ora (parola di Renzi).

 

Non verro’ licenziato, anzi il Jobs Act verra’ abolito e i soldi che guadagnero’ saranno tassati al 15% (me lo ha giurato Salvini).

Senza contare che si potra’ andare in pensione a 60 anni, non piu’ a 67, con una pensione minima garantita di 1.000 Euro al mese ( Berlusconi docet).
Speriamo non siano le solite promesse da marinaio, perche’ come diceva il nonno “Se la vita e’ una tempesta, prenderlo nel culo e’ un lampo!

Vuoi un consiglio terra terra?..

Ti Uazzappo.

Sono consapevole che il fascino della lettera scritta a mano e’ una goduria incommensurabile.

Pero’ scrivere con carta, penna calamaio (o anche con la Bic nera) e’ un gesto in via d’estinzione nell’era della posta elettronica e dei messaggi Whatsapp chattosi.

Quando mi dissero per la premier fois “Ti uazzappo” pensavo fosse una nuova posa del Kama e potete immaginarvi la delusione di scoprire che si trattava di uno scambio di frasi veloci in una delle tante specie di chat.

I’m old ma mi reputo moderno, veloce al passo coi tempi, ho diversi blog e uso twitter, le mail e tengo il flacone dello shampoo a testa sotto per fare piu’ in fretta la doccia alla mattina.

Pero’ ci sono eventi nella vita, che non possono essere risolti troppo velocemente, tanto meno con la sintesi estrema di un messaggino elettronico.

In una relazione ad esempio, essere mollati con un sms o una frase su Whatsapp deve essere un’esperienza terrificante..e non parliamo delle emoticons del tipo..

Ti lascio (emoticon con faccina triste )..

Non ti amo piu’ (icona col cuore infranto)..

Non cercarmi piu’ (icona con faccina tipo urlo di Munh)..

Non preoccuparti, ignobile testa di (icona con pannocchia)..

Non ti cerco piu’, vai a (icona con cacca che sorride).

Abbandonare il partner con un messaggino, dovrebbe diventare un reato in una societa’ civile, ma anche la mail e’ un metodo infame usato per evitare l’imbarazzo del confronto diretto.

Ora non dico che scrivere su carta per compiere lo stesso misfatto sia un gesto encomiabile, ma sicuramente aver fatto lo sforzo di cercare un foglio, la penna e di essersi seduto a scrivere, riflettendo sulle frasi da usare, puo’ rendere il gesto ugualmente atroce, ma meno frettoloso e umiliante.

Insomma se capitasse a me, forse eviterei di spalmarti sull’asfalto con la mia auto e mi limiterei a farti saltare la rotula e il dente del giudizio. Forse..

La lettera scritta a mano richiede tempo, capacita’ riflessive e una conoscenza della lingua sufficientemente appropriata.

Nella lettera scritta si coniugano i verbi, si evitano le ripetizioni e soprattutto si usa la punteggiatura, elemento ormai scomparso nei messaggi elettronici e anche nei miei blog ad onor del falso.

Il punto e la virgola, i due punti, per non parlare del punto e virgola, sono stati sostituiti da infinite linee di puntini di sospensione (e’ il mio caso), il tempo presente ha preso il posto del congiuntivo, sono sparite maiuscole, apostrofi e dulcis in fundo, la lettera K ha preso il posto del ch, ma incomprensibilmente anche della C. Se abbreviare la congiunzione “che” con un K e per risparmiare tempo e spazio e’ cretino, scrivere Kaffe’ con la K e’ raccapricciante.

Quac1 opps, qualcuno poi utilizza queste abbreviazioni persino nei testi scritti a mano, per esempio nei temi scolastici, ma qui siamo nel campo dell’aberrazione. Direbbe mia sorella proff.dott Graziella.

Gli acronimi usati negli sms, sono moltissimi e si sprecano, ad es ..

xchè = perchè

xo = però

cs = cosa

rit = ritardo

qnt = quanto

grz = grazie

prg = prego

tvb = ti voglio bene

tvtrb = ti voglio troppo bene

e via andare..

Accade, dunque che uno scambio scritto possa risultare cosi’:

ciao cm stai, 6lib x and dp al cinema cn me? 80 vgl di te”.

A causa di queste abbreviazioni, una ragazzina si dichiara ammiratrice della cantante Opera anziche’ Anna Oxa.

Ora la lettera scritta a mano ha un sapore sicuramente vintage, ma a confronto, questo tipo di linguaggio appare molto piu’ arcaico, direi quasi primitivo (provate a leggere le frasi di cui sopra a voce alta e capirete cosa intendo).

L’estrema sintesi di questo lessico sintetico, veloce, frettoloso, ci fa’ provare un impeto nostalgico per la dolcezza corposa e lenta della lettera scritta a mano.

L’impatto della scrittura su carta ha qualcosa di insostituibile rispetto alla scrittura elettronica…l’unicita’ della grafia diversa per ognuno di noi, e’ un marchio personale e inimitabile che ci identifica e ci distingue dagli altri.

E’ forse per il fascino di questa unicita’, unita al piacere del gesto della scrittura e del tatto sul supporto cartaceo, che il Festival delle lettere ha avuto cosi’ tanto successo.

Nell’arco di dodici anni gli organizzatori del concorso hanno ricevuto ventiquattromila lettere, e ogni anno sono state premiate le migliori.

Lo scorso anno una cara amica Bolognese e’ risultata vincitrice con “ Lettera a un cervello in fuga” leggetela e son sicuro che molti/e di voi potrebbero identificarsi. “

Quest’anno e siamo nel 2018 il tema del festival e’ “Lettera a chi ha cambiato la mia storia”.

Dateci dentro e mollate il melafonino uozzapposo.

Nn V rest ke scrvr li’.

Vi lascio con la striscia di Stefano e il tema “Campagna Elettorale” .

Aggiornamento a Windows10 nel 2018.

Non so per quale motivo volete lasciar la via vecchia che funge perfettamente con la nuova ma ad ogni modo a tutt’oggi (ndr per mia sorella proff dott con il pronome indefinito tutto soggetto a elisione prima dell’avverbio oggi e’ la forma esatta e normalmente io avressi scritto tuttoggi) potrete ancora passare gratuitamente a Windows 10 partendo da una copia regolarmente attivata di Windows 7 o di Windows 8.1.

Per aggiornare a Windows 10 gratis, basta prelevare questo tool e avviarlo su Windows 7 o Windows 8.1.

Occhio che potrebbe sorgere un problema su Windows 7 ovviamente aggiornato con tutte le patch rilasciate da Microsoft, in quanto potrebbe apparire l’ errore sull’assenza del file

api-ms-win-core-libraryloader-l1-1-1.dll.

Nessun problema e ite nella cartella

c:\windows\system32,

selezionate e copiate il file wimgapi.dll nella cartella c:\Windows10Update.
Confermate la sovrascrittura dell’omonimo file gia’ presente riavviate lo strumento per l’aggiornamento a Windows 10 (tecnologie assistive).

Cosi’ facendo l’aggiornamento aggiornamento potra’ esser eseguito ma ricordatevi che mio nonno diceva.. chi lascia la via vecchia per la nuova sa cosa perde ma non sa cosa quel che trova.

Kama Sutra.

In India tra il I e IV secolo viene scritto un importante trattato sul kama, l’amore sensuale, da Vatsyayana.

Il libro e’scritto in forma di aforismi, o sutra e da qui il nome Kamasutra (aforismi sull’amore sensuale). 

LA SEXY V

La donna deve sedersi su un mobile o un tavolo e l’uomo deve mettersi di fronte a lei in piedi. Le gambe di lui devono essere leggermente piegate, distanziate di circa 90 cm. La donna appoggia le braccia dell’uomo, che ha invece le braccia attorno alla parte inferiore del busto di lei. Lentamente la donna deve spingere la gamba sinistra in alto, e sostenere il piede destro sulla spalla sinistra dell’uomo. Fare la stessa cosa con la gamba destra sulla spalla sinistra dell’uomo.

L’uomo e’ saldamente in piedi, e solleva la donna chee’ in piedi davanti a lui. Lei lo avvolge con le gambe, tenendo i piedi su un letto o un sofa’. L’uomo fa salire e scendere la donna, cercando di produrre un movimento dall’alto al basso mantenendo la stessa velocita’ e profondita’.

L’uomo e’ disteso supino con le gambe sollevate e le ginocchia piegate e tiene per i fianchi la partner adagiata sul suo sesso. E’ lui che si muove ritmicamente mentre lei gli accarezza la base del pene, zona particolarmente erogena.

L’uomo è disteso sulla schiena. Lei è distesa su di lui appoggiata sui gomiti, con le gambe semiflesse. L’uomo penetra la partner tenendola per la vita. La donna solleva il bacino poi lo appoggia a lui.

La donna è distesa supina e appoggia una gamba sulla spalla del partner. Lui è inginocchiato e la penetra tenendole con una mano la caviglia della gamba dritta e con l’altra il ginocchio. Approfittando delle mani libere la donna può accarezzarsi i seni o stimolare il sesso del compagno. Una variante può essere quella di ripetere lo stesso movimento con l’altra gamba e così via alternandole.

L’uomo e la donna sono distesi sui fianchi. Le natiche di lei aderiscono al bacino del partner che la penetra delicatamente e la ricopre di baci e carezze. Questa posizione, particolarmente rilassante, e’ adatta anche alle donne incinte che non vogliono rinunciare al piacere del sesso nei primi cinque mesi di gravidanza.

Questa posizione puo’ essere eseguita solo se il maschio e’ forte e non ha problemi di schiena. L’uomo deve formare un ponte con il corpo, mentre la donna contro di lui si lscia penetrare dandogli la schiena. E’ un’ottima posizione se la donna preferisce i movimenti rotatori del bacino piuttosto che il banale classico su e giu’.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe sollevate verso la testa (come se stesse per fare una capriola all’indietro). L’uomo si inginocchia davanti alla donna e apre le gambe di lei, poi vi posiziona la testa. In questo modo le gambe della donna sono a destra e a sinistra delle spalle dell’uomo. L’uomo tiene stretti i fianchi della donna e si protende sul suo corpo. I partner possono così guardarsi negli occhi, e possono usare entrambe le mani per accarezzarsi.

L’uomo è sdraiato sulla schiena con le gambe chiuse. La donna, seduta su di lui e raggiunge la penetrazione, va indietro con la schiena e si mantiene ben salda con le mani.Una volta che si è nella posizione della Clip, la donna può mantenere il ritmo che preferisce mentre lui può stimolare il clitoride (e godersi la visione ovviamente).

In piedi, con le ginocchia strette ai bordi di una sedia e le braccia incrociate sullo schienale, la donna dà le spalle al partner che prima la porta a sè insinuandole le mani tra le cosce leggermente divaricate per stimolarle il clitoride, poi la penetra da dietro. Questa posizione – adatta sia al coito anale che vaginale – consente un’ottima sollecitazione delle pareti vaginali e del punto G della donna. L’uomo può anche accarezzarle il clitoride o i seni prima e durante la penetrazione.

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.

Lei, sdraiata, deve piegare le gambe all’indietro, cercando di raggiungere le sue anche e le sue braccia dietro la testa. L’uomo inginocchiato la penetra in questa posizione con movimenti circolatori per cercare di donarle più piacere possibile.

L’uomo si sdraia sulla sponda del letto la donna si accovaccia e con la mano cerca di evitare che il pena esca mentre l’uomo accompagna le natiche cercando di stringerle sollevandole.

La donna si sdraia l’uomo in ginocchio le piega le gambe sul seno mentre la donna accompagna il movimento agendo sulle gambe dell’uomo.

La donna è distesa con la pancia in su. L’uomo è in ginocchio davanti a lei, le afferra il bacino e lo mentiene all’altezza del pene. Questa posizione porta all’eccitazione molto rapidamente. Per una variante più comoda, l’uomo è seduto sui talloni, attira a sé il bacino della partner accarezzandole il clitoride…

L’uomo è seduto sulla sponda del letto con i piedi per terra e la schiena ben dritta. Dandogli le spalle lei si adagia sul suo sesso e modula l’oscillazione del va e vieni aggrappandosi alle mani e alle gambe. Lui può accompagnarne il movimento sollevandole le natiche o accarezzandole il clitoride e i seni. Questa posizione consente una penetrazione particolarmente profonda

Lei resta immobile con il tronco e i gomiti appoggiati al letto mentre lui le solleva le cosce divaricate e la penetra modulando l’oscillazione del va e vieni. A seconda della statura del partner, la donna puo’ sollevarsi con l’aiuto di cuscini.

L’uomo è disteso sul fianco. La donna si sdraia accanto a lui con la testa all’altezza dei piedi e gli stringe il bacino con le cosce sollevate strofinandolo con i seni. Particolarmente eccitato dal punto di vista, durante la penetrazione lui può accarezzarle i glutei e infilarle delicatamente le dita nell’ano, zona fortemente erogena.

Ecco una variante della posizione classica e universalmente apprezzata del missionario. La donna è distesa con le cosce divaricate e qualche cuscino sotto le natiche per ottimizzare l’angolo di penetrazione. L’uomo si adagia tra le sue gambe e si appoggia sugli avambracci per modulare meglio l’oscillazione del va e vieni. Questa posizione, al tempo stesso stimolante e rilassante, consente alla coppia di guardarsi, baciarsi e abbracciarsi nonostante limiti la libertà di movimento della donna rivelandosi talvolta noiosa.

La donna e’ supina, tiene una gamba allungata e l’altra sollevata con il ginocchio piegato. L’uomo si siede sulla coscia distesa e passa l’altra gamba sotto la coscia alzata della partner tenendosi all’indietro con le braccia. Questa posizione e’ particolarmente stimolante per la donna che puo’ al tempo stesso accarezzarsi e toccare il corpo dell’uomo.

L’uomo si appoggia sulle mani. La partner si adagia comodamente su qualche cuscino con le gambe appoggiate alle spalle dell’uomo e si muove ritmicamente. Questa posizione permette una penetrazione profonda e provoca un piacere molto intenso.

La donna è sdraiata sulla schiena e incrocia le gambe sul petto. L’uomo è sopra di lei e la penetra. Volendo si può utilizzare un cuscino per cambiare leggermente l’angolazione della penetrazione. Per non pesare troppo sulla donna, l’uomo può alternare l’appoggio del proprio peso tra le gambe di lei e i propri polsi, mentre la donna può incrementare l’eccitazione utilizzando le mani per accarezzare il proprio partner.

Uomo e donna sono l’uno davanti all’altro. Lei con l’aiuto dell’uomo che si inginocchia per coadiuvare il movimento, come una ballerina, porta la gamba sulla spalla di lui.

La donna sta sul letto, e l’uomo sta dietro di lei. Da qui l’uomo mette le sua mani sul posteriore di lei, così da fare sedere lei sopra e farla appoggiare sul suo petto. In questa posizione lui può penetrarla da dietro, lei si appoggia sulle sue braccia per supportare meglio il peso.

Prima cosa di tutto costruite la vostra montagna di cuscini. La donna è inginocchiata di fronte ai cuscini. L’uomo sta inginocchiato dietro di lei, con le gambe esterne alle sue. Lui si sdraia con il busto su di lei e effettua la penetrazione da dietro. Assicuratevi di usare dei cuscini abbastanza consistenti per creare la montagna.

La donna e’ distesa sulla schiena con le gambe sollevate e le ginocchia unite contro il petto, l’uomo si inginocchia e la penetra. In questa posizione, il punto G viene stimolato in maniera piu’ intensa.

L’uomo e’ sdraiato sopa la donna come in un classica posizione alla missionaria. Mentre e’ sopra la donna, mantenendo la posizione si da lo slancio per compiere una rotazione a 360 gradi. Per aiutarlo, la donna deve guidarlo col suo corpo. Come l’elica sopra un elicottero, assicurandosi di sollevare le gambe di lui quando oscillano sopra la testa.

La donna si mette a cavalcioni sopra l’uomo, in modo da essere faccia faccia. Una volta che è dentro di la donna lei avvolge le sue gambe intorno alle natichedell’uomo e lui fara’ lo stesso. Poi tutte due uomo uniranno i gomiti l’uno sotto le ginocchia dell’altro sollevandole fino al livello del torace. Poi si comincia a dondolare con dei movimenti avanti-indietro.

Nell’unione dell’aquila i due partner si uniscono formando una aquila in volo. La posizione non si presta ad evoluzioni troppo spericolate, perche’ tecnicamente ha bisogno di un pilota esperto che non si lasci distrarre dalle turbolenze e che mantenga sempre la giusta rotta. Ricordate alla vostra partner che l’aquila, per volare, ha bisogno di sbattere le ali!

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.

La donna è sdraiata sulla schiena, una gamba allungata, l’altra piegata. L’uomo è sopra di lei, passa una gamba sotto la coscia alzata di lei e si appoggia sui gomiti. Questa posizione è molto stimolante: la donna può accarezzare il proprio corpo e quello del partner durante tutta la durata del rapporto.

La donna si posizione a quattro zampe, tendendo le braccia davanti alla testa. Per mantenere l’equilibrio, la donna sposta il peso sulle mani, tenendo la testa rivolta verso il basso. L’uomo si inginocchia dietro la donna, tenendole i fianchi. La posizione, detta anche pecorina, è uno dei classici del Kama Sutra. Una posizione da evitare sulla moquette, se dopo il sesso non si vogliono avere le ginocchia graffiate!

Il tuo uomo è seduto sul letto con le gambe stese davanti a sé. Mettiti in ginocchio sopra di lui, abbassandoti sul suo pene eretto. Una volta che sei a tuo agio, inarca la schiena, ma attenzione a non sforzare la zona lombare. Appoggia la testa tra le sue gambe sul letto e afferra le sue caviglie o i suoi piedi. In quel momento lui si può piegare in avanti e può avere inizio il divertimento.

L’uomo è disteso sulla schiena. La donna è a cavalcioni su di lui, all’indietro. La donna può accarezzare il membro del partner o il clitoride inumidendo le dita con la saliva o le secrezioni vaginali.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe leggermente aperte, possibilmente con un cuscino sotto la schiena per facilitare la penetrazione. L’uomo è disteso sulla donna, e ha le mani da un lato e dall’altro della testa di lei, con le braccia ben tese come se facesse le flessioni. La donna tiene le mani sui fianchi dell’uomo, e lo aiuta a formare dei numeri “8” con i fianchi, mentre è dentro di lei. L’8 “disteso” è il simbolo dell’infinito, e sembra una bella promessa da farsi in due!

L’uomo é seduto comodamente su una sedia e la donna é appoggiata a lui. Mentre lei si muove, lui le mordicchia il seno. Questa, è una posizione originale e stimolante

Lei é a gattoni, appoggiata comodamente sui gomiti. Lui, piegato con le ginocchia piegate, l’abbraccia e la penetra da dietro. Questa posizione classica é piacevole per entrambe. Infatti, la penetrazione profonda stimola molto la vagina e il punto G e il partner può accarezzare alla partner il clitoride e i seni. D’altra parte é molto eccitante anche per lui, che con questa posizione può soddisfare la sua smania di dominare la donna. Tuttavia alcune donne si sentono umiliate in questa posizione, mentre altre la trovano particolarmente dolorosa

Nella Chiave incrociata la donna è sdraiata con il posteriore sul bordo del letto e le gambe in aria incrociate. Lui è di fronte a lei e usa le sue mani per aprire e chiudere le gambe mentre la penetra.

Lui è disteso supino. Lei si siede sul suo sesso con le gambe sul fianco e le cosce divaricate e si muove ritmicamente. La donna può aumentare il piacere di una penetrazione abbastanza profonda accarezzandosi.

La donna è sdraiata a pancia in giù sul letto o per terra, con le gambe distese e leggermente divaricate. L’uomo si siede dietro di lei, e inarca il corpo per facilitare la penetrazione, tenendosi sulle braccia e appoggiando le mani ai lati delle gambe di lei. Per intensificare le sensazioni, la donna può chiudere leggermente le gambe. Per comodità, è consigliabile che la donna si appoggi sui propri gomiti.

Lei, distesa in posizione supina, piega le cosce sulla pancia e appoggia i piedi sulle spalle del partner. Inginocchiato su di lei l’uomo la penetra in profondità. Questa posizione può procurare enorme piacere alla donna, soprattutto durante l’eiaculazione, a patto però che la vagina sia sufficientemente lubrificata per evitare che la penetrazione, particolarmente intensa, risulti dolorosa.

L’uomo è inginocchiato con le natiche appoggiate ai talloni e si sostiene all’indietro con le braccia. La donna è adagiata sul letto con la testa sul cuscino e la schiena ben distesa. Per consentire una penetrazione ottimale solleva le cosce strette ai fianchi del compagno. Può stimolare altre zone erogene accarezzandosi i seni e il monte di Venere. Particolarmente sexy ed eccitante, questa posizione permette una penetrazione profonda e offre ai partner l’occasione di osservarsi reciprocamente.

Appoggiato a un braccio l’uomo è seduto sul fianco e tiene un ginocchio per terra. Facendo leva sugli avambracci e dandogli le spalle, la donna si strofina sul suo sesso e si muove ritmicamente per facilitare la penetrazione. Con la mano libera lui può anche accarezzarle i seni, le natiche e la zona anale. È consigliabile praticare questa posizione su un tappeto, piuttosto che sul letto.

Per la Forza-G, la donna e’ sdraiata di schiena e porta le sue ginocchia al petto.Lui e’ inginocchiato di fronte alla donna, e impugna i suoi piedi. Con il solo movimento dei fianchi, l’uomo puo’ penetrarla mentre controlla il movimento e aiuta a far restare in equilibrio lei. Per incrementare il piacere lei puo’ mettere i suoi piedi sul suo petto, trattenendo ancora di più i suoi fianchi dandogli cosi’ un controllo extra e lasciarlo penetrare ancora di piu’.

In questa posizione la donna e’ sdraiata a pancia in su, meglio ancora se con un cuscino sotto i glutei per alzare leggermente il bacino. La donna muove le anche mentre lui la penetra. E’ una posizione perfetta dopo una cena romantica, perche’ aiuta anche la digestione ed e’ meglio di un Alka Seltzer.

Siete pronti alla sfida del nuovo Millennio? Quel che vi occorre è una sedia, tanta agilità e una buona forma fisica. Lei è a cavalcioni sulla spalliera della sedia con il busto piegato e i gomiti appoggiati alle ginocchia. Lui la tiene per i fianchi modulando l’oscillazione del va e vieni per raggiungere il massimo dell’eccitazione.

 

Lui e’ seduto su una sedia. La partner, adagiata sulle sue gambe, si muove ritmicamente sollevandosi e risiedendosi. L’uomo puo’ stimolarle il clitoride mentre lei si accarezza i seni.

La donna, supina, è distesa su un cuscino, con le ginocchia piegate. Il partner è seduto con le gambe sotto le sue cosce si piega in avanti per baciarle il ventre, poi solleva il bacino per penetrarla. L’uomo inizia a muoversi ritmicamente quando la donna è completamente abbandonata.

 

La posizione della proposta necessita di un po’ di pratica e tanta volontà. Inginocchiati faccia a faccia, l’uomo mette il suo piede ben piantato a terra di fronte a lui (come se stesse facendo una proposta di matrimonio appunto) e la donna mette il suo piede destro per terra, scavalcando la gamba inginocchiata di lui.
La penetrazione può essere fatta sporgendosi in avanti verso i piedi piantati, facendo degli affondi, come se si stesse ballando un lento.

La donna é appoggiata sulle braccia e su un ginocchio. L’uomo è in ginocchio, tiene la partner per il bacino e la gamba di lei non piegata si appoggia sul fianco. E’ lui che ritma il movimento. Questa posizione non può essere mantenuta per tutto il rapporto perché sarebbe troppo faticoso per la donna.

L’uomo è seduto con le gambe incrociate, la donna è sopra di lui. Lui ritma il movimento con le mani e accarezza il seno della partner con la bocca.

Lei deve sdraiarsi su un tavolo, un letto o una scrivania, mettendo un cuscino sotto le natiche che devono essere un po’ rialzate. Poi sempre la donna deve alzare le gambe in alto, tenendole unite. La donna può mettere le mani sotto il cuscino per dare ancora un po’ più di elevazione al bacino.Lui effettua la penetrazione mentre lei ha le gambe in alto; se il letto o il tavolo sono bassi, l’uomo dovrebbe piegare le ginocchia o inginocchiarsi per terra. In più lui può afferrare i piedi per fare leva, così per essere più stabile qualora volesse spingere più a fondo.

L’uomo è seduto sul letto e le sue gambe sono stese orizzontalmente. La donna deve insinuarsi sotto le sue gambe in posizione posteriore e aiutare la penetrazione. La donna deve poi stendere le gambe, cercando di metterle dietro di lui, e rilassare il busto fra i piedi di lui. La donna deve poi scorrere su e giù usando i piedi di lui per fare leva.

Appoggiandosi al braccio destro, l’uomo sta seduto con le gambe allungate mentre la donna, di schiena, si inginocchia su di lui a cavalcioni e si muove ritmicamente. Con la mano rimasta libera, il partner può accarezzarle i seni e la natiche.

La donna e’ piegata in avanti e l’uomo la penetra stando semiseduto. Appigliandosi ai suoi piedi, lei si muove lentamente mentre lui le ricopre la schiena di baci. E’ una posizione che richiede agilita’ ma che permette di riscoprire angoli spesso dimenticati del corpo del proprio partner.

L’uomo e’ in piedi e tiene in braccio la partner sorreggendola per le natiche e per la schiena mentre lei lo avvolge stretta con le gambe. La donna puo’ anche appoggiarsi con le spalle al muro, cosi’ da avere un sostegno sicuro e permettere una maggiore penetrazione. Questa posizione ha il vantaggio di essere praticabile in qualsiasi luogo, ma presenta anche il limite di essere adatta solo a un uomo muscoloso e di non poter essere mantenuta a lungo.

L’uomo solleva la donna tenendola sotto i glutei. La donna avvolge le gambe intorno ai fianchi di lui per tenersi e appoggia i piedi contro il muro a cui l’uomo si deve appoggiare. Questa posizione richiede una grande forza da parte dell’uomo, ma i risultati sono assicurati!

La donna è distesa supina con un cuscino sotto la testa e un altro meno spesso ai bordi del letto che le solleva il bacino e la aiuta a “fare la candela” alzando le gambe in verticale. L’uomo è inginocchiato sullo scendiletto e la penetra accarezzandole la parte sotto delle cosce, zona particolarmente erogena.

In piedi, pelle contro pelle, lei gli dà le spalle mentre lui, abbracciandola con passione, la porta a sé e la penetra da dietro. Per mantenersi meglio in equilibrio, la donna può appoggiarsi al muro o a un tavolo.

Adatta a qualsiasi luogo e circostanza, questa posizione ha il sapore di un incontro a sorpresa. In piedi, uno di fronte all’altra, l’uomo stimola con il proprio sesso quello della partner fino a raggiungere una penetrazione superficiale. Per ottenere la massima riuscita e’ quindi consigliabile che la donna aumenti la propria statura indossando scarpe con il tacco o salendo su di un qualsiasi altro supporto a disposizione….

La donna da’ la schiena al partner e si adagia su di lui a cavalcioni. L’uomo la tiene per l’estremita’ alta delle cosce e modula l’oscillazione del va e vieni. Questa posizione permette alla donna di accarezzare lo scroto del partner, mentre l’uomo puoì apprezzare da vicino le chiappe della compagna.

La Supernova inizia con la classica posizione con la donna sopra all’uomo, stando sopra le coperte (non andate sotto!) L’uomo deve avere la testa dal lato del fondo del letto.
Lei si accovaccia su di lui con le ginocchia piegate e i piedi ben piazzati sul letto mentre lui la penetra. La donna si curva all’indietro appoggiandosi sulle braccia e si muove fino al raggiungimento dell’orgasmo. Quando arriva il momento lei si butta in avanti verso l’uomo e appoggiandosi sulle ginocchia, spinge l’uomo verso il bordo del letto fino a quando sporge fino a quando la sue spalle e braccia sono completamente al di fuori del giaciglio. La donna a questo punto si sposta nella posizione di partenza fino al raggiungimento del piacere per entrambi.
La Supernova è una posizione sessuale supertecnica!

L’uomo é appoggiato sulle mani, le gambe sono allungate sul letto. La donna é a cavalcioni su di lui, e appoggia le mani di fianco alla gambe di lui. La donna va avanti e indietro ritmicamente con il bacino.

La donna si inginocchia sul gradino più basso della scala e si appoggia su un gradino superiore o sulla ringhiera.
L’uomo la prende per i fianchi e la penetra da dietro. La posizione della Scala Reale può essere usata anche per il sesso anale

L’uomo è seduto per terra o sul letto con una gamba allungata e l’altra leggermente piegata per star bene in equilibrio. La donna si adagia su di lui a cavalcioni sollevandosi e risiedendosi ritmicamente mentre il partner la sostiene per le natiche. L’uomo può anche stimolare con baci e succhiotti i seni della compagna o divertirsi a mordicchiarle i capezzoli.

Lei si sdraia sul letto pancia in giù facendo sporgere il proprio corpo, dal bacino in giù, al di la del letto, appoggiando le mani sul pavimento per supportare il peso.Lui si posiziona sopra di lei, le sue gambe tra quelle della compagna e la penetra da dietro. L’uomo può anche prendere la donna per i fianchi e sollevare la schiena al posto di restare sdraiato su di lei.

Questa posizione è decisamente complessa e richiede una buona muscolatura per entrambi, in particolare per le braccia della donna. La donna parte da sdraiata su un fianco, sollevandosi con il braccio sinistro e tenendo polpacci, piedi e caviglie sul materasso. L’uomo la supporta tenendola per il bacino e, sollevandole la gamba destra la penetra. Nonostante sia molto difficile da eseguire, è una posizione che promette una penetrazione profonda e un orgasmo esplosivo.
Questa posizione è l’ideale per prendere un attimo di respiro tra posizioni più complesse e che richiedono più “lavoro”. L’uomo e la donna sono stesi sul fianco guardandosi in viso e le gambe sono incrociate l’una all’altra per facilitare la penetrazione. I movimenti devono essere praticamente all’unisono e possono essere alternati tra lenti e più rapidi, fino al raggiungimento dell’orgasmo. Senza nessuna fretta, chiaramente.

L’uomo si insinua dolcemente tra le gambe della partner. Lei è distesa su un fianco con le ginocchia piegate, i piedi incrociati e lo stringe forte con le gambe. Durante la penetrazione, può accarezzargli il sesso e la nuca. Approfittando di questa posizione fatta di intimità e dolcezza, i due amanti possono raccontarsi piaceri e desideri da scoprire insieme..

La donna si sdraia su un lato con le braccia sopra la testa. L’uomo deve mettersi perpendicolare sul lato della donna, e lentamente la donna deve sollevare la sua gamba sinistra e far sì che l’uomo si metta con la parte inferiore del corpo fra le sue gambe. Una volta che si è ben uniti, la donna deve afferrare l’uomo per le spalle mentre è ancorata sul pavimento. Attenzione e tenervi forte.

Lei si sdraia con un cuscino sotto la testa e le gambe in aria più dritte e in alto possibile.
Lui si inginocchia di fronte a lei, prendendo le sue gambe e appoggiandosele sopra una spalla. Spingendosi avanti, la penetra.
Volendo lui può usare il letto o il pavimento come supporto appoggiandosi con le braccia da un lato o dall’altro del tuo busto.

La donna è distesa con la pancia in su, ed i glutei sul bordo del letto o su un tavolo. L’uomo è in piedi e la penetra accarezzandole i seni ed il clitoride. Questa posizione può essere effettuata anche restando immobili. In questo caso, la donna stringe a sé il partner incrociando le gambe. E’ molto eccitante: la donna sente le pulsazioni del pene e l’uomo quelle della vagina.

La donna è sdraiata sulla schiena, con le ginocchia contro il petto. L’uomo si inginocchia e la penetra. Per una penetrazione più profonda, la donna può appoggiare le mani sui glutei di lui e tirarlo verso di sè, tenendo i piedi appoggiati al suo petto.

La donna inizia questo gioco mettendosi prona, con il viso rivolto verso il basso. Con le mani tieniti per la zona lombare e solleva gambe e schiena, in modo che questa sia il più perpendicolare possibile. A questo punto il tuo uomo si inginocchia davanti alla donna, afferra le sue caviglie e mette le sue ginocchia all’altezza delle tue spalle. Poi lei afferra le sue mani e le tiene per i fianchi, così da far essere più saldi entrambi. Tieni le sue coscia per fare leva e mettiti in modo che i suoi genitali possano godere di un’esperienza ultraterrena.

Lui si siede su una sedia piuttosto comoda con un cuscino appoggiato sotto le ginocchia per tenerle leggermente sollevate.
Lei si mette a cavalcioni, abbassandosi su di lui e sollevando le sue gambe sulle sue spalle, in modo si appoggino sullo schienale della sedia. Lui la abbraccia per aiutarla nei movimenti e mantenerla in equilibrio. Una volta che l’uomo l’ha penetrata, la donna inizia a muoversi spingendo le gambe verso lo schienale della sedia mentre lui spinge verso l’alto.

Lui si sdraia sulla schiena con le ginocchia piegate. Lei si appoggia su di lui inginocchiata, con le gambe ben aperte dandogli la schiena.
In questa posizione la sua pancia si appoggia sulle gambe e sulle ginocchia dell’uomo che possono essere usate come leva per i movimenti avanti e indietro, dentro e fuori. Per facilitare il raggiungimento dell’orgasmo la donna può inarcare bene schiena restando attaccata alle sue ginocchia.

L’uomo ha la schiena appoggiata al muro e penetra la partner tenendola per le cosce e muovendo il bacino avanti e indietro a modulare l’oscillazione del va e vieni.

Lei e’ distesa supina con le gambe divaricate mentre lui la penetra. Le mani restano libere per scambiarsi carezze ed effusioni. Soprattutto quelle della donna, che puo’ accarezzare con passione la schiena e le natiche dell’uomo. Una posizione per fare l’amore in tutta semplicita’.

La donna inizia dando la schiena al partner e si sdraia su un fianco. L’uomo si inginocchia dietro la donna in modo che i due corpi siano perpendicolari. L’uomo prende la gamba inferiore della donna e la sposta, penetrandola. Lei prende la sua gamba superiore e la allunga leggermente per dare a lui una migliore visibilità. Per aituarsi nella spinta lui può tenere la donna per i fianchi.

Lui si sdraia sulla schiena tenendo le sue gambe leggermente divaricate e la testa appoggiata al cuscino.
Lei si appoggia su di lui di traverso, con le gambe da una parte e il resto del corpo dall’altra, tenendo le sue gambe ben chiuse e appoggiandosi sulle braccia per avere miglior supporto.
Nel momento della penetrazione lei apre le gambe leggermente e inizia a fare dei movimenti circolari, lenti e continui, alternati a movimenti verticali. L’uomo per facilatare l’orgasmo può effettuare movimenti uguali e contrari a quelli della donna.

L’uomo è seduto. Lei è seduta a cavalcioni su di lui, si getta all’indietro e poggia la testa su un cuscino. L’uomo si muove ritmicamente e le accarezza i seni. Questa posizione richiede una grande agilità.

La donna é appoggiata sulle mani, le braccia sono tese. L’uomo é ai bordi del letto e le solleva il bacino, mentre lei appoggia le gambe sulle braccia del partner. E’ una posizione che esige grande agilità, un po’ di forza e che non può durare più di qualche minuto.

Lui è dritto sulle ginocchia mentre la donna, in posizione supina e con le gambe piegate, appoggia i piedi contro il suo petto. L’uomo può piegarsi all’indietro o in avanti allontanando o avvicinando così le cosce della partner al suo seno. Questa posizione consente una penetrazione molto profonda.

Vi suggerisco questa posizione come tappa rilassante durante la vostra «maratona amorosa». Godrete di un dolce far niente fatto di sguardi e carezze. Anche il vostro fisico trarra’ beneficio dall’abbassamento della pressione, raccomandabile prima di riprendere giochi erotici piu’ impegnativi.

L’uomo si inginocchia sul letto. La donna si sdraia sulla schiena, alza i glutei e avvolge le gambe intorno a lui. Mentre l’uomo la penetra, la donna inarca la schiena, facendosi aiutare da lui, che le tiene le mani sotto la schiena.

L’uomo siede a gambe incrociate, tenendosi con le mani poggiate dietro. La donna si siede sull’uomo, con il viso rivolto verso di lui, avvolgendolo con le gambe. La donna può così decidere il ritmo e la profondità della penetrazione. Per liberare le braccia e accarezzare la donna, l’uomo potrebbe poggiare la schiena contro una parete, per avere così le mani libere.

La donna e l’uomo sono sdraiati l’uno di fronte all’altro. La donna deve avvicinare il suo inguine su quello di lui, avvolgendo le gambe attorno ai lati del suo busto. Le braccia di lei devono essere distese dietro per sostenere il peso. Lui circonda la vita della donna con le gambe e impugna le cosce di lei, spingendo delicatamente.

Ad un primo sguardo questa posizione ci ricorda la posizione del missionario. L’uomo va a quattro zampe, poi la donna solleva le anche verso il suo pene in modo che possa penetrarla.
L’uomo rimane in questa posizione mentre la donna fa tutto il lavoro.

Questa posizione è basata tutta sul controllo: il vostro uomo è sdraiato supino sul letto. La donna si gira e si mette a cavalcioni sopra l’uomo, in modo che la schiena sia verso di lui, abbassandosi sul suo pene eretto. La donna stende le sue gambe indietro verso le sue spalle e porta il busto verso il letto, tra le gambe di lui. La donna con entrambe le gambe e quelle dell’ uomo formeranno una X. Lei poi deve iniziare a scivolare su e giù. Per avere una maggiore spinta la donna deve utilizzare i piedi di lui.

La donna è distesa sulla schiena, con le gambe allungate e le braccia sopra la testa. L’uomo è disteso su di lei. Mentre l’uomo scivola dentro la donna, lei tiene in tensione tutti i muscoli, stringe le gambe e spinge le braccia contro il letto. Questo aumenterà lo spazio di penetrazione e permetterà una stimolazione naturale della clitoride.

La donna è su un mobile alto (una scrivania, un tavolo, la lavatrice), seduta a gambe incrociate e appoggiata sulle braccia, posizionate dietro. L’uomo le sta in piedi difronte, e la donna incrocia le gambe dietro di lui, lungo i fianchi. Lui la guarda dritto negli occhi, mentre comincia il movimento.

La donna si stende sull’uomo, divarica le gambe per facilitare la penetrazione e subito dopo le richiude in modo che i due corpi siano perfettamente sovrapposti. Comincia poi a stimolare il partner strofinando il proprio corpo contro quello del compagno lateralmente e in senso orizzontale. È una posizione molto intima che consente il massimo contatto fisico e accontenta le donne minute che di solito preferiscono stare sopra.

L’uomo si sdraia e raccoglie le gambe al petto. La donna si siede su di lui e lascia che il partner le appoggi i piedi sulla schiena. Per una stimolazione più intensa e per aiutare l’equilibrio, i partner si possono sostenere tenendosi per i polsi. Questa posizione è l’ideale per chi ama la penetrazione profonda.
Il trucco della farfalla è l’angolature. Lei è distesa sulla schiena sul letto o su un mobile e lui sta di fronte a lei mette le sue gambe sopra le sue spalle. La donna mette le sue braccia e le due mani giù e solleva il suo bacino. In base alla sua forza lui può spostarla poi in base all’angolo che procura più piacere ad entrambi.